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Archive for the ‘quisquilie’ Category

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Vi ricordate per caso di S., l’ amica di cui ho ripetutamente parlato QUI ?

Quella che, essendo single, è una divoratrice assatanata di mondanità ed appuntamenti?

Beh! Magari a voi non interesserà, ma fatto sta che S. è appena tornata dalle vacanze.

S. è andata in Grecia.

Su un’isola fantastica che chiameremo Oskiolampapopulus.

S. si è divertita un sacco a Oskiolampapopulus e, durante la prima telefonata di aggiornamento, mi ha descritto a grandi linee l’andamento delle sue ferie appena concluse.

“Ciao Eppi, tesoro! Come stai?”

“Bene grazie. E tu cara? Quando sei tornata?”

Da un paio di giorni. Sono stata in Gracia, a Oskiolampapopulus. Cioà… non puoi capire. Un posto intergalattico.

Un mare dapaura. Eppoi una vita molto soft.

Cioà, davvero.

Con le mie amiche abbiamo passato fantassici giorni di relax, in una

locasciòn mooooolto cuul.

Questa volta gniante nait cleb. Gniante vita mondana.

Sono stata veramente alla grande”. A quel punto sono tentata di chiederle le prove inconfutabili, perchè mica ci credo tanto.

“Ne sono felice”. Magari per una volta si è redenta.

“Si. Guarda. Ho capito un sacco di cose”. E lì comincio seriamente a tremare.

Abbiamo fatto davvero una vita semplice, lontano da questa società moderna del cavolo. Oddio, che fa?! Me la butta sul sociale?!

“Al giorno d’oggi siamo abbituati a ‘sto consumismo, ‘na cifra di condizionamenti. Lì invece gniante: mare, sole, riposo”. Prosegue convinta, manco fosse andata in Papua Nuova Guinea.

E comunque per la cronaca, si. L’ha buttata sul sociale.

“A davvero?”, incalzo io basita.

“Si guarda. Tiggiuro! An certo punto ho detto allamiche mie:

Oh! Lasciatemi qui.

In fondo, i vestiti ce li ho per un anno;

le scarpe pure;

i costumi mi bastano per due anni.

Stoappostocosì. Sto”.

Mi rendo conto che, a quel punto, di fronte al problema del luk,  la questione sociale  non poteva che andare decisamente a farsi fottere.

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grocery_list_cFacciamo un piccolo passo indietro.

Alcuni giorni prima di partire, quando era ancora bloccato a letto per il mal di schiena, Homo mi chiede, vedendo che sto per uscire, di comprargli un paio di cosette.

Alcune per l’imminente partenza.

Altre semplicemente per ammazzare il tempo dalla sua postazione “inchiodata al letto” (della serie “Homo non deve morire”).

Mi porge dunque un fogliettino ben scritto ed ordinato con la lista della spesa.

Vado a riportare ciò che elencava:

– due scatole di Toradol (antinfiammatorio: logico).

– due di Omeprazene (gastroprotettore: scontato).

– tre scatole di Bentelan da 1 mg (cortisone: indispensabile).

– un pacchetto di siringhe da 2 ml (ovvie).

– due confezioni di Vigorsol (oneste).

– un barattolo di yogurt alla banana (rinfrescante).

– Playboy (?@?!!?@).

…Ma uno normale no eh?!?

ps: i commenti fateli voi che io ancora rido.

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infermieraEbbene si. Dopo giorni e giorni di sedute psicologiche preparatorie, nonchè osservazioni attente dell’operato della signora Sofia  venuta  puntuale a casa a bucherellare il posteriore di Homo per 5 giorni…

ME SO’ LANCIATA.

O meglio, ho lanciato.

L’ago.

Proprio lì, dove generalmente non batte il sole.

Ma dove ora  batte una cifra  il nervo sciatico.

Dentro il mio cervello mi sono ripetuta venti volte la sequenza delle cose da fare.

La fronte imperlata di sudore, ho visto avvicinarsi il momento.

Ho caricato la siringa. Allontanato la mano.

Ho mirato con attenzione.

Velocemente la pelle di Homo si è avvicinata come in uno zoom al microscopio.

Più vicina.

Più vicina.

ZAC.

Fatta.

Per poco non sono svenuta.

Fortunatamente ciò che mi ha impedito di apparecchiarmi ai piedi del letto è stata la voce del mio medico curante al quale avevo chiesto il giorno prima:

“Scusa ma alla peggio, cioè se sbaglio, che succede?”.

Già immaginavo un’emorragia, un’embolo, un disastro insomma.

Mi vedevo vedova inconsolabile vestita di nero con impermeabilino lucido anni settanta e scarpe scamosciate nere con zeppa.

(E che cazzo! Quando una cià classe, cià classe sempre no?!)

Il dottore mi ha guardato e placido mi ha risposto:

.
“E che je succede? Je viene er bozzo!”.


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3718991556_b2321d7509Oggi più o meno il mio umore suona

così


ps: ho reso l’idea? A voi capita mai?

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Svuota chettirisvuota,

cerca chettiricerca,

scova chettiriscova,

mi imbatto in una visione fantastica.

Dietro un mucchio di cianfrusaglie, in fondo all’ultimo pensile della cucina, sotterrata da uno strato di polvere e frustrazione, ecco che ritrovo lei:  la mitica, indimenticabile gelatiera.

La gelatiera è quella macchina con cui la sottoscritta (golosa ai limiti della decenza) si deliziava finchè abitava in questa magione, producendo tonnellate di gelato multigusto per sé e per gli amici di sventura.

La vedo.

La amo.

Fa un caldo pazzesco fuori.

Tiro fuori la veneranda e fedele macchina.

Inserisco la spina e la accendo per vedere se è ancora in vita.

Il suono familiare del suo motore e della pala che gira mi rapisce come una sinfonia di Bach.

Mi abbandono ai ricoldi morbidi e filanti di un gelato estivo appena fatto di qualche anno prima.

Alle cene accaldate dei tempi della mia adolescenza.

Inseguo le mie papille gustative impazzite, manco fossero quelle di Eppi-dog di fronte a una zucchina bollita puzzolente.

Decido.

Abbandono tutto.

Scendo al bar e acquisto il necessario.

Un’ora dopo ero di fronte ad un chilo di gelato filante appena fatto con tutta l’intenzione di mangiarmelo tutto di fronte alla tv.

Eccheccazzo!
Quando ce vo’, ce vo’ !

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barbie-boa-rossoIeri sera bel, belle io e Eppi-dog ci prepariamo, acconciamo, sistemiamo, rassettiamo per andare a raccattare il “nostro” all’areoporto.

Dopo 3 giorni di assenza (sua) e di impacchettamenti (nostri) il mio sex appeal, in una scala da uno a dieci, poteva equivalere a due e tre quarti scarsino. Grazie.

