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Sabato pomeriggio.

115461664_e7a33bb208 Sabato nuova emergenza Master (vedi legendalateralepersonaggi come sempre). I nuovi, inaspettati sviluppi della sua situazione tragico-sentimentale hanno imposto un incontro d’urgenza.

Appuntamento ore 13 al Bar San Calisto, storico covo dei Trasteverini pentiti (come me) e non.

Mi preparo, lascio Homo a casa che traffica con il computer e che a sua volta ha un appuntamento sentimental-consolatorio con amica in crisi (si, effettivamente dovremmo aprire un’agenzia recupero cuori infranti), e arranco sotto un sole cocente verso il mio fido bolide.

Il bolide consisterebbe nel mio SH anteguerra, risalente ai primissimi anni ’90 e che io, per rispetto del suddetto nonchè per affezione sentimentale, mantengo in vita grazie a cure a base di flebo alla benzina, massaggi al pneumatico e paroline dolci ai freni (tipregofunzionatipregostavoltafunziona).

Ne vado fiera. Fatto sta che da quando siamo insediati in questo nuovo quartiere, il “nostro” , che mai mi abbandonò a piedi in 20 anni di onorato servizio, ha subito svariati sabotaggi. Ieri l’ultimo.

Risulato: io sotto il sole cocente dell’una, che mi avvento sulla pedalina cercando invano di farlo rinvenire.

Responso: tagliati i fili del ….

i fili di…

beh! …dei fili.

Quindi non partirà mai.

Il mio appuntamento è tra 10 minuti e io sono un bagno di sudore che pare che m’hanno preso a secchiate.

Chiamo Master affranta, dicendo che o sono in ritardo o sono morta e non ne ho coscienza.

“Non ti preoccuare! Ti vengo a prendere”.

“Bene Allora rientro in casa. Mi faccio la decima doccia e ti aspetto”.

Eseguo e dopo 15 minuti mi preleva con il suo mitico vespone anni ’70 (si. amiamo i catorci da queste parti) che un mese fà mi caricò con tanto di vestito da sposa e tacco 13 fino alla porta del Campidoglio in occasione del mio matrimonio (ahahaha!).

Arriviamo al Bar San Calisto e i miei occhi si illuminano. Fino a un anno fa abitavo a Trastevere ed era praticamente la mia seconda amata casa. Il posto dove, nonostante i camerieri ti sbattano le tazzine sul tavolo (e se non ti danno un calcioinculo si aspettano pure un grazie), io amavo trascorrere il mio tempo libero.

Posto frequentato da artisti, barboni, aspiranti scrittori, vecchiette di quartiere, attori sconosciuti, radical chic e turisti di passaggio. Tutti magicamente in equilibrio. Luogo dalle mille vite che cambiano ad ogni orario della giornata e che conserva il fascino ormai raro dei luoghi autentici di Roma. Quello del sanpietrino.

Comunque, avete presente la PSP (ovvero la Principessa Sul Pisello)?!? Beh! Quella sono io al Sanca.

Se il bar è pieno, si materializzano all’istante tavoli e sedie per me; quando incrocio lo sguardo dei camerieri o  del proprietario, piovono immancabili complimenti; insomma sono la classica raccomandata del cavolo però solo per motivi di simpatia e, oserei dire, quasi amore reciproco fra me e tutti indistintamente quelli che lavorano lì.

Valli a capire i misteri della vita…

Ci sediamo.

Inizia la seduta psicoanalitica.

“Ieri mi manda questo messaggio. Leggi.”

“Master, qui la situazione si fa seria. O questa si decide a perdonarti per la cazzata che hai fatto, o si decide a darti il benservito definitivo. O io vado e le rigo la macchina con l’unghietta di Eppidog”.

“Eh! No! Lei No! Lei mi vuole far soffrire! Il più a lungo possibile! Ora lo so, si deve vendicare”. Dice affranto.

Nel frattempo arriva il cameriere che mi mette l’ombrellone e me lo apre perchè il mio faccino stava pericolosamente arrossandosi sotto il sole.

“Guarda, secondo me qui rasentiamo il masochismo. Devi assolutmente distaccarti dai singoli eventi ed avere una visione generale del tutto. Sennò esci pazzo!” – dico! Ma come mi vengono?! –

Arriva un altro camerire e mi porta un simpatico gelatino al cioccolato con la cialdina…tanto lo sa che prendo sempre quello quando fa caldo.

“Te che voj?” Fa a Master.

“Un succo d’ananas grazie”.

“Aoooo! – rivolto verso l’interno del bar – A questo portaje un succoooo d’anannasse!”

Circa un’ora e un’insolazione dopo, ne usciamo con una strategia sentimental-amorosa e, soddisfatti, decidiamo di alzare i tacchi.

Ci alziamo.

“Arrivederci signorina! Era da molto che non veniva a trovarci! A quando la prossima visita?”

Io con gli occhi a cuoricino: “Spero presto”.

“Quanto devo?”. Fa Master.

“Aooo! Faje er conto a questo! Er succo d’ananasse e er caffé. Er gelato pe’ la signorina lo offrimo noi”.

Che bello tornare a casa.

Ps: e voi? Ce li avete dei posti in cui vi sentite perfettamente a vostro agio, come foste a casa vostra? Sparate a raffica!

32360012v5_350x350_FrontEcco. Eppi-dog è un cane. Ma, come ho già accennato, lei è convinta di essere umana.

Infatti al parco:

“Dai bellina! Corri! Gioca con gli amichetti cani!”

Si avvicina la signora obesa col barboncino stronzissimo.

“E’ femmina?” Domanda di rito fra padroni di cani.

“Si”.

Io, core de mamma, la guardo male perchè quel barboncino l’ho già adocchiato prima, e mi pare proprio un brutto ceffo.

“Ah! Ma allora vanno d’accordo. Lui è tanto buono, sa?”. Si. Ora vediamo.

Il ciuffonatissimo, ridicolo barboncino Billy si appropinqua scondinzoloso e subito cerca di disonorare la mia creaturina indifesa la quale, essendo dotata di n.2 denti (in quanto gli altri sono talmente piccoli da essere visibili solo col microscopio del centro di ricerche della NASA) fa finta di difendersi. Ma è un’impresa disperata. E quindi viene fra le mie gambe in cerca di protezione.

“Ma cos’ha? Paura?”

No. A lei i biondi non piacciono. E allora?! Qualche problema con questo??!

Nel frattempo la signora cicciona tenta di intavolare una conversazione, mentre io, tesissima, provo invano a defilarmi con Eppidog al seguito.

All’ennesimo tentativo di barboncino Billy di attentare alla verginità della poverina (ma che non lo sa che prima deve chiedere formale invito a papà Homo, nonchè presentarsi con tanto di collarino di fidanzamento …sennò nonlavedemancoinfotografia??!! – che modi!) saluto la signora rompipalle e procedo verso stradina appartata.

Al chè:

“Vai bellina! Prendi la palletta! Vai!”.

Niente.

Rimane incollata alla mia gamba senza allontanarsi di più di 3 cm.

Si avvicina un bambino piccolissimo, barcollante sui suoi primi passi. Ovviamente Eppi-dog gli va incontro,  Si avvicina. Scodinzola. Si fa carezzare. Cara! Cara! Fai cara al cagnolino.

“Finalmente (si deve essere detta) un mio simile! Questo qui mi piace! Ora si che si gioca!”

Dopo una decina di minuti, io, soddisfatta delle nuove amicizie, decido che è tardi.

Si torna a casa.

Per oggi abbiamo socializzato abbastanza.

E capito quali sono le belle e le brutte compagnie.

Piovono rane

SCOOP!

Beh! Non potevo non mettervi al corrente della rivelazione avuta oggi da Homo il quale, leggendo gli sproloqui relativi al post Piovono Gelsi (sia miei che vostri eh??!! Mica solo miei!), mi comunica che la scena delle rane che piovono dal cielo è una cosa realmente accaduta.

Maccheccazz…?!?!

Si. Si. Avete capito bene.

Copio e incollo da Wikipedia:

La pioggia di animali è un fenomeno meteorologico relativamente raro, in cui animali quali pescirane o uccelli piovono dal cielo insieme alle precipitazioni regolari (solitamente pioggia). Secondo una delle ipotesi, la causa sarebbero dei forti venti o tornadi i quali, passando sopra le acque, raccoglierebbero assieme ad altri materiali anche gli animali”. 

Poi dice che il mondo non è strano….

Ma io mi domando sempre: come cazzo farà st’Homo a sape’ tutte ‘ste minchiate?!?!?

Ho imparato a volare.

tango2Era un po’ che non vi aggiornavo sulla mia nuova identità del giovedi sera.

Eh si!

Per chi non lo sapesse, io assieme ad Uby ( amico gay – ex drag queen ), il giovedi ci trasformiamo manco fossimo Superman e Supergirl (anche se mi si confà di più Eva kant e Diabolik) e indossiamo le vesti io della tanghera  e lui di UPNS (uomo per una notte a settimana).

A distanza di quasi un mese, devo dire che le nostre qualità danzerecce si sono affinate notevolmente ed abbiamo cominciato a sfrecciare sulla pista al ritmo di fantastiche musiche dai sapori lontani che invadono le stradine di Trastevere.

Ora che l’afa si fa sentire e i finestroni sono aperti, si sente echeggiare questa musica antica per il quartiere; e noi dentro, sul parquet dell’enorme sala, piroettiamo in una serie di ochos e figure scenografiche.

E fin qui tuttapposto. Pausa primo tempo.

Il problema sorge quando el sempattico estruttore de eltango ce consiglia de cambiar el partner para provar un dansatore differente.

Panico.

Ormai io e Uby siamo due anime e un corpo solo. All’unisono come due Ester Williams sbattute in una piscina, leggiadri come due Carla Fracci ottantenni alla prima della Scala. Insomma ci siamo abituati, assestati, aggiustati.

Quando esse debono ecambiar elle coppie…è tipo una roulette russa.

Se ti capita il RMS (Rammollito con Mano Sudaticcia) e magari che cià pure il carattere di una lumaca invertebrata, beh! Li so’ cazzi.

In pratica è come ballare con una medusa.

Già è brutto di suo. Nel tango poi è una bestemmia.

Oppure c’è quello che si conta i passi e lo vedi che ti guarda concentratissimo (al limite dello sforzo fisico) perchè in realtà la sua testa fa: un, du, ttrè, un du’ ttre. E ti verrebbe voglia di dire: hey man! Relax. We are just having fun. Ma poi non lo fai perchè un po’ conti pure tu e allora succede che con quello lì viene fuori proprio una schifezza. Chelametàbasta.

Ho imparato questo. Come uccidere un ballo: ballare col rammollito RMS.

Poi ti prende lui, Estefan: el insegnante de tango arhentino che te enfila due dita enel naso e te porta en jiro ecome una jacchetta.

