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honest_awardE’ incredibile.
Qualcuno ha deciso di insignirmi del
FANTASTICO
MERAVIGLIOSO
STRABILIANTE
INCOMMENSURABILE
premio The Honest Scrap Award!
La responsabile di tale operato è mammYX nonché l’artefice del fantastico

nonhovalentina

Il premio funziona così:

Condizioni del premio: raccontate ai vostri lettori 10 cose che si sappiano o meno di voi ma che sono vere. Indicate dieci persone che hanno diritto al premio e siate sicuri di far loro sapere che sono stati contrassegnati (un breve commento sul loro blog andrà bene). Non dimenticate di collegarvi di nuovo al blogger che vi ha premiato.

E quindi, come da copione, eseguo il compito e vado ad
elencare le mie 10 cose.

PRIMA COSA:
sono a dieta dalla tenera età di 14 anni.
Ho alternato periodi di magrezza assoluta
a periodi di totale normalità.
In ogni caso, in pratica posso tranquillamente affermare
che sono AFFAMATA DA UNA VITA.

SECONDA COSA:
Ho da sempre la fobia delle farfalle.
Si. Avete capito bene. Quelle leggiadre, colorate e delicate
creaturine che tutti adorano.
Se poi sono falene, c’è la seria possibilità
che io cominci a saltare a destra e a manca urlando come un’invasata
nel bel mezzo di una macumba.
Per capirci: se mi passa a due centimetri un topo, un serpente,
un facocero namibiano,opure un triceratopo del cretaceo , io non batto ciglio.
Ma se avvisto a 10 metri da me una simpatica e colorata farfallina
io divento tipo la sposa cadavere e vado lunga per terra.

TERZA COSA:
Sono assolutamente incapace di stare senza fare nulla
per più di 10 minuti.
Quando sono molto ma molto stanca, decido che è tempo di riposo.
Allora mi apparecchio bel bella, magari sul divano, decisa a non
muovere un muscolo eccetto quello dell’indice per cambiare canale
sul telecomando.
Mi prendo da bere; qualcosa da sgranocchiare. Poi mi guardo intorno.
Dopo che mi sono guardata intorno, mi riguardo intorno.

Mi faccio un paio di domande. Mi do qualche risposta. Penso a due, tre cosette.
Poi mi chiedo: e ora che faccio?
A quel punto, easusta e stressata più di prima, mi
alzo e mi invento qualcosa. Sono irrecuperabile.

QUARTA COSA:
Adoro la mia Eppi-dog. Incondizionatamente e senza riserve. La vizio e la rivizio.
La coccolo e la ricoccolo. La sbaciucchio e la risbaciucchio.
Il problema sorge quando le parlo e mi aspetto pure che lei mi risponda.

QUINTA COSA:
Sono una irecuperabile puntuale. Embè? Direte voi. Embè, vi dico io, in un mondo di gente che ti fa sempre aspettare almeno un quarto d’ora ad ogni appuntamento, il fatto di spaccare il secondo è una notevole fonte di stress.
Se poi si considera che quando voglio fare la figa (e farmi attendere a qualche appuntamento) succede che il traffico svanisce nel nulla, o che becco il parcheggio proprio di fronte alla mia destinazione, divento anche una puntuale involontaria. Il quel caso aspettare il tizio o la tizia di turno mi fa incavolare ancora di più.

SESTA COSA:
ore 9:00 am: “Mamma buongiorno come stai?”
ore 10:00 am: “Ah, scusa mamma. Mi potresti ripetere che strada devo fare per arrivre a XXXX?”
ore 12:35 pm: “Si. Ciao mamma. Scusa ancora. Ho dimenticato di chiederti se puoi passare in studio più tardi”
ore 3:00 pm: “Mamma! Non potrai mai immaginare che mi è successo poco fa…”
ore 6:00 pm: “Ma per cena stavo pensando di fare….”
ore 8:00 pm: “Buonanotte mamma. A domani”
…E che ci volete fare? Sono figlia unica.

SETTIMA COSA:

Essendo io disordinata, non paga di ciò, ho pensato bene di fare la botta di matto e sposare uno che è come me ma moltiplicato per 30. Della serie “masochismo in età contemporanea“. Poi ci credo che Aldonsa se ne va in vacanza!

OTTAVA COSA:
Amo viaggiare. Se poi durante il viaggio si soffre un po’ per la fame, la sporcizia, gli spostamenti interminabili, le attese infinite, la mancanza di prenotazioni…beh! Allora per me è proprio una vacanza DA PAURA!

NONA COSA:
In 18 anni che possiedo Fiorello il motorello (adorato
Honda SH del 91 di cui ho già parlato a lungo in un precedente post),
non l’ho MAI, E DICO MAI, E SOTTOLINEO MAI….LAVATO.
Mi vergogno da sola. Grazie.