Quindi potrete capire i lavori di restauro che ho dovuto metter su prima di uscire.

Robba che manco la Cappella Sistina!

Oltre tutto, ovviamente, quasi tutti i necessari strumenti di bellezza si trovano ormai sepolti e sigillati sotto montagne di scatoloni, irraggiungibili se non con una gru modello cantieri per grandi opere nazionali.

Dopo tutta ‘sta fatica, è ora di uscire.

Da fuori si sentono lampi fragorosi.

Eh già! Dimenticavo che ormai Roma si è praticamente trasferita ai Caraibi e non passa pomeriggio senza un signor nubifragio.

L’umidità è al 300% e i miei capelli, manco salgo in macchina, che si trasformano in un covone di paglia.

Nel viaggio scoppia l’Uragano Katrina. Viene giù di tutto: grandine, pioggia, imprecazioni.

Ovviamente sono in ritardo e il traffico da ponte estivo che si materializza lungo la strada, non aiuta. La situazione è sotto controllo.

Senzaltro.

Arriviamo finalmente.

Homo è lì da un’ora che aspetta.

Esco dalla macchina, madida di sudore, appiccicaticcia, col mascara colato e i capelli arruffati tipo barboncino Billy.

Lui mi guarda, mi bacia e mi fa: “Come sei bella”.

Devo proprio essergli mancata.

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VisualPackingIeri ho cominciato a fare i pacchi del trasloco.

E’ incredibile come, anche solo in un anno di vita (tanto è che siamo in questa casa), si siano accumulate cose, ricordi e storie completamente alla rinfusa.

Sarà un segno?

Decido di cominciare dal mobile più antipatico da svuotare: il cassettone del soggiorno (antico pezzo di famiglia di Homo, ovvero il ricettacolo dove ogni schifezza che circola per casa va a finire in una situazione di assoluta promisquità).

Bene. Proseguiamo.

Con lo spirito di Indiana Jones che esplora il Tempio Maledetto, mi accingo a dare inizio all’impresa.

Nei suddetti cassetti  reperisco nell’ordine:

– N.2 micro calze della befana nere piene di sabbia (!) regalataci dalla mia mamma in ricordo degli infantili tempi che furono. Ovvero come traumatizzare eventualmente un poppante con una calza modello “Tim Burton”.

– N.2 tessere elettorali mia e di Homo: cercate invano per ore rivoltando casa qualche settimana fa.  Dopo che, sotto un caldo torrido, ci siamo attraversati Roma per farle rifare, con naturalezza estrema, le impavide, riemergono. Stronzissime!

-N.1  pallina blu di eppi-dog: lei, quella storica. La pallina smangiucchiata che ha ormai una puzza tra il pesce marcio e le superga dell’85, ma senza la quale il suddetto cane non puo’ assolutamente sopravvivere.

– N.1 foto di me sedicenne con nientepopodimenoché Morten Harket, storico cantante degli A-ah: che riemergesse il mio passato adolescenziale da groopie…beh! questo proprio era imprevedibile. (Per la cronaca: devo dire che a distanza di 20 anni il tipo nonstamessonientemale, buttate uno sguardo su google che vi rifate gli occhi, tanto per iniziare bene la giornata).

– numerosi altri premi e cotillon che non sto qui ad elencare per non tediarvi di prima mattina. Ma poi, che accidenti saranno mai ‘sti cotillon?!

Ora mi domando: adesso che tutte queste cose sono state lanciate alla rinfusa in due scatoloni….che etichetta dovrei mettere secondo voi per capire, da qui a un mese, che cavolo c’è lì dentro??!!

Come le vedo lontane ‘ste vacanze.

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vita_davantiIeri mi attacco al telefono per allacciare la adsl nella futura casa dove traslocheremo i primi di luglio. Al momento c’è solo la linea telefonica, indi devo solo aggiungere internet. Sembrerebbe semplice.

Accanto a me Master – giunto per consulenza sentimentale del fine settimana – mi assiste per eventuale bisogno di assistenza.

“Pronto buonasera. Vorrei effettuare una variazione sul contratto Wind che ho al numero XXXXX”.

“Certo signora. Attenda un secondo in linea. Vediamo prima di tutto se c’è copertura. E’ la cosa più importante, senza la quale non possiamo procedere”.

Dirinidinidì làllàa laaaa.

“Allora signora. Le confermo che c’è copertura. Vogliamo procedere?”

“Si certo”. E che dobbiamo fà? Una passeggiata?

“Le comunico inoltre che potrà usufruire dei primi due mesi gratuiti. Inoltre vedo che potrà avere uno sconto di 30 euro se fa il contratto on line.”

“Perfetto! Buona notizia. Allora lo faccio on line. Ho il computer davanti”. Sempre 30 euro risparmiati, no? Buttali via.

“Però prima deve fare la registrazione sul pannello fai da te, che poi le consentirà di fare la modifica del contratto.” Ah Ecco. Mi pareva troppo facile.

“Bene. Mi pare di aver capito. Faccio la registrazione poi accedo al contratto e richiedo la modifica per l’inserimento dell’adsl.La ringrazio molto. Arrivederci.”

“A presto allora. se dovesse avere bisogno di aiuto ci richiami”.  Che fai, me la tiri?

Dopo 3 minuti.

“Pronto signora stavo cercando di effettuare la registrazione al pannello fai da te. Purtroppo però una schermata mi dice che potrò ricevere la password solo chiamando dal numero per il quale devo effettuare la modifica del contratto. Peccato che io avrò accesso a quel numero solo dal mese di luglio. Come posso fare?”

“Capisco. Aspetti che accedo al suo pannello. Attenda in linea”.

Dirindirindiiiiiì, lalalla llalaaaaaaaa.

“Si infatti. Se vuole le posso inviare io la password via email”.

“Perfetto! Sarebbe fantastico. Grazie”.

“Non c’è problema. Se avesse bisogno di aiuto ci richiami. Arrivederci”.  Ma che è?  Portano sfiga?

Arriva la mail e la password. Mi registro. Entro nel pannello per fare la modifica del contratto con la mia bella password nuova.

Un messaggio dallo schermo decanta:

Per usufruire degli ulteriori 30 euro di sconto deve essere un nuovo utente. Lei è già utente wind”.

Master si stava a quel punto sbellicando dalle risate.

“Signorina. il problema è cosi e cosà. Ho richiesto una modifica. E’ ovvio che sono già cliente. Altrimenti avrei chiesto un nuovo contratto”.

“Aspetti provo a verificare io da qui e vediamo cosa succede. La richiamo fra cinque minuti. Può lasciarmi un suo recapito?”

“si certo XXXX”.

Driiiiin.

“Pronto?”

“Si, sono io signora; le comunico che c’è un problema”.