Lui, ti fa scoprire che sapevi fare cose che, in realtà, non sapevi fare; ma con lui le fai e ti vengono pure bene tanto da gridare: el miracolo! El  miracolo!

Tuttavia, alla fine di ogni lezione, un pensiero si insinua losco….

Ma se facendo una rapida statistica lì in sala, (con l’unica eccezione del deus ex machina argentino) quello più virile di tutto il corso, quello più elegante e maschio nei movimenti, quello più dominatore nel ritmo è proprio lui, il mio amico Uby, beh! cari miei …secondo voi, macchè ce dobbiamo preoccupà???!!

Piovono gelsi.

magnolia_frogs

Avete presente la scena di Magnolia quando a un certo punto dal cielo piovono rane?!?!

Beh, sarò scema, ma io quella scena non l’ho mai capita.

Fino a ieri.

Si perchè ieri mi sono messa in giardino tutta bella apparecchiata con il computer, i telefoni, l’agenda e altre cosette varie, decisa a godermi un’oretta di sana natura.

Stunc!

Mi guardo intorno: stunc!

Stinc!

Stunc, stunc!  Statatank!

Guardo in su.

Dall’unico albero sfigato del giardino piovevano gelsi*.

Si, si. Piovevano gelsi che Dio li mandava.

Pensavo.

Simbolo di una nemesi vendicativa e riparatrice?

Giustizia divina che vuole riportare l’equilibrio fra il male e il bene che sono in me?

Boh! Io, molto più semplicemente ne avrei tratto una mia morale personalissima.

Morale del cazzo: non si sa mai cosa ti può piovere in testa quando sei in giardino.

ps: Oh! Ci credete che a un certo punto è arrivata anche una cacca di uccello??!! Mi son detta: sticazzi della natura. E sono rientrata in casa.

Se per caso anche a voi si sono palesate verità di rilevanza cosmica come alla sottoscritta, prego, condividetele con le mie orecchie assetate.

*per chi, come me fino ad un’ora fa, non sapesse cosa diavolo sono i gelsi…beh! sono questi qui , e poi sono anche questi qui ; e poi c’è anche la confettura di gelsi ; insomma come cavolo avete fatto a vivere senza gelsi finora!!??….che vita infelice avete avuto…

TSE’…..UOMINI!!!

In concomitanza con il mitico blog di TENDALLEGRA diamo ufficialmente inizio al seguente, importantissimo sondaggio socio-culturale:

LEGENDA

Iron man: quello che ti risolve tutte le questioni, l’uomo intraprendente, quello che non deve chiedere mai, quello che ti dice “Tranquilla baby, penso a tutto io”, il supereroe, insomma (ma esiste?).

Culodipiombo man: come da definizione, quello apatico e pigro, che non si alza mai a causa dell’eccessivo peso (piombo appunto) delle sue terga (culo), che stravaccato sul divano è sempre stanco, quello che rimanda al dopodomani ciò che andrebbe fatto subito, quello che ha un entusiasmo pari a quello che potrebbe scaturire dalla lettura dell’autobiografia di un tronista di “Uomini e donne”.

Ecchedupalle man: noiosooooooooooo, noiosoooooooooooo….tutto pieno di sè tanto da scoppiare, ‘nà pentola de fascioli in perpetua ebollizione. Si può tranquillamente collegare direttamente alla categoria de “IL PESANTE”.

Furio men: ve lo ricordate Carlo Verdone vero? Quella dei Furio men è una specie in continua evoluzione che credevasi estinta ma che tuttavia si riproduce ed insinua trasversalmente nel moderno contesto sociale. Non devo aggiungere altro.

Per questo giro gli uomini non sono chiamati a dire la loro (fatevene una ragione) ma si accettano proposte per eventuali altre “questioni scabrose” che volessero essere approfondite in queste illustrissime sedi.

Votate, signore votate!

bride-in-rain-boots

Esattamente un mese fa si celebrava il nostro matrimonio.

Per chi non avesse seguito il blog dall’inizio, matrimonio secretissimo e privatissimo fu, ah!…

Ora, non posso proprio ritenermi una moglie veterana (e a pensarci bene manco tanto moglie a dirla tutta), però qualche conlusione da principiante l’ho tratta pure io.

Eccovi una bella listarella:

– non mi sento più saggia di prima (faccio esattamente le stesse cazzate).

– non mi sento più seria (anzi su questo posso dire con serenità che sono addirittura peggiorata, in quanto il matrimonio è coinciso con l’inizio del blog – e su queste pagine di cavolate ne ho sparate già abbastanza chelametàbastano).

– non ho voglia di andare a pranzo con i parenti né partecipare a eventi formali più di quanto non facessi prima, cioè zero. Grazie.

– non ho acquisito un diverso senso del futuro (perchè la vita mi ha insegnato che non si deve mai dare niente per scontato….e che è meglio affrontare le cose giorno per giorno, che tanto poi succede sempre qualcosa che manda tutto a puttane). Puntoeaccapo.

– non sono più felice né più triste di prima: sono come sempre in balia degli eventi della vita; il matrimonio non mi ha reso invulnerabile come pare succeda a molte (non che io lo avessi mai sperato questo – però hai visto mai…).

– Sono sempre convinta che l’aver fatto un matrimonio semplice con poche persone (ma buone) senza niente di pomposo e SOPRATTUTTO senza assomigliare pericolosamente a una meringa coi tacchi, nonchè un viaggio di nozze consistito in un pranzo a fregene* come il giorno in cui la nostra storia è iniziata, sia stata la miglior cosa o almeno quella che assomigliava di più a noi.

Insomma in conclusione posso dire che io mi sento proprio ESATTAMENTE COME PRIMA.

Anzi, un po’ di più!

ps: a tutti quelli che mi dicevano macchittelofaffare ora rispondo: lucidalabbra (tendallegra questa la capirai solo tu ma amen)

*Fregene: località balneare a 30km da Roma. Per la cronaca l’anniversario (o complemese) oggi consisterà in aperitivo con  bottiglia di vino bianco seduti sul muretto del parco sotto casa – vista mozzafiato sul colosseo…ecchistamegliodinoi.

0_relax-1Ieri, inaspettatamente, decido di prendermi il pomeriggio libero.

Ma libero, libero eh?!

Ne ho bisogno. Sarà il poco sonno, o i vari rodimenti degli ultimi giorni…ma, ho deciso: prima di iniziare la settimana, per un po’ stacco la spina.

Ecchissevvistosevvisto.

Homo è fuori.

Eppidog è tranquilla (una santa lei!)

Telefoni: spenti.

Siamo noi: io e me stessa. Concentrate sul nulla.

Indugio fra un pisolino e una sana ora di relax a letto davanti a un libro.

Opto per il pisolino..emmanco adirlo!

Mi trastullo nella penombra pomeridiana….con il sole che filtra fra le foglie dell’unico albero sfigato del giardino…cheffatanto relax.

Mi appisolo, mi giro e mi rigiro.

Gongolo, avvolta in una temperatura lieve che accarezza la pelle.

Me la godo! Si, si .Me la godo proprio.

Penso che la vita sia fatta di attimi, alcuni rilevanti e altri meno.

Capita che a volte quelli irrilevanti siano più importanti degli altri, come adesso nel mio sonnecchiare placido.

Insomma, una volta svegliata, scesa dal letto e rassettata (si fa per dire dato che avevo gli occhi appalla tipo NEMO per quanto mi ero rilassata) mi sono guardata allo specchio e mi sono detta:

certo che a volte non fare un cazzo fa davvero bene all’anima.

Ooops! Scusate mi è cascata la corona….e stavolta me sa pure lo scettro.

sleeping-dogIeri.

Torniamo da una scampagnata di piacere/lavorativa in Umbria.

Partiamo io e Homo la mattina.

Presto.

E già di per sè questo è quasi un miracolo.

Eppidog è in trasferta dalla nonna la quale ha portato la “povera creatura” in montagna all’inno di “anche lei, poverina, ha bisogno di una vacanza“.

Quando avremo degli eredi,  il delfino di francia rispetto a noi… tzè! ….sembrerà un pezzente. Tuttapposto.

Devo fare un sopralluogo in un cantiere per verificare l’andamento dei lavori.

Ovviamont, che ci facciamo scappare l’occasione di unire l’utile al dilettevole??!! Naaaaaaaaaaaaaaa!

Quindi, dopo un sopralluogo durato circa 5 minuti (e pure troppi dato che è un mese che ‘sti deficienti non fanno una mazza – domani mi sentono), come cani affamati, e sotto un caldo appiccicoso che ha trasformato la mia frangetta in una serie di strisce di bava di lumaca, decidiamo di fare una sosta in una simpatica tipica trattoria.

Ci avventiamo su affettati, carne alla griglia e vinello e ci sollazziamo soddisfatti per un po’ all’ombra dei frondosi alberi del giardino.

Torniamo sui nostri passi verso le 5, imboccando l’A1 che ci riporterà a Roma; invochiamo San Parcheggino che oggi si rivela clemente, e arranchiamo verso casa.

Ci buttiamo sul divano come otarie obese e ubriache.

Lui mi fa: “Eppi, credo  che ora mi farò un pisolin…………..zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz!

Oh! Giuro.

Non ha nemmeno finito di pronunciare quella parola che, rombante dall’altro lato del divano, sento il suo russare…..

Roba da far impallidire i tromboni dell’orchestra di Santa Cecilia.

Ma, mi chiedo: come cavolo fanno gli uomini a cadere in catalessi così velocemente??

C’è un corso speciale che frequentano da piccoli ad insaputa delle bambine femmine?

Se qualcuno sa darmi delucidazioni e farmi sapere se ci sono lezioni  di recupero che io possa frequentare, prego, abbia pietà di me e batta un colpo!

wonderwomanLa mia giornata di ieri si è tranquillamente e serenamente svolta così.

Comincio dall’inizio:

Ore 1:45 am: sono a letto e penso che devo dormire.

Ore 2:10 am: sono a letto e penso che devo dormire.

Ore 3:45 am: penso che ora mi alzo e vado a suicidarmi buttandomi di sotto. Poi ci ripenso perchè sono al piano terra.

Ore 4:00 am: zzzzzz…

Ore 5:30 am: quella stronza di zanzara non aveva assolutamente niente da fare che banchettare sulla mia guancia….riprendo sonno finalmente.

Ore 8:00 am: Driiiiin ! Sveglia. Mi alzo. Bagno. Doccia. Caffè.

Ore 8:30 am: Solita prima bomba a mano in camera per svegliare Homo. Nessuna reazione.

Mi specchio e decido che ho bisogno di una restaurata a forza di botte di stucco  in faccia date con la cazzuola (ma le occhiaie, loro, imperterrite, non desistono). Passo decisamente al piano B e aggiungo una spalmata di fard eppassalapaura. A quel punto sembro Maria Antonietta a Corte di Francia.

