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Archive for the ‘perle di saggezza’ Category

magnetic_floating_sofa

La verità è una sola.

Ho appunto in questi giorni scoperto che quando la mia mamma mi ha creato, mi ha fatto il dono più bello del mondo:

LA VITA.

Peccato che poi si è dimenticata di darmi il libretto delle istruzioni.

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doctor2214627c9qk8“Pallonaro” indica a Roma colui il quale è specializzato nel raccontare cose non propriamente vere, con la tendenza megalomane all’esagerazione.

I Pallonari nella fattispecie saremmo, mancoadillo, io e Homo.

Scena: io e Homo proprio nei giorni del trasloco abbiamo una missione: fare delle analisi del sangue.

Sveglia alle 6 del mattino.

Praticamente un cataclisma.

Destinazione: centro ricerche subito fuori Roma.

Arriviamo, in un caldo già torrido, muniti di ben 11 ricette mediche appositamente preparate da amico medico.

Lista degli esami di controllo da fare: infinita.

Si prevedono problemi e turbolenze, causa totale insufficienza di sonno. Tuttapposto.

Quattro occhi pallati si aggirano per i corridoi del bianchissimo centro ricerche, cercando di capire dove cavolo direzionarsi in un posto che sembra uscito da un film di fantascienza ambientanto nel 2500.

Arranchiamo allo sportello del pagamento ticket e la cassiera, dopo aver dato una rapida occhiata alle prescrizioni mediche, alza lo sguardo verso ‘sti du’ fenomeni che si ritrova davanti e impallidisce.

Ma no, signori! Questa non è possibile!

“Come scusi?” faccio io cercando di darmi un contegno. Assolutamente non credibile.

“Ma quante ne ha messe di prescrizioni per ciascuna ricetta il suo medico? Ma sono troppe! Ma che non lo vede!??! Non si puo fare! Dovete tornare un’altra volta.”

Io panico. Occhi con la lacrimuccia di Hello Spank quando urlava Iaiaaaa!

Devo averla commossa e mi fa impietosita:

Aspetti che chiamo la dottoressa e vediamo se qualche medico di qui le può gentilmente trascrivere di nuovo”.

Arriva la dottoressa (peraltro gentilissima).

Ma chi è questo fenomeno che vi ha preparato le ricette? Guardate che è impossibile!  Ma che non lo sa che si devono frammentare?!!”.

Alla fine, dopo due ore di tentativi e di attesa, durante le quali noi abbiamo decisamente l’aspetto di un soufflé afflosciato,  troviamo un’anima santa che ci riscrive il tutto e ci manda al prelievo.

A quel punto io, che già non ho fatto colazione, ciò 4 ore di sonno e pure un po’ di pressione bassa, temo di svenire in braccio all’infermiera.

Homo in tutto ciò è temporaneamente lobotomizzato ma vigile di fronte all’inesorabile avvicendarsi degli eventi.

Anche lui non è credibile ma fa decisamente il vago.

“Tutto a posto signori, passate alla stanza n. 10 per il colloquio con la dottoressa”.

E qui attenzione, perchè diamo davvero il meglio di noi stessi:

Dottoressa a Homo: “Lei fuma?”

Homo: “No”.

Lei barra con una crocetta nel modulo il quadratino “no”.

“Cioè, ho smesso”.

Alza lo sguardo inquisitore verso di lui: “Da quanto tempo?”

Da un anno”.

Se lo scruta con la faccia del professore che sta per cambiare voto sul registro. Cancella il “no” e barra impietosamente il “si”.

Prima umiliazione.

Dottoressa a Eppi dopo aver letto sulla prescrizione del mio medico (anche lui a questo punto decisamente pallonaro) la motivazione che mi spinge a fare queste analisi: “Perchè cistite in sospetta gravidanza?”

Io farfuglio qualcosa. Come faccio a dirle che mi serve una forte motivazione per ottenere il rimborso dell’assicurazione medica e che il medico ha appunto calcato un po’ la mano? Non sono in sospetta gravidanza anche se ho fastidiosi problemi di cistite ricorrenti.

“Beh!” faccio io “Sa! Siamo sposati da poco. Quindi non si sa mai…”

La dottoressa mi guarda con aria di compatimento. Sospetta che le abbia imbastito la cazzata, quindi si accanisce e va avanti nella sua investigazione.