“Non mi dica?!” Ettepareva! Cissà come mai non mi giunge proprio come un’inaspettata sorpresa…

Nel frattempo Master urlava dal divano: “Non ce la farete mai! non ce la farete mai!”.

La signorina del call center lo sente e sbotta a ridere anche lei.

“Guardi mi scusi, ma qui dice che il contratto risulta in lavorazione e  quindi non si può fare nulla per ora. Lei ha richiesto recentemente qualche lavorazione sul contratto?”

“Beh! Veramente non ancora. Ci starei provando da due ore.” Sempre se glielafamo.

“Provo a sbloccarlo e la richiamo. va bene?”

Io sull’orlo del suicidio: “Va bene”.

“Pronto signora Eppi? Le comunico che sulla rete del numero da lei indicato non c’è copertura. Quindi, una volta sbloccata la lavorazione, l’unica cosa che può fare è disdire il contratto e passare ad un altro operatore”.

Voglio morì.

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Tecnologia amica.

imgkittytop01yj9Ieri mi chiama mio padre e mi fa sghignazzando:

Ho una sorpresina per te…”

E io: “…mhmhmm! e cos’è edddai dimmelodimmelodimmelo! Eddai, eddai!””.

Non me lo dice neanche se mi attacco al tubo del gas.

Tanto anche se minaccio, abbiamo degli sfigatissimi fornelli elettrici…quindi è inutile che faccio finta di avere la sindrome pre-suicida.

Insomma si presenta a casa con una serie di scatolette colorate.

Apro goduriosa e divertita e compare un piccolissimo micro computer.

Dalle dimensioni sembrava perfettametne proporzionato a Epp-idog.

Uno di quelli che entrano nella borsetta insieme al rossetto e al portacipria e che per schiacciare i tasti ti servono le pinzette per depilare le sopracciglia.

GAUDIO! TRIPUDIO! TREPIDAZIONE!

Lo adorooo!!! Chikkissimo! E’ meraviglioso…

Come se, in soli 70 metri quadri, non bastassero il mio pc portatile e gli altri due mac di Homo.

Insomma, Eppifemili era già senza dubbio la famiglia con la maggiore concentrazione computer/metro quadro.

Manco la densità abitativa di Tokio!

Mi ci mancava pure il mini computerino!

Avete idea di quale sarà la conseguenza di tutto ciò?

Per la vostra gioia, potrò sproloquiare in questa sede da qualsiasi posto io mi trovi e in qualsiasi momento

A meno che qualcuno non mi faccia sparire le pinzette.

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Chi è lo…?

Oggi ero lì che passeggiavo con Eppi-dog per i bisognini quotidiani.

A un certo punto lei mi si impunta sul seguente oggetto:

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A quel genio che l’ha scritto vorrei proprio stringere la mano.

Magari dopo che se l’è lavata.

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Aperò chic

2291738412_562143ef55Appuntamento con Master e amici di amici per aperitivo rinfrescante serale a Campo de’ Fiori.

Capisco subito l’antifona.

“Allora quest’estate dove andate?” fa amico incravattato a amica perbenino.

“Ma guarda, ancora non sappiamo. Forse prendiamo la barca e andiamo a fare un giro a Panarea”.

“Certo però che ormai lì c’è davvero una folla insopportabile. Non so. Forse sarebbe meglio andare in Sardegna”.

Master mi studia da lontano temendo una delle mie classiche uscite da catarpillar (cosa di cui  tra l’altro vado generalmente fiera).

“Ma il Buby invece che fa?!”

“Lo sai che quello non si schioda da Ponza neanche a pagarlo! “

“E tu Eppi, che fai?”

Azz! Mi hanno beccata mentre mi scolavo l’ultimo sorso di regale prosecco e mi facevo i beneamaticazzimiei.

“Si? Scusami. Dicevi?!”  Ma di che parlavano questi?

“Hai già dei programmi per quest’estate?”

“Beh! Veramente non ne ho idea al momento”. Cari miei, ho un trasloco e altre 2.800 cose da affrontare prima di farmi sfiorare minimamente dal sospetto di una vacanza.

“Però in compenso ho un trasloco nelle prossime settimane” Argomento assolutamente tedioso per l’allegra comitiva. Ma io insisto imperterrita nel voler dare il mio prezioso contributo alla pungente conversazione.

Proprio oggi infatti sono andata in un negozio vintage dove ho trovato un fantastico letto antico“. E così e cosà, segue descrizione dettagliata.

Alla parola “vintage” gli occhietti spilliformi di amica perbenino si illuminano.

Davvero?! Ma è fantastico! Dov’è questo meraviglioso negozio?! Devo assolutamente andare! Adoro il vintage! Per favore, potresti darmi l’indirizzo? Stavo appunto cercando una sedia anni cinquanta per la scrivania ereditata dal mobilio di famiglia. Un’impresa insormontabile! Sono disperata“.

Capisco. Sono problemi.

Qualcosa mi diceva che se avessi chiamato il negozio col suo nome – e cioè rigattiere –  l’amica perbenino non solo non mi avrebbe chiesto l’indirizzo, ma non mi avrebbe nemmeno degnata di uno sguardo.

Dentro di me ho sorriso pensandola alle prese col Conte di Fersen de’ Noantri (vedi post precedente) e ho assaporato il gusto di una sottile vendetta.

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595641ALSabato mattina decido.

Alle ore 12:00 sotto un caldo torrido, prendo Eppi-dog e mi accingo a compiere la MISSION IMPOSSIBLE: trovare un letto decente per la nuova casa.

So già che ancor prima di arrivare all’auto, mi sarò inchiodata col tacco nell’asfalto liquesfatto e Eppi-dog si sarà accasciata rantolante tipo una tartaruga capovolta.

Comunque accetto la sfida e mi incammino.

Nei giorni precedenti, da bravo architetto di interni, ho provato tutti i canali a me professionalmente noti:

-il negozio chic dove il letto finto antico te lo fanno pagare quattromila euro. Ovviamente bocciatissimo.

– il negozietto alternativo della serie “haivistomaitrovassiloccasione“; ma l’occasione la trovano solo loro.

Quando il pollo abbocca.

– l’intramontabile e democraticissima Ikea; così per farmi un’idea, nel caso alla fine volessi limitare il budget al minimo.

NIENTE. TUTTO INUTILE.

Come cazzo è possibile che quando arredo le case agli altri è tutto facile ma quando serve qualcooa a me personalmente l’impresa si trasforma in INCUBO?!!!

Ma ormai sono decisa. Voglio sfoderare l’asso nella manica.

L’amicadimamma mi indica un delizioso negozio vintage (leggi: rigattiere) dove puoi trovare cose al di là di ogni immaginazione.

Fiduciosa nella mia capacità creativa parto.