Ore 9:00 am: seconda bomba a mano. Sento dei mugugnii e spero in bene.

Ore 9:30 am: inizia la perlustrazione della casa in cerca di Eppi-dog la quale è l’unico esemplare al mondo di cane che NON VUOLE ASSOLUTAMENTE MAI USCIRE DI CASA (e sottolineo MAI: abbiamo seriamente pensato di comprarle un catetere a Natale).

Ore 10:00 am: approdo finalmente, arrancando, nello studio. Pensate che mi sarà possibile cominciare finalmente a lavorare? Naaaaaaaaaaa!

Salve ho un problema con la linea telefonica.

Buongiorno signora (sarà buono per lei. A me è cominciato malissimo). Ora controlliamo subito.

Grazie.

Si signora, effettivamente c’è un guasto in zona.

Si grazie, e per quanto ci sarà il guasto in zona? Sa, io avrei del lavoro da mandare avanti e senza internet né telefono mi risulta alquanto complicato.

Beh! Oggi verrà sicuramente riparato. Al massimo domani.

E lì volevo davvero tentare il suicidio ma ho ingoiato il rospo con grande signorilità.

Ore 12:00 pm: dopo aver sbrigato lo sbrigabile, rassegnata, esco e faccio delle commissioni che rimandavo da tempo, fra le quali annovero un’oretta di fila alla posta per irtirare una raccomandata che altro non si è rivelata che un cazzosissimo avviso di riunione di condominio.

Potevo anche lasciarla alla posta.

Ore 13:00 pm: pasto frugale e appuntamento con cliente rompipalle.

Scusi, ma le mattonelle in bagno come le scegliamo?

Ma signora, veramente mi pareva che avessimo escluso le mattonelle; potremmo usare dei materiali alternativi più moderni e dal look molto più interessante.

Ah! Davvero? Quali per esempio?

Non so, le resine oppure il corian. Hanno una resa estetica fantastica (parlo per un’ora spiegando per filo e per segno i pro e i contro, sembra convinta, meno male).

Si certo, interessante. Ma le mattonelle come le scegliamo?

Basta. Adesso mi suicido davvero.

Ore 16:30 pm: esco mezza morta dall’appuntamento e decido di andare direttamente in palestra….Cerbero mi aspetta.

Si. Sono masochista.

Indi, smadonno nel traffico per un’ora e arrivo.

Ore 18:30 pm: giungo stremata a casa.

Apro la porta e grazieatuttiisantiinparadiso trovo Homo sorridente e Eppidog che mi mettono finalmente in pace con il mondo.

Stappo una bottiglia di vino bianco decisa a scolarmela lentamente in giardino nelle successive due o tre ore….

Finalmente un momento per me.

Manco mi sono distesa un attimo che….

“Ma Eppi, ci dobbiamo sbrigare. Dobbiamo preparare la cena! Non ti ricordi che vengono Luigi, Laura, Domenico e gli altri?”

No. Evidentemente no. Non me lo ricordavo.

Se vabbè…e chi cazzo sono io??!! Wonder Woman???!!!

Anche se, effettivamente, con quel bustino d’acciaio che sfida ogni possibile legge di gravità, farei la mia porca figura…no?

prigioneTRAMA: Roma, 18 aprile 1978, ore 22:45. Anni di piombo.

Una Uaz verde militare si aggira a velocità moderata nel centro di Roma. A bordo una giovane donna ed un uomo. Una stradale con a bordo due poliziotti li ferma per un controllo. Improvvisamente, appena fuori dall’auto, la donna viene scarventata contro lo sportello e uno dei due poliziotti comincia a perquisirla tastandola ovunque in modo volgare.

“Lei la deve smettere!”

“Zitta stronza!”

“Non solo non si deve permettere di darmi della stronza, ma deve darmi del Lei. Ha capito??! Altrimenti io la denuncio!”

L’uomo che la accompagna la invita a calmarsi e cerca di tranquillizzarla. Non si scherza con quei ceffi.

Lei continua: “Portatemi in centrale! Voglio sporgere denuncia contro di voi! Questo è abuso di potere!”

Tempo mezz’ora e sono tutti in centrale. Li portano in una stanza dove attendono due ore buone. Attendono che qualcuno arrivi per sporgere formale denuncia contro i poliziotti.

Pensano loro.

La verità è che nella stanza accanto i poliziotti stanno inoltrando l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

FINALE: Vengono portati a Regina Coeli (noto carcere romano) dove lui resta 4 giorni e lei 2 (manco Paris Hilton e Lindsay Loan…!).

La successiva causa farà cadere ogni ingiusta accusa e dichiarerà i poliziotti colpevoli di abuso di potere.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

L’uomo era mio padre. La donna la sua  attuale moglie.

Io sono venuta a conoscenza della vicenda dieci ore fa.

MORALE: la vita ti riserva davvero sempre delle incredibili sorprese se arrivi a 36 anni senza sapere che tuo padre è andato in prigione direttamente e senza passare dal via!

….vado a meditare, gente.

Voi rivelazioni taumaturgiche e ancestrali no?

Questa mattina, dopo ennesima notte insonne…(a ‘sto punto è chiaro che m’ha morso la tarantola), mi alzo dal letto rincoglionita, inciampo nel cane che tanto ha continuato a dormire (tale padre tale figlia) e arranco tumefatta fino alla cucina. Metto su la macchinetta del caffè imprecando contro i fornelli elettrici (ora: non voglio farne una questione, ma chicazzolihainventatisticosicheilgasandavatantobene?!!??!). E mentre attendo che sia pronto, con l’unico occhio sveglio individuo il tasto ON del pc; mi sforzo per centrarlo. Lo centro. Accendo.

In casa tutto tace. Do una sbirciatina a Repubblica.it e poi, come al solito, mi faccio rapire dalla rete.

La seguente cosa mi sveglia definitivamente.

girls-are-evil

Di fronte a cotanta dedizione scientifica non posso far altro che documentare, diffondere e alzare le mani!

Mi sorge un dubbio: ci sarà un’ombra di verità in tutto ciò??!! Che ne dite?

….AZZZ! IL CAFFE’ !

beautybrains2Giuro che prima o poi smetterò di impelacarmi in gineprai familiari dai quali non se ne esce vivi se non con un chilo di corni rossi, due rughe in più e lo stomaco gonfio.

Giuro che prima o poi smetterò di lamentarmi, che tanto non serve a niente (anche se io mi sento comunque e sempre un po’ meglio di prima).

Giuro che prima o poi smetterò di mangiare la nutella col cucchiaino, che tanto solo una puntina perchè sto a dieta.

Giuro anche che prima o poi imparerò a stare zitta nelle situazioni del cavolo, ripetendo dentro di me il mantra “strigrancazzi – stigrancazzi – stigrancazzi per almeno trentavoltefacciamoquaranta.

Giuro che riordinerò prima o poi la rubrica del telefonino.

Giuro che prima o poi smetterò di essere l’eterna indecisa, per la serie civadoononcivadolofaccioononlofaccio che tanto poi ci vado sempre e lo faccio sempre.

Giuro che prima o poi smetterò di comprare splendide scarpe scomodissime che tanto poi me le metto cinque minuti e mi riempiono i piedi di vesciche.

Giuro che prima o poi, dopo aver fatto tutte queste cose, mi deciderò pure a diventare intelligente.

Adesso tocca a voi però.

Oppure sono l’unica scema che ha un’infinità di buoni propositi  (non solo a capodanno) che puntualmente non porta a compimento?

Il duro lavoro…

pongo+lumacaSe mi aveste visto nel simpatico pomeriggio di ieri, probabilmente la mia credibilità (e quella del mio amico/collega che era con me in faccende affacendato) sarebbe praticamente scesa a livelli di molto inferiori allo zero.

Ma molto, molto eh?!

Io e lui ci fronteggiavamo. Fra noi un tavolo enorme e una gigantesca, morbida ed invitante palla di pongo.

Si, si! Il pongo. Ve lo ricordate quel coso morbido con cui giocavamo quando eravamo piccoli? Amico dei nostri pomeriggi e nemico delle mamme perchè si frammentava in migliaia di piccole palline che si incrostavano sotto le scarpe e quindi sul pavimento di tutta la casa?

Proprio quello lì. Il pongo.

Solo che io e lui stavamo facendo finta di lavorare. Cioè, l’alibi era quello.

Obiettivo: disegnare una collezione di arredi per esterni.

Metodologia: regressione infantile allo stato puro.

Due over thirty che ne dimostravano 4 in totale!

“Allora! Questa forma la   prendiamo come base”.

“Io direi, la stondiamo un po’ qui e anche un po’ lì”.

“Ecco! Geniale! Abbiamo fatto il tavolo! E se poi ci mettiamo questo coso così…allora si che diventa una figata e lo trasformiamo in una chaise longue che fa tanto chic”.

“Grande idea! Ma allora esageriamo e modelliamo questo elemento, lo appiccichiamo qui…e …e…che GRANDE FIGATA!”

“Ok. Perfetto. Colore?”

“Bianco e rosa ovviamente!” Che domande?!”

“Bene basta! Ora sono stanca. Per oggi abbiamo lavorato abbastanza. Mi serve assolutamente una pausa caffè.”

Morale: quando comprate un costosissimo oggetto di design accendendo un mutuo trentennale, siate coscienti del fatto che dietro quelle superfici lucide e quelle fantastiche forme ardite, ci sono con ogni probabilità dei deficienti che giocano col pongo.

STRACOCCOLE !

imgNon è notorio il fatto che sono le donne quelle che bramano coccole e tenerezze che più ce n’è e meglio è?

E non è forse notorio che quando Lei si sente un po’ giù e ha bisogno di coccole, Lui sbuffonchia dietro le sue spalle mentre la abbraccia, facendo roteare gli occhi e contando fra sé e sé fino a 99?

Beh! Facciamo a 35.

Non mi aveva forse detto qualcuno che prima di addormentarsi (e magari dopo aver fatto l’amore) Lei vuole carezze e baci per abbandonarsi placidamente al suono del respiro di Lui, mentre Lui vorrebbe soltanto girarsi dall’altro lato e comminciare imediatamente a russare all’unisono col cane e stigrancazzi?

Non mi pareva di aver sentito dire che a Lei piace la colazione a letto accompagnata magari da una rosa e/o da un bigliettino tenero tutte le mattine, mentre Lui vorrebbe alzarsi velocemente dal letto e buttarsi sotto una scrosciante doccia bollente?

E allora, spiegatemi.

Per quale strana congiunzione astrale qui da noi di Eppifemili (cazzo!) SUCCEDE TUTTO IL CONTRARIO ??!!

Che invidia!

hair11Probabilmente si è capito che mi diletto a frequentare la palestra sotto casa. Quella in cui Cerbero (vedilistalateralepersonaggi) la fa da padrona. Il punto è che entro normale e esco tumefatta non solo fisicamente ma anche psicologicamente.