Io ormai sono psicologicamente nel bel mezzo di un difficile esame universitario con di fronte un insegnante stronzo.

“Quando ha avuto l’ultimo ciclo?”

E io splendida: ” 21 giorni fa.

“E allora come fa ad essere sospetta gravidanza?”.

Seconda umiliazione.

Mi guarda con l’aria del professore che ormai ci ha rinunciato e che sta per mettere un 6 – – , e dice: “Va beh! Con voi ho finito. Andatevene pure”.

Secondo me alla fine del modulo, il responso che la dottoressa ha scritto è:

“OCCHIO A QUESTI DUE. AFFETTI DA GRAVISSIMA MALATTIA:

TRATTASI DI DUE INGUARIBILI PALLONARI”.

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internet3locandina4cxw200h176c00Amica di Master durante una cena in terrazza: “Sai Eppi, sono molto cambiata: da un po’ di tempo mi piacciono bori”.

Io: “Come bori?”

Amica di Master: “Si insomma, fino a una certa età mi piacevano i ragazzi impalati, impostati, precisini. E da un po’ mi piacciono i bori”

Io: “Scusa, mi definiresti “bori” ? Non so, dammi un dettaglio, una descrizione. Qualcosa”.

Nella mia ignoranza avevo sempre pensato che la definizione “boro” in romano equivalesse a “coatto” ovvero, per i non romani, cafone/poco fine.

A quel punto, dovevo decisamente andare a fondo alla golosa questione che mi si era così inaspettatamente presentata.

Amica di Master: “Come te lo spiego? Sai, che ne so?…uno boro, uno che cià la collanina al collo”.

E io che ancora pensavo che quelli con la collanina fossero normali.

Secondo voi so’ io quella strana?

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magnolia_frogs

Avete presente la scena di Magnolia quando a un certo punto dal cielo piovono rane?!?!

Beh, sarò scema, ma io quella scena non l’ho mai capita.

Fino a ieri.

Si perchè ieri mi sono messa in giardino tutta bella apparecchiata con il computer, i telefoni, l’agenda e altre cosette varie, decisa a godermi un’oretta di sana natura.

Stunc!

Mi guardo intorno: stunc!

Stinc!

Stunc, stunc!  Statatank!

Guardo in su.

Dall’unico albero sfigato del giardino piovevano gelsi*.

Si, si. Piovevano gelsi che Dio li mandava.

Pensavo.

Simbolo di una nemesi vendicativa e riparatrice?

Giustizia divina che vuole riportare l’equilibrio fra il male e il bene che sono in me?

Boh! Io, molto più semplicemente ne avrei tratto una mia morale personalissima.

Morale del cazzo: non si sa mai cosa ti può piovere in testa quando sei in giardino.

ps: Oh! Ci credete che a un certo punto è arrivata anche una cacca di uccello??!! Mi son detta: sticazzi della natura. E sono rientrata in casa.

Se per caso anche a voi si sono palesate verità di rilevanza cosmica come alla sottoscritta, prego, condividetele con le mie orecchie assetate.

*per chi, come me fino ad un’ora fa, non sapesse cosa diavolo sono i gelsi…beh! sono questi qui , e poi sono anche questi qui ; e poi c’è anche la confettura di gelsi ; insomma come cavolo avete fatto a vivere senza gelsi finora!!??….che vita infelice avete avuto…

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In concomitanza con il mitico blog di TENDALLEGRA diamo ufficialmente inizio al seguente, importantissimo sondaggio socio-culturale:


LEGENDA

Iron man: quello che ti risolve tutte le questioni, l’uomo intraprendente, quello che non deve chiedere mai, quello che ti dice “Tranquilla baby, penso a tutto io”, il supereroe, insomma (ma esiste?).

Culodipiombo man: come da definizione, quello apatico e pigro, che non si alza mai a causa dell’eccessivo peso (piombo appunto) delle sue terga (culo), che stravaccato sul divano è sempre stanco, quello che rimanda al dopodomani ciò che andrebbe fatto subito, quello che ha un entusiasmo pari a quello che potrebbe scaturire dalla lettura dell’autobiografia di un tronista di “Uomini e donne”.