Nonostante l’aria condizionata a meno 20, noto che la povera Eppi-dog ansima manco avesse visto Brad Dog Pitt. Le direziono addosso tutte le ventoline e si placa.

Arrivo a destinazione.

Scendiamo.

Sono madida di sudore e praticamente ridotta uno straccio ambulante, con pezzetta di quattro chili + coda al fianco.

Entro nel fantastico Mondo di Quark: un enorme magazzino pieno di ogni oggetto creato dall’uomo dall’anteguerra ad oggi.

Vecchie macchine da scrivere, comodini, cornici dorate a forma di cuore, lampade stroboscopiche, dischi in vinile, lavandini, scarpe e persino una culla.

In pratica: La Qualunque.

Comincio ad andare avanti e indietro come un’invasata con Eppi-dog confusa che mi guarda implorante desiderosa di uscire da quel delirio.

Scansiono chirurgicamente armadi, scrivanie accatastate le une sulle altre, poltrone, divani, bicchieri, vecchie radio a transistor.

Sono ormai completamente inebriata (manco avessi bevuto un litro di lambrusco) quando, giù in fondo, in un angolino quasi completamente nascosto, lo vedo.
Amore a prima vista.

Colpo di fulmine.

Un letto antico di legno decorato in stile veneziano; al centro della spalliera una bellissima imbottitura in velluto verde trapuntato.

Esattamente quello che cercavo. Ma molto di più.

In un istante sono Maria Antonietta a corte di Francia che aspetta voluttuosa nel letto il fascinoso Conte di Fersen.

La musica degli organi risuona nella penombra della camera, circondata da enormi tende in pesante velluto color pastello.

Il rumore degli zoccoli dei cavalli proveniente dai giardini mi rapisce per un istante.

“A signorì! Lo vole quello?”

Rinvengo.

Davanti a me un signore alto un metro e cinquanta sulla settantina in canottiera bianca a costine, pantaloni beige sopra il ginocchio, calzini marroni e sandali.

No. Non è il Conte di Fersen.

“Beh! E’ carino” Mento spudoratamente: lo adoro.

“Ma quanto costa?” Chiedo timidamente sapendo che mi sarei indebitata fino alla morte pur di poter dormire in quel letto da sogno.

“A signorì! Ecchejedovodadì?!! E’ bello eh?!! E’ antico.  Nun li fanno più così. Costerebbe 120 euri. Ma a lei je faccio lo sconto. Famo 100 e nunseneparla più”.

Soffoco a mala pena un urlo di gioia.

Dopo 10 minuti ero di ritorno verso casa con la macchina carica e un sorriso durbans stampato sulla faccia.

lettoCome richiesto, aggiungo dettaglio del suddetto letto, appartenente alla collezione di arredi vintage da voi intitolata BdK  (Botta di Kiulo).

Che non favà pvopvio Covte di Fvancia, ma vende pavecchio l’idea.

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Sono dal mio nuovo parrucchiere, seduta al posto lavaggio.

Mi accoccolo in posizione.

Mi rilasso mentre mani sapienti mi massaggiano la testa.

Che goduria!

Non ho più percezione del mio corpo.

Chiudo gli occhi.

Inseguo i miei pensieri.

Quasi mi assopisco.

Sono lontana anni luce ormai.

Improvvisamente:

“Ecco Eppi. Abbiamo fatto. Accomodati di là”.

Rinvengo.

Apro gli occhi.

Ruoto la testa verso destra.

Seduto, nel posto lavaggio  accanto a me, c’è… un cane.

Richiudo gli occhi.

Forse mi sono addormentata e sto sognando.

Riapro, mi giro e guardo di nuovo.

Il cane è ancora lì.

Panico.

Sono decisamente impazzita.

Ora vedo pure cose inesistenti.

Devo farmi curare da un bravo.

Oddio! Che mi sta succedendo?!

Sarà lo stress post matrimoiale?

O forse ho esagerato con i caffè?

Non mi riconosco più.

Devo decisamente cambiare registro. Dedicare più tempo a me stessa.

Sto pericolosamente perdendo colpi.

Tra un anno sarò un catorcio da rottamare.

Homo mi lascerà.

E io vivrò per sempre sola e infelice”.

Era il cane del padrone del negozio.


ps: sono l’unica ipertesa pazzoide o anche a voi capita a volte di agitarvi per un nonnulla?!

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Risvegli.

915277775_16e458a120Tempo fa avevamo degli operai in giardino che stavano sistemando una tubazione dell’intero palazzo la quale, ovviamente correva lungo tutto il nostro pavimento.

I lavori sono consisititi in:

– smantellamento con martello pneumatico spaccatimpani della fascia di pavimentazione in cemento

– escavazione del terreno sottostante per una profondità di circa un metro per 3 (ci mancava poco che ci ricongiungessimo con le catacombe di Sata Priscilla o che qualche scheltro di gladiatore incazzato ci zompasse dentro casa)

– sistemazione con relativa saldatura della suddetta tubazione.

– chiusura della voragine e ripristino della pavimentazione. Grazie.

Ho reso l’idea?

Dico questo perchè per circa una settimana io e Homo ci siamo svegliati grazie al simpatico suono roboante del martello pneumatico (ecchevvelodicoaffà? localizzato esattamente al disotto della finestra della nostra Eppi-bedroom), nonchè al tremore di letto, pavimento e vetri….

Simpatici risvegli quelli lì!

Io per quella assurda settimana alle ottomenunquarto (ora di inizio dei lavori, manco fossero svizzeri) venivo catapultata giù dal letto.

Lo so. Mi rendo conto che non è proprio l’alba, ma per gli orari che ho io, vi assicuro, è prestino e a quell’ora sono ancora in piena fase REM. Persino Homo, noto per avere un problema di risveglio mattutino, veniva sconquassato da tale fracasso.

La prima mattina, blateriamo qualcosa e cadiamo giù dal letto entrambi.

La seconda mattina blatero io qualcosa e cadiamo giù dal letto entrambi.

La terza mattina blatero e cado giù dal letto da sola.

Dopo due ore di martellamento spaccatimpani il rumore finalmente cessa.

SialodataWandaOsiris !

Homo spunta dalla camera da letto placido e soddisfatto:

“AHHHHH! OGGI HO DORMITO PROPRIO BENE.

FINALMENTE  QUELLI DEI LAVORI NON SONO VENUTI….”

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2l9hcbc

Ognuno di noi ha gli amici che si merita.

Questo è vero.

E io ho S.

S. è quello che c’è di più simile a una bambina con un corpo di una pornostar.

Essere ingenuo e di meravigliosa fattezza che desta gli interessi di tutti gli uomini che abbiano ancora un alito di vita in corpo, ma che non ha ancora trovato, nonostante annosi sforzi, l’anima gemella.