Quindi o io sono incorreggibilmente masochista o sono da psicanalizzzare.

Lì dentro si respira “aria femmina“. Uno pensa di entrare in palestra, e invece non sa che sta entrando nella più grande fabbrica mondiale di radiografie, in cui tutto viene osservato e studiato.

Di traverso.

Sguardi viscidi si insinuano sull’addominale e,  scorrendo, arrivano al gluteo per bloccarsi poi sull’interno coscia.

Con il fine unico di trovare lui:   IL DIFETTO .

E il difetto lo trovano eh! State sereni che lo trovano.

Ma venghino signore! Si accomodino pure! E’ tutta robba ‘bbona!

Striscianti paragoni fra donne di diverse età serpeggiano  e  gratificano la perfidia e la vanità delle temibili assidue frequentatrici del posto.

C’è la quarantenne fiera della propria vita (marito, due figli adolescenti, lavoro da impiegata e niente sesso)

C’è l’architetto impegnato che cià da fare solo lei e quindi va via prima…come a dire tu che resti qui a fare gli ultimi cinque minuti di stretching sei una povera scema.

C’è la casalinga flaccida e sfigata che cerca de tirasse su…(che, diciamocelo onestamente, tanto caruccia per carità…ma manco in tempo de carestia).

Io alla fine non sono né carne né pesce. Vado spesso si, ma certo non posso dire di appartenere, per quanto io mi impegni, alla categoria dei “culi di marmo“…

Ma per fortuna, manco a quella delle “viscidone”.

…Che dite mi concentro sul tango?

surprise2-copyIeri sono uscita a cena con un amico che non vedevo da un po’. Chiacchieravamo in vena di confidenze e gli faccio:

“Hai saputo che mi sono sposata?”

Silenzio.

“Ma dai, non dire cazzate”.

Imbarazzo.

“Ti giuro mi sono sposata, è vero”.

“Ma che cazzo dici?!” Ribadisce il concetto anche se  l’avevo vagamente già afferrato.

E io convinta: “Perchè no? La vera rivoluzione è nella normalità“. Me ne sono uscita tronfia con la stessa perla di saggezza appioppata giorni prima a Master durante un critico momento consolatorio (me l’ero ripassata poco prima).

Lui  laconico: ” Eppi, TU NON SEI MAI STATA NORMALE“.

“–“.

Silenzio.


absolute tanghera n.2

2009-04-18_124619-272x300Ecco qui, abbiamo appena affrontato il primo happening tanghero della stagione, fra sampietrini e tacchetti a spillo.

Entriamo nella scuola come due dive emozionate al primo ciack.

Lui, il mio amico Uby (perchinonlosapesse ex drag queen e più gay di Dolce e di Gabbana messi insieme), si presenta puntusalissimo, corredato di sorriso smagliante.

Altro che “far ridere i polli“!

Lì la vera star era lui!

Elegante come Cary Grant, fiero come Sean Connery, con lo sguardo assassino che manco Diabolik.

Lui,uomo per una sola notte a settimana, ci ha messo meno di un nanosecondo ad entrare completamente nel personaggio ed attuare la metamorfosi.

Ha dato il meglio di sé, vantando una postura eretta e assolutamente Maschia….

Chi l’avrebbe mai detto??!!

Circondato da sfigatelli impettiti come pali, lui avanzava sinuoso ma deciso e mi conduceva con passo felpato nel mio futuro da tanghera.

Tempo 10 minuti e già eravamo proiettati nelle milonghe fumose di Buenos Aires.

Lì, io e lui con fari a occhio di bue e sguardi puntati SOLO su di noi.

Noi lì, leggiadri e sexy, a svolazzare, sfringuellare, volteggiare sensuali.

Per un’ ora ho creduto di avere accanto il Joachim Cortez del tango.

Tuttavia, alla fine della lezione, verso mezzanotte, proprio come succede a Cenerentola, la carrozza si è trasformata nuovamente in zucca.

Mentre ci appropinquavamo verso l’uscita, una fulminea frase mi ha riportato bruscamente alla realtà.

Mi fa:

“Quella la odio…ha delle scarpe rosse che gli staccherei i piedi…le voglio assolutamente!

E comunque, cara, andiamo, usciamo per prime.

Per oggi ci siamo date fin troppo”.

Morale: aspetto con ansia il prossimo giovedi.

Absolute tanghera !

2235798485_c233f290cd

Messaggio inviato:”E’ confermato stasera alle 9:30?”

Nuovo messaggio: “Ettecredo! Sono già nei paraggi.”

E quindi, arrivata la conferma, cari miei scappo!

Inforco le scarpette rosse coi tacchi e volo leggiadra come una libellula.

A passo di danza.

E con una rosa fra i denti!

(shccccc! Non ditelo a nessuno ma sono già entrata nel personaggio)

cambio d’aria

surprise1Ieri guardo Homo e improvvisamente gliela butto lì: “Come te lo senti il matrimonio a due settimane di distanza?”

Non nascondo che ero in femminilissima ricerca  di paroline dolci e smielate, roba di amoruccio mio e picci picci su, picci picci giu.

Lui pontifica: “Il matrimonio è come quando passi dal Lazio alla Toscana: cambia l’aria”.

Io non l’ho mica capita.

Voi?

dragqueenIl mio amico gay (ex drag queen, tanto per essere precisi) ha deciso che giovedi prossimo noi si inizia un corso di tango. Dico “ha deciso” perchè dopo avermi chiesto se mi sarebbe per caso piaciuto provare, io ho sorriso. Lui l’ha presa come un “si” convinto.

(Giuro, era solo un sorriso).

In un nanosecondo ha stilato una lista completa di tutte le scuole di ballo di Roma e dintorni e, dopo aver selezionato con perizia un quartiere ad hoc, si è attaccato al telefono per chiedere informazioni. Manco il 1240 sarebbe stato più rapido ed efficace…E pensare che io credevo che stesse scherzando…

Ora, premesso che io adoro il tango e che è da molto che vorrei imparare, considerando che trattasi di ballo estremamente passionale basato sull’intesa fra uomo e donna, ho il vago sospetto (poco vago e molto sospetto) che io e lui come coppia….famo davvero ride’ i polli. Preciso che il suo arco sopraccigliare è di gran lunga meglio definito del mio e che la mia  manicure rispetto alla sua sembra fatta con le cesoie da pollo.

Tralascio la premonizione del momento in cui ci accapiglieremo per chi dei due dovrà fare l’uomo e vado subito a illustrare la seguente conversazione avvenuta al telefono pocanzi.

Lui: “Senti, allora ho chiamato prima una scuola, ma mi sembrava un po’ sfigata. Signora quanti siamo al corso? Eh! dipende! Ma domani ci sarà il corso signora? Dipende…se viene qualcuno ci sarà. Cara! Ho pensato bene di riagganciare e chiamare il secondo della lista!”

Io: “Beh! Mi pare il minimo.”

Lui: “L’insegnate mi risponde con l’accento argentino…e io già lì mi sono sciolta tutta…”

Io: “T’ha preso bene, eh?!!”

Lui: “Tecredo! Mi ha spiegato tutto con quel vocione! Dobbiamo essere lì giovedi sera. Oddio! Come sono emozionata! Pensa quando faremo le nostre grandes entrées nelle milonghe! Questa è la volta buona che trovo marito! E tu magari ne trovi un altro. Oddio! Comunque, detto questo, Eppi, passiamo alle cose serie: ma che ci mettiamo? Le scarpe coi tacchi le metto io o tu?”

Io: “_!_”

Secondo voi come promette ‘sta cosa? Insomma, io non so se mai impareremo a ballare. Ho il presentimento che al massimo andremo lì a fare il seguito di Priscilla la regina del deserto .

Bello di papà

ipod-babyAlla festa di sabato scorso:

“Tesoro dai fai vedere a papà quanto sei bravo…cammina fino a qui , fai un passetto, poi un altro! Dai, bello di papà!

Ma che bravo lui, mciù mciù!

Ma?! Ma che l’hai fatta di nuovo? Ma, bello di papà, ti abbiamo cambiato adesso!!”

Da dietro l’angolo del giardino sento tuonare Master:

“Aò! Se l’ha rifatta, questo ha inventato una nuova fonte di energia alternativa: produce materia dal nulla”.

…i figli…

violetteEro in motorino, ferma ad un semaforo. Aspettavo il verde. Mi guardavo un po’ intorno con aria distratta. Ho abbassato lo sguardo verso il marciapiede. C’era una micro aiuola (odddio quante vocali cià ‘sta parola) di quelle incastonate nel cemento con dentro un albero, dell’erba secca e una manciata di rifiuti vari. Tutto intorno alla micro-aiuola c’era una graziosa bassissima inferriata a motivi arabescati divelta. Un lato giaceva lì, abbandonato fra la paglia e i rifiuti. Gli altri lati erano ancora aggrappati alla struttura ormai arrugginita. Continuavo ad analizzare la scena….(ovviamente nel frattempo il semaforo era diventato verde e poi giallo e poi di nuovo rosso). Ho guardato meglio (è ufficiale: mi ero accanita) e sono riuscita a scorgere fra la sporcizia e i rifiuti ammassati chissà da quanto tempo, tre piccolissime neonate piantine di violette: due gialle e una viola. Con dei fiorellini timidissimi, delicati e stupendi. Secondo me profumavano pure nonostante avessero tutto intorno solo immondizia e decadenza.

Loro ce l’avevano fatta. Loro avevano vinto.

Ho sorriso di gusto.

Embè?! E ‘sticazzi. Direte voi.

CONCLUSIONE METAFORICA (nonchè altra eppi-perla-di-saggezza buttata lì…anzi quasi quasi ci faccio una categoria…anzi ho deciso ce la faccio proprio): anche nelle situazioni più infime, a guardare bene, può nascere un piccolo, inaspettato miracolo di bellezza.

Prendetela così come viene. Fatene quel che volete e …soprattutto…non mi mandate a cagare (che già mi ci sono mandata da sola). Grazie.

Missione compiuta.

festa_1Ore 21:23 di sabato sera. E’ ufficiale: sono distrutta. L’Eppi-wedding celebration party ha avuto luogo e nonostante piccole inezie, possiamo dire di essere tutto sommato soddisfatti… Inizio la giornata con un simpatico risveglio all’alba dovuto a una stranissima insonnia che non mi molla da giorni. Esausta, alle 8:00 decido di alzarmi e porre fine all’agonia. Ma andiamo con ordine.

Ore 9:30 – arriva il kamionconrimorkio con gli ultimi rifornimenti di cibo.

Ore 9:45 – chiamo il montacarichi per issarli fino a casa.

Dalle 10:00  alle 11:00 – mi divido fra le seguenti attività: sistemare le pietanze in bella vista sul tavolo del giardino, cercare di svegliare Homo con una bomba a mano e strappare il bigodino incastrato nel capello ribelle.