Ecchedupalle man: noiosooooooooooo, noiosoooooooooooo….tutto pieno di sè tanto da scoppiare, ‘nà pentola de fascioli in perpetua ebollizione. Si può tranquillamente collegare direttamente alla categoria de “IL PESANTE”.

Furio men: ve lo ricordate Carlo Verdone vero? Quella dei Furio men è una specie in continua evoluzione che credevasi estinta ma che tuttavia si riproduce ed insinua trasversalmente nel moderno contesto sociale. Non devo aggiungere altro.

Per questo giro gli uomini non sono chiamati a dire la loro (fatevene una ragione) ma si accettano proposte per eventuali altre “questioni scabrose” che volessero essere approfondite in queste illustrissime sedi.

Votate, signore votate!

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0_relax-1Ieri, inaspettatamente, decido di prendermi il pomeriggio libero.

Ma libero, libero eh?!

Ne ho bisogno. Sarà il poco sonno, o i vari rodimenti degli ultimi giorni…ma, ho deciso: prima di iniziare la settimana, per un po’ stacco la spina.

Ecchissevvistosevvisto.

Homo è fuori.

Eppidog è tranquilla (una santa lei!)

Telefoni: spenti.

Siamo noi: io e me stessa. Concentrate sul nulla.

Indugio fra un pisolino e una sana ora di relax a letto davanti a un libro.

Opto per il pisolino..emmanco adirlo!

Mi trastullo nella penombra pomeridiana….con il sole che filtra fra le foglie dell’unico albero sfigato del giardino…cheffatanto relax.

Mi appisolo, mi giro e mi rigiro.

Gongolo, avvolta in una temperatura lieve che accarezza la pelle.

Me la godo! Si, si .Me la godo proprio.

Penso che la vita sia fatta di attimi, alcuni rilevanti e altri meno.

Capita che a volte quelli irrilevanti siano più importanti degli altri, come adesso nel mio sonnecchiare placido.

Insomma, una volta svegliata, scesa dal letto e rassettata (si fa per dire dato che avevo gli occhi appalla tipo NEMO per quanto mi ero rilassata) mi sono guardata allo specchio e mi sono detta:

certo che a volte non fare un cazzo fa davvero bene all’anima.

Ooops! Scusate mi è cascata la corona….e stavolta me sa pure lo scettro.

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prigioneTRAMA: Roma, 18 aprile 1978, ore 22:45. Anni di piombo.

Una Uaz verde militare si aggira a velocità moderata nel centro di Roma. A bordo una giovane donna ed un uomo. Una stradale con a bordo due poliziotti li ferma per un controllo. Improvvisamente, appena fuori dall’auto, la donna viene scarventata contro lo sportello e uno dei due poliziotti comincia a perquisirla tastandola ovunque in modo volgare.

“Lei la deve smettere!”

“Zitta stronza!”

“Non solo non si deve permettere di darmi della stronza, ma deve darmi del Lei. Ha capito??! Altrimenti io la denuncio!”

L’uomo che la accompagna la invita a calmarsi e cerca di tranquillizzarla. Non si scherza con quei ceffi.

Lei continua: “Portatemi in centrale! Voglio sporgere denuncia contro di voi! Questo è abuso di potere!”

Tempo mezz’ora e sono tutti in centrale. Li portano in una stanza dove attendono due ore buone. Attendono che qualcuno arrivi per sporgere formale denuncia contro i poliziotti.

Pensano loro.

La verità è che nella stanza accanto i poliziotti stanno inoltrando l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

FINALE: Vengono portati a Regina Coeli (noto carcere romano) dove lui resta 4 giorni e lei 2 (manco Paris Hilton e Lindsay Loan…!).

La successiva causa farà cadere ogni ingiusta accusa e dichiarerà i poliziotti colpevoli di abuso di potere.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

L’uomo era mio padre. La donna la sua  attuale moglie.

Io sono venuta a conoscenza della vicenda dieci ore fa.

MORALE: la vita ti riserva davvero sempre delle incredibili sorprese se arrivi a 36 anni senza sapere che tuo padre è andato in prigione direttamente e senza passare dal via!

….vado a meditare, gente.

Voi rivelazioni taumaturgiche e ancestrali no?

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