Questo suo status di single perenne ne fa una divoratrice di eventi mondani. Quando c’è qualcosa nell’aria nel raggio di 10 chilometri quadrati stai pur certo che lei (proprio come eppidog con la sua palletta molliccia e tumefatta) non solo ne è a conoscenza, ma sa anche già chi ci sarà e chi non ci sarà; se vale la pena andare o non vale la pena; se è cool o no.

Si mormora che abbia sfortuna con il sesso forte, e quindi le sue storie sono generalmente brevi e tempestose.

“Tesoro come stai? Questa settimana non ci siamo sentite per niente!”

“Cioà guarda, non puoi capire. Cioà, sono uscita adesso dall’ufficio e sono stata per un’ora dentro a…cioà…un inferno di cristallo”.

“Ma novità col tizio?! Si dai! il tuo ragazzo.”

“Il mio boy??! No gniante. E’ il mio ex boy. Cioà. E’ tutto finito.

Gheim over.

Taim aut.”

“Noooo! Mi dispiace. E tu come stai?”

“Insomma. Lo sai com’è, no? Da piccoli ci raccontano tante belle storie. Ma alla fine mi sa che ‘ssta vita è proprio solo ‘na grande  fregatura.”

“Perchè non ci vediamo per un aperitivo così mi racconti?”

“Si occhei. Ci vediamo a Monti ai TreScalini? Dai che quella è proprio una bella locasciòn.”

“Ok. Se ti piace la locasciòn, allora  ci vediamo lì alle 7″.

PS: e voi? che amici vi state meritando?!

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bagnetto molly copylow2

Beh! Questa non resisto la racconto.

Ero al canile (dove faccio volontariato). Arriva a un certo punto la mia amorosa tesoruccia del cuore, Molly palladiciccia

la quale nell’ordine fa le seguenti cose:

1. Corre a perdifiato dal box fino al prato recintato (effinquituttapposto).

2. Soddisfatta avvista una gigantesca cacca di cavallo (si, al canile ciabbiamo pure un cavallo vecchio salvato dal macello).

3. Pensa bene di saltarci sopra e rotolarcisi ben bene sia di schiena  che pancia (e la sua pancia non è certo  elemento trascurabile).

4. Avvista la tinozza appositamente riempita d’acqua per lei che adora farsi il bagno.

5. Ci salta dentro a bomba con tutti i suoi 40 chili di ciccia sguazzando come una foca obesa. Tuttapposto.

6. Finalmente (allabuonora!) si accorge di me e mi punta da lontano venendomi con foga incontro per farmi le feste.

MA PRIMA LA MOLLY HA UNA FANTASTICA IDEA:

7. Si avvicina a me, e subito prima di saltarmi addosso, decide di sgrullarsi poderosamente ricoprendomi letteralmente di merda.

Eppur la amo.

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jlf00028“Che fai ora?!”

“Guarda, mangio una cosa al volo e poi corro all’appuntamento”

“Ok. Allora fai tu che io sto andando in palestra”.

Dopo 5 minuti ritorna in soggiorno con piattone pieno e faccia soddisfatta.

Lo guardo sovrappensiero.

Vedo che mangia vorace.

Quasi quasi ho fame anche io.

“Mhmhmhmh. Che buono! Avevo proprio voglia!”

“Ma che cos’è? Fai vedere…”

Guardo nel piatto.

Penso.

Come avrà fatto a cucinare il riso in 3 minuti? Bah! Lo dice lui, di essere bravo in cucina…e io che non gli ho mai creduto…

“Sono un genio! Ho messo del tonno, pomodorini freschi e mozzarella a cubetti. Poi ci ho aggiunto il riso basmati che era in frigo già pronto. Ho mischiato tutto, ed è uscita ‘sta cosa fantastica! Mhhmmhm!”

Dice. Ingollando l’ultimo boccone.

Mi giro di scatto verso di lui.

Mi si accende la lampadina gigante di Eta Beta sulla testa.

“Tesoro, ti vorrei comunicare che hai appena finito di trangugiare il riso di Eppi-dog”.

“._.”

ps: noncelapossofà!! Aiutatemi vi prego.

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Fields_of_gold_UmbriaAl di là della collina, dall’altra parte della vallata, una falciatrice piccola e lontana si muove disegnando una spirale tutto intorno ad un campo di erba verdissima.

L’erba, tagliata e accasciata a terra, modifica il suo colore diventando di un pacifico giallo chiaro.

Viste da lontano, le impronte della falciatrice, al ritmo di un rumore lontano, disegnano cerchi concentrici che fanno lentamente cambiare le sfumature cromatiche del campo.

Io, a bordo piscina, sonnecchio sul lettino facendo attenzione al bisbiglio del vento che increspa l’acqua azzurra.

Caldo sulla pelle smorzato da nuvole vagabonde.

Chiudo gli occhi assopita.
Riaprendoli, vedo il piccolo laborioso puntino che, come una formichina all’orizzonte, continua i suoi giri “trasforma-colori“.

Il verde dell’erba ancora intonsa, diventa un quadratino sempre più piccolo al centro del campo.

Mi giro pigra dall’altro lato in cerca di qualcosa. Mi addormento.

Quando riapro gli occhi è quasi il tramonto.

Le ombre si sono allungate sulla vallata. La falciatrice  girella ormai su se stessa, mangiando, come in un antico vidoegioco, gli ultimi pixel di erba verde.

E sorrido.

Penso che passare la giornata in questo modo sia davvero delizioso.

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closed-for-holidayCe l’abbiamo fatta!

Pfui!

Dopo tre dico tre giorni di tentativi.

380 email dopo, abbiamo finalmente una destinazione!

Da Roma al Polo Nord tutto esaurito, prenotato, occupato.

E io, che sognavo una bella pausa romantico-rilassante a compensazione del rimandato fatidico viaggio di nozze, stavo quasi per rimettere il sogno nel cassetto e dare in pasto la chiave a Eppi-dog.

Ma non potevo credere che la mia celeberrima fortuna (anche detta “culospudorato“) in fatto di prenotazioni, mi avesse abbandonato così miseramente e senza pietà.

Mi sono data un’ultima possibilità.

Con la fronte imperlata di sudore ho rilanciato.

Ho gettato nell’etere altre 250 email di richiesta di prenotazione.

Più o meno verso ogni struttura ricettiva del centro Italia.

Dopo un’oretta decido di tornare su gmail.

Palpitazioni e sudore freddo.

Faccio “check mail”.

Ci sono, fra le altre cose lavorative (che ovviamente ignorerei anche se si trattasse della commissione di un progetto di un nuovo grattacielo a New York) alcune risposte.

Eccola. La vedo. E’ lei.

Lo sento.

La apro.

“Gentile signora siamo lieti di comunicarle che abbiamo disponibilità di posti per lei e suo marito per le date da lei richieste. Anche il cane sarà il benvenuto”.