Ore 11:00 – vestizione +  trucco. Seconda bomba a mano per svegliare Homo (questa volta ho successo).

Ore 11:30 – sistemazione e ultimi ritocchi in giardino.

Ore 12:00 – pausa caffè (a questo punto sono esausta).

Ore 12:30 – arrivano i primi invitati. Comincia il tran tran.

Dalle 12:30 alle 15:00 – arriviamo a circa 40 persone le quali si avventano come uno sciame di cavallette  fameliche sul cibo, polverizzandolo.

Ore 15:20 – la nuvola di fantozzi pensa bene di materializzarsi sopra il nostro giardino. Siamo costretti ad abbandonare lo svaccamento e ad ammucchiarci in soggiorno, ma la cosa si rivela vantaggiosa per le locuste le quali si avventano sui dolci, polverizzandoli. (osservazione: giuro che dopo il diluvio del giorno del matrimonio e l’acquazzone durante la festa del medesimo, se per i prossimi 10 anniversari non si scomoda almeno l’uragano Katrina, mi incazzo. Ormai la considero una specie di tradizione di famiglia – by the way, dalle 15:20 alle 15:45 impreco e tiro giù tutti i santi del calendario aggiungendo anche qualche divinità shintoista).

Ore 16:30 – la nuvolazza di fantozzi pensa bene di levarsi dalle palle: smetto di imprecare.

Ore 17:00 – cominciano a sciamare le locuste satolle e brille. Nel giro di un’ora sono tutti andati. Io e Homo quasi ci stiamo per rilassare, quando, non ci posso credere,  suona nuovamente il citofono. Arrivano i ritardatari!! EEEEEEEEEEEEHHEHHE??!! alle 17:30… Ma scusate, aiutatemi a ricordare….non era un brunch?!?!

Spolverare…

amoreOggi, per caso ritrovo un vecchio cd dei Negrita che non sentivo da anni. Lo spolvero e lo metto su. A un certo punto arriva una canzone che parla di un aquilone . Ho un fulmineo flashback. E allora di colpo mi trovo catapultata nel 2002, quando io e Homo ci siamo conosciuti. Sono improvvisamente all’inizio della nostra storia che nasce. Sono in macchina durante la prima alba. Sono al bar dove abbiamo preso un caffè lungo 6 ore. Sono a pranzo su una spiaggia primaverile. Sono lì. E sono qui oggi. Siamo sposati. Da 2 settimane. Mi sono commossa.

Ok, avete ragione. Mi devono venire e sono schifosamente ipersensibile.

Feet

Dopo tanto scrivere, ieri sbircio per curiosità fra le statistiche del mio blog…(non fate i superiori che tanto lo so che lo fate anche voi blogghettari incalliti!) …e che ti scopro?

Nella scheda che dice:

Questi sono i termini usati nei motori di ricerca dai visitatori per trovare il vostro blog”

vado a leggere:

UNGHIA INCARNITA“.

Eehhh??!! Ma come unghia incarnita? Io che faccio tanto la figa sproloquiando di eventi di rilevanza cosmica (appunto, vorrei ben vedere), e snocciolo perle di saggezza a raffica, vengo pescata nel marasma infinito della rete, digitando nientepopodimenoche “UNGHIA INCARNITA“.

Che umiliazione. Credo che chiuderò il blog.

O forse no. Andrò a farmi la pedicure.

Per la cronaca…

a-pranzo-con-hello-kittyyBREVE COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: se qualcuno per caso nelle ultime ore fosse stato in pensiero, annuncio che MDG ha appena aggiunto al menù due teglie di melanzate al forno; un fuori programma. Tanto per gradire. E con ciò si merita un’entrata in pompamagna nella lista dei personaggi di Eppifemili (vedi “sepercasovuoicapirciqualcosa” nella barra laterale).

Passo e chiudo che devo andare a digiunare da ora fino a sabato.

overloaded-carMi è sempre piaciuta un frase che Benazir Bhutto disse un giorno: “Una nave in porto è al sicuro, ma non è per questo che le navi sono state costruite”. Questo concetto è una costante della mia vita: per quanto io mi impegni a regolarizzare, normalizzare, sistemare, apparecchiare le vicende che mi vedono protagonista, succede sempre per un motivo o per un altro, il fantastico imprevisto che turns everything uspside down. Tiè! Pappappero!

E dunque, avendo Homo fatto di me una donna rispettabile (convolando a nozze) e avendo fatto di Eppi-dog finalmente una figlia non più illeggittima, avendo noi messo radici in una simpatica dimora con giardino che pare la casa degli Hobbit…secondo voi, o meglio, secondo me (anche) poteva per caso, tante volte, dice che… rimanere tutto così per almeno 30 scazzosissimi secondi??!! (secondo più secondo meno)

Minuto di suspance…Eccertochennò! (diciamo noi di Eppifemili in coro).

Inaspettatamente, a causa di congiunzioni astrali avverse che manco vi sto a spiegare (almeno per ora ma prima o poi un post sulla questione ve lo beccate zitti e mosca) e di uno stramaledettissimo Saturno incazzato, si  paventa infatti l’ipotesi (non ancora accertata ma plausibile abbastanza da materializzare sulla testa mia, di Homo e di Eppi un gigantesco, enorme, mega puntointerrogativo) di un simpatico, allegro e affaaaattoooo impegnativo traslochino. Così, en passant. Tutto ciò, dopo appena 9 mesi di permanenza nell’attuale magione. Questo implica che noi, armibagaglieburattini, ritorniamo alle origini, e per la 250 volta cambiamo la nostra residenza. Benissimo. Ora io dico, va bene che le navi non sono costruite per stare in porto. Occhei. Però, accidenti, ogni tanto se dovranno pure fermà, o no?!?!

ps: voi storie di traslochi niente?

tem63_50s1aNel notro freezer ci sono attualmente due torte rustiche, quattro teglie di arrosto, 300 polpette e una serie illimitata di porzioni di antipasti da infornare a tempo debito. In arrivo nei prossimi giorni ci saranno: una torta alle mele, una torta al cocco, una torta al cioccolato , 2 frittate di zucchine, 1 di carciofi…questo almeno che io sappia. Chiaro.

E’ ufficiale: se per caso non ve ne siete accorti, Macchina Da Guerra (MDG) è entrata in azione. Parlo della mamma di Homo, la quale (e in questo supera la mia che già di suo è parecchio attiva) avendo saputo che stiamo organizzando un mega party a corte per festeggiare le avvenute nozze del principe (Homo) e della principessa (la sottoscritta), ha cominciato a rimboccarsi le maniche e a trasformare la sua casa in  una fabbrica della Buitoni. E’ già una fortuna avere una mamma pensionata. Ma noi ne abbiamo addirittura due! Questo comporta una serie praticamente illimitata di vantaggi…che vanno dalla gestione quotidiana delle piccole (ma incisive) rogne quotidiane, alla brillante organizzazione di eventi (come il mega party per amiconi) che si prospetta il prossimo week end. Il freezer panciuto e stracolmo, già urla vendetta e non sa ancora cosa lo aspetta nei prossimi giorni. Poveraccio! Arriveranno vagonate di cibi e pietanze; gira voce infatti che abbiano assegnato un itinerario speciale al centosessantabarrato per il recapito eccezionale del suddetto cibo. Il risultato sarà certamente quello che con MDG in piena forma e operatività…non solo sfameremo un reggimento che manco lo sbarco degli americani in Normandia nel ’44 (nome in codice Overlord), ma a me, Homo e Eppi-dog (e mi sento abbastanza serenamente di poter aggiungere in questo periodo Master che si allunga spesso sul nostro divano) ci toccherà mangiare torte, frittate, tramezzini e pizze rustiche da qui al 2015. Buon appetito! Grazie.

PS: Meno male che ci sono le mamme srpint…capirai..io e Homo al massimo potevamo giocare col DolceForno (il cui cartellone pubblicitario predicava: “E’ facilissimo da usare. In pochi minuti dolci, biscotti, pizze e tante altre cose buone per te e da offrire ai tuoi amici”. Pensiero: quasi quasi vedo se lo trovo su Ebay)

91547_912376045_n1354001246-30117464-3063_h025528_lE’ tipico: sapete quelli che “Mah! Non so se posso venire, ho delle cose da fare; devo vedere gente…”. Che poi li vorrei proprio vedere. Anzi, apro ufficialmente una raccolta fondi (manda un sms al numero 054679**##*@ scrivendo “CAZZARI TUTTA LA VITA”) per finanziare un centro di recupero per questa strana specie in lenta ma progressiva crescita.

Inoltre vorrei fare una ricerca sociologica per appurare un paio di cosette su un campione a caso dei suddetti elementi:

UNO: che cazzo di cose cianno effettivamente da fare (no perchè io ho il sospetto che, nonostante la mia ormai cronica – vedi post precedente archiviato sotto “quellegiornatineunpocosì” –  semi infermità cerebrale dovuta alla…io do la colpa alla primavera, in ogni caso è una buona scusa): forse sono in missione segreta per conto degli alieni per salvare il mondo o almeno salvare la Marini dall’ascesa verso la mesosfera attaccata alle sue labbra.

DUE: quale gente devono vedere. MAQUALE??!?!! Ma non sarà che per fare tanto i fighi, alla fine stanno da soli come cani dentro alle proprie camerette?!! Mi punge vaghezza: ma non sarà che poi tutta sta gente che vede gente, appunto, invece non fa che passare il tempo compiaciuta davanti a uno specchio?

Giorni fa snocciolai la seguente perla di saggezza di fronte a Master sconsolato: “La vera rivoluzione è nella normalità”. Una cazzata? Ancora non lo so. Ci devo pensare. In quel momento era venuta spontanea…e comunque ora mi vado a fare l’ennesimo caffè.

cleaninglady3“Che dessastro! Che dessastro! Esto ragasso, che dessastro!”.

Così cominciano e finiscono le giornate con Aldonsa, la gentile signora che una volta a settimana si impadronisce delle nostre misere esistenze e le rivolta come pedalini, con il risultato che oggetti precedentemente reperibili, dopo il suo passaggio non li rintracci manco col metal detector. Dove passa lei non cresce più polvere…manco fosse Attila il re degli Unni.

Aldonsa viene tutti i lunedi pomeriggio e tuttiisacrosantilunedipomeriggio si lamenta del cronico, irrecuperabile disordine di Homo. Per lui, lo so, non ci sono speranze. E’ una situazione disperata. Irrecuperabile. Praticamente un caso umano. Io lo so e ciò rinunciato tempo fa. Ma lei, Aldonsa, no. Lei lo rimprovera ogni volta, manco fosse figlio suo, carne della sua carne.

“Ah! Che fortuna!! Esto ragasso ha trovato una fidansatta!” mi disse quando la incontrai per la prima volta, ereditandola da Homo nella nostra nuova casa in comune. Lo  considerava praticamente un miracolato per aver trovato una poveraccia (io! Gulp!) in grado di sopportare il suo disordine ai limiti del disagio mentale. In conseguenza di ciò io, con la collaborazione di Aldonsa, ho stilato una lista dei cinque punti salienti su cui si concentrano le lamentele della suddetta povera donna, alla quale ogni settimana tocca fare giochi di prestigio che manco Houdinì, per creare una minima parvenza di ordine nella nostra magione:

punto 1. SCATOLE & SCATOLONI: Homo li accumula. Molto semplicemente. Avete presente Paperon de’ Paperoni quando accumula le monetine fino a farne montagne immense tutte sbrilluccicose? Beh! Homo fa lo stesso con le scatole; non importa di quale dimensione esse siano (e vi ho detto tutto !!!) Homo le accumula riempiendo ogni angolo, ogni resega, ogni intersitzio della casa (perchè a detta sua, non si sa mai……potrebbero sempre servire)

punto 2. LA SCRIVANIA: oggetto ormai informe che Homo ha completamente ricoperto di oggetti di qualunque tipologia; ci puoi trovare di tutto dalle costruzioni lego di quando eravamo piccoli, alle tazzine di caffè vuote e incrostate di una settimana prima, poi ci sono due schermi computer, due computer ovviamont, un fax, la stampante, la cartellina porta documenti ammuffiti, due o tre lampade, la macchina fotografica la fetta di pizza del 1987…ehm! devo continuare?!! Vi grazio e passo oltre.

punto 3. LA SACCA DELLA PISCINA: putrescente da almeno due giorni poichè il Nostro non si è ricordato di svuotarla lasciando tragicamente ammuffire il suo contenuto:..questo per la gran gioia di Eppi-dog che di fronte alle puzze di qualsiasi genere svalvola e va in estasi. Proseguiamo.

punto 4. LE GIACCHE/MAGLIONI APPOGGIATI A MUCCHIO SULLE SPALLIERE DELLE SEDIE: questo è proprio un classico e non vado oltre perchè mi deprimo.

punto 5. I BORSONI DEL MATERIALE FOTOGRAFICO: vuole il caso che Homo sia un fotografo e che quindi la quantità e le dimensioni delle sue attrezzature superino notevolmente la cubatura della nostra intera casa. Ne deriva l’impossibilità per Aldonsa di trovare un qualsiasi posizionamento per tali oggetti se non accatastandoli in pile enormi e informi nel bunker  di Homo (precisazione: nel bunker io non entro quasi mai perchè la vista mi terrorizzerebbe – per me potrebbe anche essersi trasformato in Gene Wilder e aver creato un novello Frankestein Junior ,  io non lo saprei).

Ora, io non è che sia una maga dell’ordine o della pulizia, e quindi sono sicura che se non ci fosse Aldonsa, sarei una donna finita, terribilmente depressa e sull’orlo del suicidio. Ehi! Lo so che mi state compatendo…E’ inutile che fate i vaghi! Vi ho visto eh!??!! So che dentro i vostri cuori la domanda serpeggia viscida : ma perchè te lo sei sposato?! Beh! Ora non saprei rispondere perchè ho bisogno di un altro caffè doppio…ma evidentemente un motivo ci sarà….a volte basta ricordarselo.

“Che dessastro! Che dessastro! Esto ragasso, che dessastro!”.

zwr1yxjkmq_42941_1_1805_11Un’ora fa sono di colpo “scaracuzzolata” ** giù dal letto, non avendo assolutamente la più pallida idea nell’ordine

– di dove fossi

– di chi fossi

– di quanto pesassi (per inciso stavo sognando dei cani….bah!)

al suono tonante di un megafono che proveniva da un furgoncino evidentemente appostato a 5 centimetri dalla finestra della mia camera da letto:

“Donne! È arrivato l’arrotino.
Arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto!
Donne è arrivato l’arrotino e l’ombrellaio; aggiustiamo gli ombrelli; l’ombrellaio, donne!
Ripariamo cucine a gas: abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gas.
Se avete perdite di gas noi le aggiustiamo, se la cucina fa fumo noi togliamo il fumo della vostra cucina a gas.
Lavoro subito, immediato.
Donne, è arrivato l’arrotino!”

Ora, comprendo che stiamo nell’epoca della precariteà e della generazione “mille euro”, ma che cazzo! Ancora esistono gli arrotini??!!! E soprattutto, esistono ancora quelli (o quelle) che si fanno arrotare i coltelli??!!  No, perchè io potrei valutare la suddetta ipotesi solo nel caso in cui il suddetto arrotino fosse il fratello gemello di Johnny Depp…e comunque non di domenica e non alle 10 del mattino!

In tutto ciò, ovviamente Homo Sapiens ha placidamente continuato a dormire, e così ha fatto Eppi-dog (tale padre, tale figlia).

SGRUNT !

E comunque…. B-U-O-N-G-I-O-R-N-O !

PS: per chi volesse avere un risveglio simile al mio, prego cliccare qui . Grazie.

** voce del verbo “scaracuzzolare” da me coniato alla tenera età di 5 anni. Dicesi di persona che rotola in modo maldestro da un posto a un altro (questa volta non è su Wikipedia)

433px-mata-hari_1910Dovete sapere che da tempo immemore, ad ogni disavventura amorosa di uno dei “compagni di sventure” corrisponde una serie interminabile di cene e cenette a rotazione che hanno lo scopo unico di sviscerare a fondo le argomentazioni, i perchè e i percome, i quando e i dove, fino allo sminuzzamento della questione in questione (appunto) e allo sfracellamento/frammentazione dell’io. La squadra di dei CDS (Compagni Di Sventure) è così composta: la sottoscritta, the Master of Ceremony – che da oggi in poi chiamerò Master –  e Svampi (Svampi è la storica amica talmente rintronata che dire svampita è un gigantesco eufemismo). Il soggetto ovviamente cambia a seconda di chi dei tre sta sotto a un treno. Ogni casuale intruso blocca la conversazione e impedisce in modo spontaneo ma coordinatissimo che certi argomenti vengano affrontati. Come forse avrete capito da alcuni miei precedenti accenni (vedi post “Opera consolatrice” senzachestoaripete), il bisognoso di turno è Master. La cosa bella è che spesso e volentieri questi “caffè letterari” assumono un sapore fra il retrò (non c’entra niente ma lo scrivo perchè fa fico) e il filosofico. Se a questo aggiungete che il coronamento delle conversazioni è il denso fumo proveniente dalla pipa di Svampi…beh! Famo decisamente ride i polli! Se dovesse mai capitare a tutti e tre contemporanemante di essere in periodo nero…la cena finirebbe certamente in un suicidio collettivo alla People’s Temple. Ma di questo, almeno per questa volta, non  dobbiamo preoccuparci in quanto io sono novella sposina e quindi presumibilmente felice. Detto questo, dopo esserci seduti al tavolo rotondo di Svampi (manco fosse una seduta spiritica) e cominciando a polverizzare un fantastico spezzatino con piselli, andiamo subito al dunque. Questa volta Master l’ha fatta grossa: è stato beccato in aria di tradimento e quindi mollato seduta stante dalla fidanzatina ufficiale. Voi direte: Brava! Lei è una grande! Beh! Da donna lo dico anche io, ma da amicadiMaster-perquestavoltamezzouomo, non posso che schierarmi in modo assolutamente politically incorrect (Puà! Berlusconi me fa un baffo) dalla parte del mio fratellone afflitto. Quindi dopo un sonoro “SEIUNCOGLIONE!” (reazione di quando ho appreso la notizia), io, indossati i panni di Mata Hari (da Wikipedia data come: pseudonimo di Margaretha Geertruida Zelle Leeuwarden nata il 7 agosto 1876 e morta il 15 ottobre 1917, è stata una danzatrice e agente segreto olandese, condannata alla pena capitale per la sua attività di spionaggio durante la prima guerra mondiale. Passo e chiudo ma capite lo spessore del ruolo), mi  accingo a pianificare in ogni dettaglio, sotto l’egida filosofica di Svampi, la strategia di recupero da qui ai prossimi 5 anni. E’ si perchè Master ha fatto si la cazzata, ma è pure ancora follemente innamorato della fidanzata (ex?!! boh! Diciamo ancora fidanzata, siamo ottimisti noi). Ma perchè gli uomini sono così irrimediabilmente, incessantemente, stupidamente, irrecuperabilmente bambini? Idea del mese: apriamo una scuola di maturità per uomini bambini (si accettano tutti, anche i cinquantenni). Ma poi in fondo, forse nessuno si iscriverebbe: come i tossicodipendenti, loro non conoscono i loro limiti….

superspankEppi-dog è inappentente in questi giorni. Premetto che qualsiasi minima variazione nell’attegiametno di Eppi-dog, si ripercuote drasticamente sugli umori miei e di Homo Sapiens. Ma è un cane! Direte voi…NO ! ESSUQQUESTONONTRANSIGO! Eppi-dog non è un cane come tutti gli altri; Eppi-dog è un cane fermamente convinto di essere umano. A forza di essere convinta lei, ci ha convinto pure a noi. E quindi viene trattata come tale. Anzi, viene trattata come il delfino di Francia all’epoca di Maria Antonietta…e non so se rendo l’idea. Quindi potete immaginare cosa si scatena se solo per un paio di giorni Eppi-dog risulta essere inappentente….cominciano immediatamente ad essere sfornati manicaretti che farebbero impallidire Vissani e che si susseguono imbanditi in assortite variazioni e posizioni. Prima nella scodellina, poi nel piattino, poi con l’aeroplanino,  poi a terra (si, perchè siamo convinti cha a lei, Eppi-dog, per qualche motivo pregresso risalente alla primissima infanzia, il piatto dia fastidio….la inibisca…. (ebbene si! Siamo arrivati all’analisi psicoanalitica dell’infanzia del cane che ammonta a ben 45 giorni prima che la prendessimo noi! Quindi presumiamo, dopo ponderate elucubrazioni e vivide deduzioni (a noi non ci si può nasconde niente) che il trauma sia avvenuto proprio in quelle primissime 6 settimane. E su questo, noncipiove.)

Dopodichè, eppi-dog comincia ad essere stimolata con ogni possibile gioco o giochino perchè, si sa, il movimento fa venire appetito; a partire dal giuoco della palletta di cui è indiscussa e assoluta campionessa mondiale. E anche su questo direi che noncipiove. Ma Eppi-dog continua a guardare il cibo con fare sdegnoso e superiore, di fronte alle nostre facce sconsolate e affrante, manco ci fosse capitata la più grande tragedia da quando l’australopiteco Lucy ha messo piede sul pianeta Terra. A questo punto non mi rimane che l’arma segreta infallibile. Dopo due giorni di semidigiuno e innumerevoli giochi di prestigio del tipo “croccantino su-croccantino giù” oppure ” “polpettina a destra-polpettina a sinistra” so che mi rimane una sola cosa da fare: sfoderare l’asso nella manica. Allungo davanti al micro naso di Eppi-dog un puzzolentissimo aspargo bollito…l’odore ricorda quello di un calzino di Homo indossato per due settimane dentro le superga dell’83 mai lavate da allora…lei si avventa manco avesse visto una fiorentina al sangue. Un altro e un altro ancora….il micro stomaco si è riaperto..So che ora tornerà tutto alla normalità….o quasi.