Siano lodate tutte le divinità Shintoiste messe insieme!

Tiro un sospiro di sollievo e faccio mente locale  realizzando che non mi pare il caso di andare con maglioni di lana e felpe;  mi punge vaghezza che dovrei effettivamente tirar giù dal reparto estivo un paio di infradito e due costumini. Per la primissima volta in vita mia (ha del miracoloso) affronto il cambio di stagione col sorriso.

Ma poi ripensandoci: e meno male che c’è la crisi!!

Sennò che dovevo fare per trovare un agriturismo libero??! Andare in Nepal?!?

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32360012v5_350x350_FrontEcco. Eppi-dog è un cane. Ma, come ho già accennato, lei è convinta di essere umana.

Infatti al parco:

“Dai bellina! Corri! Gioca con gli amichetti cani!”

Si avvicina la signora obesa col barboncino stronzissimo.

“E’ femmina?” Domanda di rito fra padroni di cani.

“Si”.

Io, core de mamma, la guardo male perchè quel barboncino l’ho già adocchiato prima, e mi pare proprio un brutto ceffo.

“Ah! Ma allora vanno d’accordo. Lui è tanto buono, sa?”. Si. Ora vediamo.

Il ciuffonatissimo, ridicolo barboncino Billy si appropinqua scondinzoloso e subito cerca di disonorare la mia creaturina indifesa la quale, essendo dotata di n.2 denti (in quanto gli altri sono talmente piccoli da essere visibili solo col microscopio del centro di ricerche della NASA) fa finta di difendersi. Ma è un’impresa disperata. E quindi viene fra le mie gambe in cerca di protezione.

“Ma cos’ha? Paura?”

No. A lei i biondi non piacciono. E allora?! Qualche problema con questo??!

Nel frattempo la signora cicciona tenta di intavolare una conversazione, mentre io, tesissima, provo invano a defilarmi con Eppidog al seguito.

All’ennesimo tentativo di barboncino Billy di attentare alla verginità della poverina (ma che non lo sa che prima deve chiedere formale invito a papà Homo, nonchè presentarsi con tanto di collarino di fidanzamento …sennò nonlavedemancoinfotografia??!! – che modi!) saluto la signora rompipalle e procedo verso stradina appartata.

Al chè:

“Vai bellina! Prendi la palletta! Vai!”.

Niente.

Rimane incollata alla mia gamba senza allontanarsi di più di 3 cm.

Si avvicina un bambino piccolissimo, barcollante sui suoi primi passi. Ovviamente Eppi-dog gli va incontro,  Si avvicina. Scodinzola. Si fa carezzare. Cara! Cara! Fai cara al cagnolino.

“Finalmente (si deve essere detta) un mio simile! Questo qui mi piace! Ora si che si gioca!”

Dopo una decina di minuti, io, soddisfatta delle nuove amicizie, decido che è tardi.

Si torna a casa.

Per oggi abbiamo socializzato abbastanza.

E capito quali sono le belle e le brutte compagnie.

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sleeping-dogIeri.

Torniamo da una scampagnata di piacere/lavorativa in Umbria.

Partiamo io e Homo la mattina.

Presto.

E già di per sè questo è quasi un miracolo.

Eppidog è in trasferta dalla nonna la quale ha portato la “povera creatura” in montagna all’inno di “anche lei, poverina, ha bisogno di una vacanza“.

Quando avremo degli eredi,  il delfino di francia rispetto a noi… tzè! ….sembrerà un pezzente. Tuttapposto.

Devo fare un sopralluogo in un cantiere per verificare l’andamento dei lavori.

Ovviamont, che ci facciamo scappare l’occasione di unire l’utile al dilettevole??!! Naaaaaaaaaaaaaaa!

Quindi, dopo un sopralluogo durato circa 5 minuti (e pure troppi dato che è un mese che ‘sti deficienti non fanno una mazza – domani mi sentono), come cani affamati, e sotto un caldo appiccicoso che ha trasformato la mia frangetta in una serie di strisce di bava di lumaca, decidiamo di fare una sosta in una simpatica tipica trattoria.

Ci avventiamo su affettati, carne alla griglia e vinello e ci sollazziamo soddisfatti per un po’ all’ombra dei frondosi alberi del giardino.

Torniamo sui nostri passi verso le 5, imboccando l’A1 che ci riporterà a Roma; invochiamo San Parcheggino che oggi si rivela clemente, e arranchiamo verso casa.

Ci buttiamo sul divano come otarie obese e ubriache.

Lui mi fa: “Eppi, credo  che ora mi farò un pisolin…………..zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz!

Oh! Giuro.

Non ha nemmeno finito di pronunciare quella parola che, rombante dall’altro lato del divano, sento il suo russare…..

Roba da far impallidire i tromboni dell’orchestra di Santa Cecilia.

Ma, mi chiedo: come cavolo fanno gli uomini a cadere in catalessi così velocemente??

C’è un corso speciale che frequentano da piccoli ad insaputa delle bambine femmine?

Se qualcuno sa darmi delucidazioni e farmi sapere se ci sono lezioni  di recupero che io possa frequentare, prego, abbia pietà di me e batta un colpo!

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Bello di papà

ipod-babyAlla festa di sabato scorso:

“Tesoro dai fai vedere a papà quanto sei bravo…cammina fino a qui , fai un passetto, poi un altro! Dai, bello di papà!

Ma che bravo lui, mciù mciù!

Ma?! Ma che l’hai fatta di nuovo? Ma, bello di papà, ti abbiamo cambiato adesso!!”

Da dietro l’angolo del giardino sento tuonare Master:

“Aò! Se l’ha rifatta, questo ha inventato una nuova fonte di energia alternativa: produce materia dal nulla”.

…i figli…

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Feet

Dopo tanto scrivere, ieri sbircio per curiosità fra le statistiche del mio blog…(non fate i superiori che tanto lo so che lo fate anche voi blogghettari incalliti!) …e che ti scopro?

Nella scheda che dice:

Questi sono i termini usati nei motori di ricerca dai visitatori per trovare il vostro blog”

vado a leggere:

UNGHIA INCARNITA“.

Eehhh??!! Ma come unghia incarnita? Io che faccio tanto la figa sproloquiando di eventi di rilevanza cosmica (appunto, vorrei ben vedere), e snocciolo perle di saggezza a raffica, vengo pescata nel marasma infinito della rete, digitando nientepopodimenoche “UNGHIA INCARNITA“.

Che umiliazione. Credo che chiuderò il blog.

O forse no. Andrò a farmi la pedicure.

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Per la cronaca…

a-pranzo-con-hello-kittyyBREVE COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: se qualcuno per caso nelle ultime ore fosse stato in pensiero, annuncio che MDG ha appena aggiunto al menù due teglie di melanzate al forno; un fuori programma. Tanto per gradire. E con ciò si merita un’entrata in pompamagna nella lista dei personaggi di Eppifemili (vedi “sepercasovuoicapirciqualcosa” nella barra laterale).