Ma come si fa?

weeds1Come si fa a non aver voglia di fare assolutamente nulla? Mi devo preoccupare di questo stato ormai cronico di semi infermità cerebrale? Sarà la primavera oppure quella demotivazione proveniente da seccature lavorative cheanchelametàbastano?…Ma secondo voi, le persone lo fanno apposta ad essere incessantemente petulanti come martelli pneumatici dentro ai timpani?!! Oppure sono io quella irrimediabilmente, disperatamente, incessantemente intollerante?! Allora mi dico: non sarà il caso di cambiare mestiere e, non so, dedicarsi all’uncinetto oppure all’allevamento di bachi da seta fermentati, piuttosto che abbozzare ad ogni richiesta (anche a quelle più assurde che prevedono la progettazione tridimensionale del porta rotolo di carta igienica e – vi giuro –  non sto assolutamente esagerando)? Mi è venuta in mente la strafighissima protagonista di WEEDS – che su Wikipedia è dato come:” una serie televisiva americana del genere commedia nera ambientata in una immaginaria periferia della California, in cui la maggior parte dei residenti sono coinvolti nello spaccio e nel consumo di cannabis (da ciò deriva il titolo) – che, con un lampo di genio che manko Etabeta, si mette dopo vicissitudini  avverse, a coltivare e vendere marjuana….beh! Non so esattamente se mi ci vedrei in un ruolo tanto borderline…però…se continuo così le possibilità sono tre: o comincio a piantare dei semini in giardino, o mi dedico al decoupage, oppure attacco a mangiare bulimicamente anche le croste rinsecchite del parmigiano che giacciono incrostate nel frigo (l’ultima la escluderei….sennò CERBERO chisselasente! ). Chiedo conforto!

Decisioni spontanee…

ks75073Oggi è deciso: riprendo la palestra. Ora che sono sposata, non posso certo lasciarmi andare! Ah no! Decisa a non diventare una donna-bigodino né tantomeno una donna tutonata-con-pedalo-tribanda mi decido e varco la soglia della palestra (che poi altro non è che un bunker sotterraneo dove l’umidità unita al sudore è una manosanta per i miei capelli sempre piastrati, stirati, macumbati, eccetera). Ne esco infatti puntualmente devastata, paonazza che manco Heidi cià i rossi sulle guance come i miei. Beh! In ogni caso, dato la riservatezza dell’ormai avvenuto matrimonio, non avevo fatto parola a CERBERO (l’istruttrice fustigatrice che all’urlo di “avete le chiappemosce” ci fa fare 8000 flessioni e 7500 piegamenti a botta). Ma voi pensate che eventi come questi possano minimamente rimanere privati?! CERTOCHENNO’! E infatti, immantinentemente, la mia adorata cuginetta aveva provveduto nottetempo a briffare tutta la comunità palestrifera non solo sull’esistenza del simpatico evento, ma anche sulle sue ormai celeberrime modalità (vedi post in cui descrivo le reazioni su Facebook senza che sto a ripetere). Oltre tutto, e qui faccio un inciso, pare che l’evento sia stato postato anche sul celeberrimo blog di una delle mie testimoni e quindi, dopo essere stata globalmente sputtanata nell’etere per aver acquistato il mio favoloso Valentino all’outlet (che grezza!), in pratica anche i moscerini delle Galapagos sono venuti a conoscenza delle mie nozze – Scusate l’inciso.

Insomma, entro in palestra e noto con piacere che CERBERO mi punta da lontano, scavalla gli attrezzi per i deltoidi e con un balzo mi raggiunge: “AUGURI!” rimbomba. E io un pò intimorita abbozzo un sorrisetto:”Grazie”. “Tua cugina mi ha raccontato!”. A quel punto, tutte le 30 assatanate palestrate dellunaemmezza in attesa famelica di autodistruggersi a forza di addominali e flessioni, avevano la curiosità a 2000 e mi fissavano tutte e trenta contemporaneamente. Io vaga. “Lei domenica si è sposata” sentenzia CERBERO col vocione rivolta alle girls (che poi quasi tutte cianno 150 anni pe’ gamba e degli addominali da far impallidire Swartzy quando faceva Conan il Barbaro). E loro: “Ma dai?!! Davvero??!! Auguriiii!! E come ci si sente e come non ci si sente…eddiqquà eddillà…ecchissà ecchinonlosà, ecceterà, ecceterà”. Segue un turbinio di domandine, risatine, rispostine e ammiccamenti, dopodichè il silenzio! “BASTA! ADESSO SI COMINCIA!” tuona CERBERO azionando lo stereo che riecheggia con il solito repertorio “cover-dance-cheap-eddaje-ancora-sta-canzone”.  Ritorna la severità nel tempio del corpo. Le menti si spengono….(capirai! sai che differenza) e si accendono i bicipiti. Tutte composte, la seguiamo nell’ennesima seduta autodistruttiva che ci vedrà uscire ancora una volta da lì come delle amebe barcollanti. E’ proprio vero, il matrimonio non cambia niente…è sempre la solita solfa.

mostra_immaginephpEcco che, dopo giorni di immobilità, timidamente e con titubanza mi avvicino a Eppi-car 2 (quella che si usa in città perchè fuori non glielafà); rinomato e glorioso maggiolone del ’72 che mi ha accompagnato durante il corso di tutta la mia vita, per capirci dai 18 anni e un giorno in poi.

Megliochestazittosennòquantecenavrebbedaraccontà! Lo guardo da fuori per fargli capire l’antifona, della serie: “Ci siamo intesi eh?!!”. Lui immobile (ovviamente! E’ una macchina). Entro con fare indiffirente ma deciso; faccio la vaga così lui non si accorge della fatidicità del momento. Inserisco la chiave e comincio a invocare tutti i santi in paradiso, anche gli scomunicati e gli spergiuri. La giro una, due e tre volte per avviare il gas…(ah già! Il motore è stato modificato quindi la macchina cià l’Eppi-trucco!). Provo ad avviare. A quel punto ho incrociato anche l’ unghia incarnita dell’alluce sinistro. La batteria arranca ma va. Buon segno. Riprovo una seconda volta come di consuetudine e mi dico che ancora è tutto nella norma. C’è speranza.  Al terzo tentativo, con la fronte imperlata di sudore, mi rendo conto che comincia a salire l’agitazione. Alla quarta volta Eppicar 2 non da cenni di vita. Mi accascio sul volante sconfortata come una foca monaca su un iceberg di zucchero a velo. “Mi hai abbandonata! Traditore! Proprio nel momento del bisogno! Di te non ci si può proprio più fidare. Del resto, di che mi meraviglio? Sei un maschio!”. Scendo demoralizzata, occhio pallato, e lacrimone alla Hello Spank. So che la mia unica salvezza saranno i soliti “cavetti friends“. Rientrando in me, mi dico: lo farò più tardi quando mio….mio….mio marito (Ah! Già! Ora sono pure sposata!!?!!) deciderà finalmente di riemergere dal letargo dell’orso mammone. No! Questo non riuscirà a rovinarmi la giornata. A quel punto, dirotto verso il bar e mi godo un meraviglioso cappuccino mentre fuori ricomincia a piovere.

yajimanihonLa mia suocera nuova di zecca (persona adorabile quanto esuberante) mi regala un pomeriggio dall’estetista. Appuntamento: il giorno prima del Wedding Day. Voi direte: idea fantastica! SENZALTRO. Se non fosse per il fatto che sono entrata dentro al bunker estetico alle ore 13:30 esatte e ne sono uscita esanime alle ore 19 …19 !!! tutto, dopo essere stata rivoltata come un pedalino sporco… il trattamento è consistito in una serie di simpatiche azioni/reazioni sulla mia persona che mi hanno resa insensibile a qualsiasi sollecitazione fisica. Nell’ordine: massaggio completo su tutto il corpo, massaggio facciale, maschera, pedicure, manicure, parrucco e messa in piega. In pratica sarei dovuta uscire di lì tipo pretty woman quando va all’opera con Richard. Soltanto che io sono uscita con i capelli dritti e le budella aggrovigliate. La cosa è inziata con il fantastico massaggio corpo: “Prego, si sdrai sul lettino a facccia in giu”. E io con aria goduriosa mi accoccolo. Ad un certo punto con un carpiato doppio la simpatica donnona atterra sulla mia bassa spina dorsale causando un roboante CRACK ! Io impallidisco. “Vede, questo è un massaggio posturale…sente?! sente?! Come scioglie le tensioni?” Io sentivo solo di aver completamente perso la sensibilità alla spina dorsale e già mi vedevo, il giorno dopo, avanzare sulla scalinata del Campidoglio, con stampelle e tacco 12. Benissimo! Proseguiamo. “Si giri. Ora passiamo alla faccia e alla parte anteriore del corpo. Guardavo il soffitto e pensavo:quando finirà questa tortura…” Sporga leggermente con le spalle rilasciando il collo” . Doppio CRACK! Oddio! Ha cercato di terminarmi facendo roteare il mio collo di 280 gradi netti! “Ora dall’altro lato!”. E io: ” No! La prego no! Per pietà!”. “Si fidi, questo scioglie tutte le tensioni – prosegue con il massaggio – Certo che lei, signora, non si rilassa mai! – e ci credo, a quel punto ogni singola giuntura del mio corpo era completamente disarticolata. Avete presente i pupazzetti di legno di quando eravamo bambini (quindi più o meno risalenti al primo paleozoico), quelli con la molla sotto che si spingeva facendo collassare tutti i micropezzettini che li componevano? Beh! Io ero uno di quelli senza la molla. Ma ancora mi attendeva un ennesimo, fatidico step: la maschera facciale. ERRINGAZIOIDDIO non ha provocato nessuna allergia o gonfiore deformante (io già mi vedevo tipo la sorella gemella di mikey rourke in The restler). Tolta quella poltiglia appiccicosa dalla faccia di cui il 20% mi era finita negli occhi e il 35% nei capelli, il donnone (raggiante) mi fa: “Si specchi! Guardi che pelle! Che differenza rispetto a prima”…In pratica mi aveva appena detto che io prima ero un cesso ambulante e che adesso, grazie a lei, ero una strafiga. Gentile. Si, si. Molto gentile. Io comunque mi guardavo e riguardavo ma vedevo sempre la stessa me, solo un po più arrossata e  tumefatta del solito.  Senza dubbio più stressata. Dopo altre tre ore fra tintemmessinpiega , non sognavo altro che il miraggio del mio divano, il mio futuro marito, Eppi-dog e un po’ di calma piatta.  Insomma, sarò pure uscita da lì bellissima, scioltissima e radiosa, ma ero pur sempre un miserabile in un fascetto di nervi !