Passo e chiudo che devo andare a digiunare da ora fino a sabato.

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tem63_50s1aNel notro freezer ci sono attualmente due torte rustiche, quattro teglie di arrosto, 300 polpette e una serie illimitata di porzioni di antipasti da infornare a tempo debito. In arrivo nei prossimi giorni ci saranno: una torta alle mele, una torta al cocco, una torta al cioccolato , 2 frittate di zucchine, 1 di carciofi…questo almeno che io sappia. Chiaro.

E’ ufficiale: se per caso non ve ne siete accorti, Macchina Da Guerra (MDG) è entrata in azione. Parlo della mamma di Homo, la quale (e in questo supera la mia che già di suo è parecchio attiva) avendo saputo che stiamo organizzando un mega party a corte per festeggiare le avvenute nozze del principe (Homo) e della principessa (la sottoscritta), ha cominciato a rimboccarsi le maniche e a trasformare la sua casa in  una fabbrica della Buitoni. E’ già una fortuna avere una mamma pensionata. Ma noi ne abbiamo addirittura due! Questo comporta una serie praticamente illimitata di vantaggi…che vanno dalla gestione quotidiana delle piccole (ma incisive) rogne quotidiane, alla brillante organizzazione di eventi (come il mega party per amiconi) che si prospetta il prossimo week end. Il freezer panciuto e stracolmo, già urla vendetta e non sa ancora cosa lo aspetta nei prossimi giorni. Poveraccio! Arriveranno vagonate di cibi e pietanze; gira voce infatti che abbiano assegnato un itinerario speciale al centosessantabarrato per il recapito eccezionale del suddetto cibo. Il risultato sarà certamente quello che con MDG in piena forma e operatività…non solo sfameremo un reggimento che manco lo sbarco degli americani in Normandia nel ’44 (nome in codice Overlord), ma a me, Homo e Eppi-dog (e mi sento abbastanza serenamente di poter aggiungere in questo periodo Master che si allunga spesso sul nostro divano) ci toccherà mangiare torte, frittate, tramezzini e pizze rustiche da qui al 2015. Buon appetito! Grazie.

PS: Meno male che ci sono le mamme srpint…capirai..io e Homo al massimo potevamo giocare col DolceForno (il cui cartellone pubblicitario predicava: “E’ facilissimo da usare. In pochi minuti dolci, biscotti, pizze e tante altre cose buone per te e da offrire ai tuoi amici”. Pensiero: quasi quasi vedo se lo trovo su Ebay)

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cleaninglady3“Che dessastro! Che dessastro! Esto ragasso, che dessastro!”.

Così cominciano e finiscono le giornate con Aldonsa, la gentile signora che una volta a settimana si impadronisce delle nostre misere esistenze e le rivolta come pedalini, con il risultato che oggetti precedentemente reperibili, dopo il suo passaggio non li rintracci manco col metal detector. Dove passa lei non cresce più polvere…manco fosse Attila il re degli Unni.

Aldonsa viene tutti i lunedi pomeriggio e tuttiisacrosantilunedipomeriggio si lamenta del cronico, irrecuperabile disordine di Homo. Per lui, lo so, non ci sono speranze. E’ una situazione disperata. Irrecuperabile. Praticamente un caso umano. Io lo so e ciò rinunciato tempo fa. Ma lei, Aldonsa, no. Lei lo rimprovera ogni volta, manco fosse figlio suo, carne della sua carne.

“Ah! Che fortuna!! Esto ragasso ha trovato una fidansatta!” mi disse quando la incontrai per la prima volta, ereditandola da Homo nella nostra nuova casa in comune. Lo  considerava praticamente un miracolato per aver trovato una poveraccia (io! Gulp!) in grado di sopportare il suo disordine ai limiti del disagio mentale. In conseguenza di ciò io, con la collaborazione di Aldonsa, ho stilato una lista dei cinque punti salienti su cui si concentrano le lamentele della suddetta povera donna, alla quale ogni settimana tocca fare giochi di prestigio che manco Houdinì, per creare una minima parvenza di ordine nella nostra magione:

punto 1. SCATOLE & SCATOLONI: Homo li accumula. Molto semplicemente. Avete presente Paperon de’ Paperoni quando accumula le monetine fino a farne montagne immense tutte sbrilluccicose? Beh! Homo fa lo stesso con le scatole; non importa di quale dimensione esse siano (e vi ho detto tutto !!!) Homo le accumula riempiendo ogni angolo, ogni resega, ogni intersitzio della casa (perchè a detta sua, non si sa mai……potrebbero sempre servire)

punto 2. LA SCRIVANIA: oggetto ormai informe che Homo ha completamente ricoperto di oggetti di qualunque tipologia; ci puoi trovare di tutto dalle costruzioni lego di quando eravamo piccoli, alle tazzine di caffè vuote e incrostate di una settimana prima, poi ci sono due schermi computer, due computer ovviamont, un fax, la stampante, la cartellina porta documenti ammuffiti, due o tre lampade, la macchina fotografica la fetta di pizza del 1987…ehm! devo continuare?!! Vi grazio e passo oltre.

punto 3. LA SACCA DELLA PISCINA: putrescente da almeno due giorni poichè il Nostro non si è ricordato di svuotarla lasciando tragicamente ammuffire il suo contenuto:..questo per la gran gioia di Eppi-dog che di fronte alle puzze di qualsiasi genere svalvola e va in estasi. Proseguiamo.

punto 4. LE GIACCHE/MAGLIONI APPOGGIATI A MUCCHIO SULLE SPALLIERE DELLE SEDIE: questo è proprio un classico e non vado oltre perchè mi deprimo.

punto 5. I BORSONI DEL MATERIALE FOTOGRAFICO: vuole il caso che Homo sia un fotografo e che quindi la quantità e le dimensioni delle sue attrezzature superino notevolmente la cubatura della nostra intera casa. Ne deriva l’impossibilità per Aldonsa di trovare un qualsiasi posizionamento per tali oggetti se non accatastandoli in pile enormi e informi nel bunker  di Homo (precisazione: nel bunker io non entro quasi mai perchè la vista mi terrorizzerebbe – per me potrebbe anche essersi trasformato in Gene Wilder e aver creato un novello Frankestein Junior ,  io non lo saprei).

Ora, io non è che sia una maga dell’ordine o della pulizia, e quindi sono sicura che se non ci fosse Aldonsa, sarei una donna finita, terribilmente depressa e sull’orlo del suicidio. Ehi! Lo so che mi state compatendo…E’ inutile che fate i vaghi! Vi ho visto eh!??!! So che dentro i vostri cuori la domanda serpeggia viscida : ma perchè te lo sei sposato?! Beh! Ora non saprei rispondere perchè ho bisogno di un altro caffè doppio…ma evidentemente un motivo ci sarà….a volte basta ricordarselo.

“Che dessastro! Che dessastro! Esto ragasso, che dessastro!”.

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zwr1yxjkmq_42941_1_1805_11Un’ora fa sono di colpo “scaracuzzolata” ** giù dal letto, non avendo assolutamente la più pallida idea nell’ordine

– di dove fossi

– di chi fossi

– di quanto pesassi (per inciso stavo sognando dei cani….bah!)

al suono tonante di un megafono che proveniva da un furgoncino evidentemente appostato a 5 centimetri dalla finestra della mia camera da letto:

“Donne! È arrivato l’arrotino.
Arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto!
Donne è arrivato l’arrotino e l’ombrellaio; aggiustiamo gli ombrelli; l’ombrellaio, donne!
Ripariamo cucine a gas: abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gas.
Se avete perdite di gas noi le aggiustiamo, se la cucina fa fumo noi togliamo il fumo della vostra cucina a gas.
Lavoro subito, immediato.
Donne, è arrivato l’arrotino!”

Ora, comprendo che stiamo nell’epoca della precariteà e della generazione “mille euro”, ma che cazzo! Ancora esistono gli arrotini??!!! E soprattutto, esistono ancora quelli (o quelle) che si fanno arrotare i coltelli??!!  No, perchè io potrei valutare la suddetta ipotesi solo nel caso in cui il suddetto arrotino fosse il fratello gemello di Johnny Depp…e comunque non di domenica e non alle 10 del mattino!

In tutto ciò, ovviamente Homo Sapiens ha placidamente continuato a dormire, e così ha fatto Eppi-dog (tale padre, tale figlia).

SGRUNT !

E comunque…. B-U-O-N-G-I-O-R-N-O !

PS: per chi volesse avere un risveglio simile al mio, prego cliccare qui . Grazie.

** voce del verbo “scaracuzzolare” da me coniato alla tenera età di 5 anni. Dicesi di persona che rotola in modo maldestro da un posto a un altro (questa volta non è su Wikipedia)

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Opera consolatrice…

tradimentoOggi l’Eppifemili ha dovuto affrontare un’emergenza. Chi di voi non ha mai avuto un amico distrutto dal dolore per una delusione, che ti piomba in casa, sbracandosi sul divano ed emettendo gemiti intermittenti a sospiri? Penso tutti. E certamente anche io. Nel qual caso, il soggetto in questione è il mio migliore amico (praticamente un fratello acquisito) che ho sempre avuto il piacere di raccattare col cucchiaino alla fine di ogni disastrata vicenda amorosa; i primi accadimenti, risalgono alla preistoria della nostra adolescenza. Il piccolo dettaglio è che tutto ciò è avvenuto esattamente 48 ore prima del fatidico “si”, proprio a lui, il celebrante! L’altro dettaglio è che una prova-fedi-matrimoniali-con incisa data e tutto il resto, bla, bla, bla, si è trasformata in una seduta psicanalitica vera e propria con annesso  aperitivo a base di spumantino + sbornietta pomeridiana. Il bello è che fortunatamente, le nostre sventure non sono mai coincise e questo ha consentito l’innesco di un meccanismo consolatorio micidiale. In pratica, quando io sto bene, lui no; e quando a lui va tutto alla grande, io sto sotto a un treno. Risultato: avere sempre una spalla forte su cui accasciarsi senza il minimo ritegno né dignità. Questa volta mi pare grave. E’ come se un camion con rimorchio fosse passato a 350 km orari sulla sua schiena. Brutta faccenda che fortunatamente non ha offuscato il suo rinomato e tagliente  humor inglese. Ma è proprio vero che you don’t know what you got till it’s gone? Qualcuno diceva  che la vita non è altro che un brutto quarto d’ora, composto da momenti squisiti. Ma sappiamo davvero renderci conto di quando questi momenti squisiti arrivano? Oppure li percepiamo solo quando sono svaniti, andati, puff! evaporati. Paranoie esistenziali a parte, ho ravanato a fondo, con il famoso cucchiaino, nel cuore dello sventurato e… saranno state le bollicine oppure le cazzate che uscivano a valanga dalle nostre bocche, ci siamo fatti un sacco di risate. Ne deduco che, anche se la situazione rimane quella che è, e ci si vorrebbe gettare dal ponte con la classica pietra gigante attaccata al collo…beh! la vita ti riserva sempre dietro l’angolo una piccola inaspettata sorpresa. Non la pensate anche voi così?

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Il confetto dove lo metto?

confettif Ma voi lo sapevate che per certe occasioni si devono utilizzare solo ed esclusivamente (con le E maiuscola) alcuni colori?! Il nero manco a pensarlo….il rosso poi fa cafone. Come i diamanti sopra i 50, diceva la mitica Audrey. Rimane il sempiterno bianco, oppure un distinto color panna. Delicatissimi! Lo so, direte voi. So’ problemi…Starete sicuramente pensando che è il tunnel che piano piano avanza…mi compatite? beh! Mi pare evidente che se lo fate, vuol dire che non ci siete mai passati. Sono sicura di suscitare tenerezza e condivisione in tutti coloro (se mai ci saranno) che leggeranno queste righe sconclusionate. So perfettamente che non ne uscirò viva…Ma è proprio a questo punto che scatta, oltre al mal di testa, l’intraprendenza della mamma tuttofare, la quale, escogitando un compromesso fra la figlia sciroccata e la bombonierista titubante, realizza il miracolo. Ne esce un delizioso, microscopico, allegro mucchietto di mini oggettini colorati; fra questi anche un piccolo fiocco nero. Bombonierista titubante, tu m’hai provocato e io ti ho sconfitta!

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Appetite For Destruction

b394228348a0e7cd1098e010l Ora io mi chiedo: dopo aver trascorso la mattinata ad imbustare, incollare, impilare e centrare etichette sull’ Eppi-bomboniera (che consiste in un cd con due lati virtuali in cui sia io che Homo Sapiens abbiamo inserito le nostre songs preferite di sempre) mi sono bloccata per un istante in un vuoto temporale pneumatico.

Ma vi pare possibile che la mia prima canzone si intitoli Lie in Our Graves e quella di Homo Used to love her (continua con “But I had to kill her”)??

Credo che il vuoto pneumatico sarebbe venuto a chiunque….è un segno? Un monito? Una predizione? Possibile che non ce ne siamo resi conto? Cosa direbbe il caro vecchio Sigmund di fronte a cotanta ostinazione autodistruttiva?! Beh! Io continuo ad imbustare che ho quasi finito, ma il tarlo in testa rimane…Axel, ti prego, salvaci tu!

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