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Ebbene si! Il fatidico evento è avvenuto e da oggi possiamo dare ufficialmente inizio all’esistenza dell’Eppifemili. L’Eppi-dog ha cambiato status su Facebook da “figlia illegittima” a “leggittima”. Manco a dirlo, io e Homo Sapiens abbiamo tempestivamente cambiato la nostra situazione sentimentale da “impegnati” a “sposati” (scatenando una valanga di commenti di tutti quelli – cioè tutti – che non sapevano nulla dell’evento)…. quasi con maggiore ufficialità ed emozione della firma delle carte in Campidoglio!! Ah! Ah! Il potere del Web! Ufficializzare con Facebook è davvero avanti…così avanti che abbiamo fatto tutto il giro e siamo tornati indietro!! Che NERDS!

I casi della vita…Si mormorava: “Ma figurati! Le previsioni del tempo non ci azzeccano mai!”. E io, che controllavo maniacalmente e nervosamente meteo.it nei giorni scorsi, vedevo accumularsi sempre più lampi, fulmini e saette, proprio su casa mia, manco fosse stato invitato al matrimonio l’uragano Katrina. Cliccavo, cliccavo e ogni volta le saette aumentavano…altra premonizione?! Segno avverso del destino? Beh! Si sa, le previsioni  non ci indovinano mai; ma ovviamente in questo caso si è verificata la famosa eccezione che ha confermato la regola. E io, tutta meringata, con sandalo tacco 12, pedicure da far paura, e strascico bianco, dopo essere scesa dalla vespa che mi ha portata a destinazione, mi so’ dovuta inerpicare, prima su per la scalinata e poi nel fantastico scenario campestre del ristorante, sotto una pioggia torrenziale….non vi dico lo strascico…non se l’è passata proprio bene e diciamo che gridava pietà gia verso le 13! Ma il terrore vero si concentrava su un altro punto del mio corpo: i capelli! L’incubo di vedermi riflessa in una pozzanghera con un’acconciatura tipo Jakson Five anni 70, avanzava nel mio inconscio e si concretizzava lentamente sulla mia chioma piastrata, antifrizzata, laccata, e macumbata! Beh! Per farla breve, tutto ciò non è avvenuto. Io ero sempre liscia anche alle cinquedelpomeriggio, il pranzo è stato fantastico ed il tempo ci ha concesso almeno un break nei momenti cruciali dei trasferimenti. Il celebrante depresso e sconsolato è stato più che all’altezza, brillante e delizioso. La giornata, insomma, è stata una vera, allegra e bella festa. Un Eppi-matrimonio insomma! Ma d’altro canto, Eppifemili chiama Eppiuedding, no??!!

Ecco ci siamo…

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….e speriamo di non andare a finire così…

Opera consolatrice…

tradimentoOggi l’Eppifemili ha dovuto affrontare un’emergenza. Chi di voi non ha mai avuto un amico distrutto dal dolore per una delusione, che ti piomba in casa, sbracandosi sul divano ed emettendo gemiti intermittenti a sospiri? Penso tutti. E certamente anche io. Nel qual caso, il soggetto in questione è il mio migliore amico (praticamente un fratello acquisito) che ho sempre avuto il piacere di raccattare col cucchiaino alla fine di ogni disastrata vicenda amorosa; i primi accadimenti, risalgono alla preistoria della nostra adolescenza. Il piccolo dettaglio è che tutto ciò è avvenuto esattamente 48 ore prima del fatidico “si”, proprio a lui, il celebrante! L’altro dettaglio è che una prova-fedi-matrimoniali-con incisa data e tutto il resto, bla, bla, bla, si è trasformata in una seduta psicanalitica vera e propria con annesso  aperitivo a base di spumantino + sbornietta pomeridiana. Il bello è che fortunatamente, le nostre sventure non sono mai coincise e questo ha consentito l’innesco di un meccanismo consolatorio micidiale. In pratica, quando io sto bene, lui no; e quando a lui va tutto alla grande, io sto sotto a un treno. Risultato: avere sempre una spalla forte su cui accasciarsi senza il minimo ritegno né dignità. Questa volta mi pare grave. E’ come se un camion con rimorchio fosse passato a 350 km orari sulla sua schiena. Brutta faccenda che fortunatamente non ha offuscato il suo rinomato e tagliente  humor inglese. Ma è proprio vero che you don’t know what you got till it’s gone? Qualcuno diceva  che la vita non è altro che un brutto quarto d’ora, composto da momenti squisiti. Ma sappiamo davvero renderci conto di quando questi momenti squisiti arrivano? Oppure li percepiamo solo quando sono svaniti, andati, puff! evaporati. Paranoie esistenziali a parte, ho ravanato a fondo, con il famoso cucchiaino, nel cuore dello sventurato e… saranno state le bollicine oppure le cazzate che uscivano a valanga dalle nostre bocche, ci siamo fatti un sacco di risate. Ne deduco che, anche se la situazione rimane quella che è, e ci si vorrebbe gettare dal ponte con la classica pietra gigante attaccata al collo…beh! la vita ti riserva sempre dietro l’angolo una piccola inaspettata sorpresa. Non la pensate anche voi così?

confettif Ma voi lo sapevate che per certe occasioni si devono utilizzare solo ed esclusivamente (con le E maiuscola) alcuni colori?! Il nero manco a pensarlo….il rosso poi fa cafone. Come i diamanti sopra i 50, diceva la mitica Audrey. Rimane il sempiterno bianco, oppure un distinto color panna. Delicatissimi! Lo so, direte voi. So’ problemi…Starete sicuramente pensando che è il tunnel che piano piano avanza…mi compatite? beh! Mi pare evidente che se lo fate, vuol dire che non ci siete mai passati. Sono sicura di suscitare tenerezza e condivisione in tutti coloro (se mai ci saranno) che leggeranno queste righe sconclusionate. So perfettamente che non ne uscirò viva…Ma è proprio a questo punto che scatta, oltre al mal di testa, l’intraprendenza della mamma tuttofare, la quale, escogitando un compromesso fra la figlia sciroccata e la bombonierista titubante, realizza il miracolo. Ne esce un delizioso, microscopico, allegro mucchietto di mini oggettini colorati; fra questi anche un piccolo fiocco nero. Bombonierista titubante, tu m’hai provocato e io ti ho sconfitta!

b394228348a0e7cd1098e010l Ora io mi chiedo: dopo aver trascorso la mattinata ad imbustare, incollare, impilare e centrare etichette sull’ Eppi-bomboniera (che consiste in un cd con due lati virtuali in cui sia io che Homo Sapiens abbiamo inserito le nostre songs preferite di sempre) mi sono bloccata per un istante in un vuoto temporale pneumatico.

Ma vi pare possibile che la mia prima canzone si intitoli Lie in Our Graves e quella di Homo Used to love her (continua con “But I had to kill her”)??

Credo che il vuoto pneumatico sarebbe venuto a chiunque….è un segno? Un monito? Una predizione? Possibile che non ce ne siamo resi conto? Cosa direbbe il caro vecchio Sigmund di fronte a cotanta ostinazione autodistruttiva?! Beh! Io continuo ad imbustare che ho quasi finito, ma il tarlo in testa rimane…Axel, ti prego, salvaci tu!

funny_weddingcakethingies3E la storia inizia qui.  Nei giorni prima del nostro matrimonio al quale in pratica non è stato invitato nessuno. Che quindi poi in teoria, cosa lo facciamo a fare? E tutti a dire: ma chi te lo fa fare (cioè quelli che si sono già sposati). Finora ti eri salvata! E io che dentro di me penso: ma a voi chi ve l’ha fatto fare allora? E tutti sempre a dire: ma dove andate per il viaggio di nozze. E io: ma… non sappiamo ancora; credo che lo faremo più in là. E altri a dire: ma come sarà il vestito. E io: …bla, bla, bla. Capisco “quelli che gli viene il panico il giorno prima” ! Con tutte le micro domandine ansiogene modello goccia cinese, che tutto il mondo intorno, girando vorticosamente,  ti pone…meno male che noi abbiamo fatto un passetto indietro. E ci siamo trovati fuori dal vortice. E lo abbiamo guardato girare divertiti. Ah! Ah! EPISODIO TIPO: l’altro giorno siamo andati a prenotare un posto per mangiare dopo il grande evento, dove in pompa magna ci dirigeremo con fare carovanesco, noi davanti e tutto il micro-cucuzzaro in linea a seguire…non è così che si fa di solito? Comincia la signora: “c’è la scelta fra 750 primi fra cui dovete sceglierne 2; 333 secondi fra i quali ne prediligerete uno. I dolci li preferite a buffet oppure al tavolo? le sedie con il vestitino o senza?”. Io pallida, guardo Homo Sapiens con occhio pallato. Lui, fingendo un atteggiamento scaltro e consapevole, sprizza sicurezza da ogni capillare dell’occhio iniettato di sangue per aver dormito due ore. Fa il vago. Lo so che fa il vago. L’ho beccato. Io titubo intimidita e sotterrata da quella valanga di punti interrogativi che mai avranno una risposta (almeno non una risposta consapevole). Guardo la signora che mi siede davanti con fare rassicurante. Un pò la compatisco perchè so che non avrà da noi le risposte che si aspetta. La guardo: le sue unghie hanno una french da fare invidia alla Clerici. Chissà se è la moglie del proprietario che ha scalato le classi sociali, ponendosi prorompentemente al top della gerarchia del Casale Santa Costanza. Ha l’aria così rassicurante. “E la torta, la volete rotonda o quadrata, a millefoglie o crostata di frutta?” Magari è diventata mamma giovane, realizzando il sogno di tutta la famiglia…e poi… Mentre ero immersa in queste mie fantasie visionarie, sento una voce che dall’altro mondo parallelo in cui mi ero per un attimo assentata, mi catapulta nuovamente nello spazio-tempo matrimoniale: “Sicuramente come primo voglio le tagliatelle al sugo di cinghiale” – pausa di orrore e gelo – “Ma, le suggerisco però una pasta corta, più adatta alla cerimonia, sa, per via dei vestiti che possono macchiarsi” E Homo, di tutta risposta: ” Ma siccome il matrimonio è mio, io  li faccio macchiare e gli faccio mangiare le tagliatelle!” Lei abbozza una risatina pensando di avere a che fare con due amebe extraterrestri, anche un pò stupide, a dirla tutta. Insomma per farla breve, siamo usciti da lì con una maggiore consapevolezza della nostra cronica impossibilità di confrontarci con alcune realtà convenzionali, un pò basiti e soprattutto con un atroce dilemma: le sedie, loro, avranno i vestitini oppure no?