DECIMA COSA:
Non so leggere i sottotitoli dei film perchè, sapendo di avere poco
tempo a disposizione prima che cambino,
mi emoziono e vado in tilt.
Questo è stato uno dei motivi principali per cui
mi sono impegnata seriamente e ho imparato le lingue.
Lo so. Non sono normale. Arigrazie.

Detto ciò, insignisco dell’autorevole premio The Honest Scrap Award:

http://www.tendallegra.blogspot.com/ : perchè come usa il lucidalabbra lei, non ce n’è. Ma soprattutto perchè la considero la mia sorellina di penna. Grazie Tendaaaa!

http://donnaemadre.wordpress.com/ : perchè la mia esistenza virtuale senza i suoi commenti non avrebbe senso.

http://ginocchiaapunta.splinder.com/ : perchè è per me il simbolo del genio e sregolatezza. Lo adoooooro!

http://scientificamente.wordpress.com/ : perchè le sue “elaborazioni” servono davvero un po’ a tutti noi che lo leggiamo.

http://ilmondodiarthur.wordpress.com/ : perchè, lui lo sa, è semplicemente delizioso.

http://www.mammaimperfetta.it/ : perchè è come una cara amica. Sai che c’è.

http://stellasolitaria.wordpress.com/ : come si f a stare senza una stella?!

http://www.tuttodoppio-gemelli.it/ :  doppio di tutto, compresa la simpatia.

http://comicheincassa.splinder.com/ : quando una è intelligente va premiata cavolo!

http://se-telefonando.blogspot.com/ : dulcis in fundo !

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La lista della spesa.

grocery_list_cFacciamo un piccolo passo indietro.

Alcuni giorni prima di partire, quando era ancora bloccato a letto per il mal di schiena, Homo mi chiede, vedendo che sto per uscire, di comprargli un paio di cosette.

Alcune per l’imminente partenza.

Altre semplicemente per ammazzare il tempo dalla sua postazione “inchiodata al letto” (della serie “Homo non deve morire”).

Mi porge dunque un fogliettino ben scritto ed ordinato con la lista della spesa.

Vado a riportare ciò che elencava:

– due scatole di Toradol (antinfiammatorio: logico).

– due di Omeprazene (gastroprotettore: scontato).

– tre scatole di Bentelan da 1 mg (cortisone: indispensabile).

– un pacchetto di siringhe da 2 ml (ovvie).

– due confezioni di Vigorsol (oneste).

– un barattolo di yogurt alla banana (rinfrescante).

– Playboy (?@?!!?@).

…Ma uno normale no eh?!?

ps: i commenti fateli voi che io ancora rido.

182878Ma uno che ci va a fare in Sardegna se poi si ritrova:

– chilometri e chilometri di spiagge simil-caraibiche che a guardare verso l’orizzonte sembra di stare a Santo Domingo ma se ci si gira verso la terra si vedono migliaia di ombrelloni colorati con sotto altre migliaia di persone appanzall’aria.

– la signora Lucia vicina di ombrellone che alle trediciezerocinque esatte tira fuori dalla borsa frigo nell’ordine: LA PEPERONATA, GLI SPAGHETTI AL SUGO, LE MELANZANE ALLA PARMIGIANA E LA MACEDONIA DI FRUTTA che il bambino Paolino (undicenne di 820 chili) trangugia puntualmente con la massima nonchalance.

– palline proiettile provenienti dal tizio che gioca a racchettoni sulla battigia a 2 metri da te ma che, siccome è una schiappa, le manca tutte; risultato: ho il corpo pieno di lividini tondi che mi danno un simpatico aspetto di “zebra a pois”.

– una fila per il caffè di decine di assatanati che si affollano  inferociti nei pressi dell’unico bar della spiaggia di turno.

– un’altra simpatica fila per il parcheggio che, datosi che noi ce la prendiamo comoda ovvero ci presentiamo in spiaggia non prima delle 13:00 (emmica ci possiamo perdere le guest stars “Paolino e signora Lucia” in azione!), puntualmente troviamo a circa 2 km dalla spiaggia. Risultato: arriviamo vicino alla riva con un kiwi in bocca e le narici felpate.

Onestamente, se non fosse per il fatto che la spettacolarità del paesaggio mi ha con forza suggerito di tornarci in un calmo mese di giugno o settembre,

direi proprio che ci sono delle dinamiche sociali che mi sfuggono.

ps: bentrovati a tuttiiii!! A voi come sono andate le vacanze?

Ebbuonevacanze.

4363648Signori ecco le buone nuove di casa Eppi.

Dopo un periodo decisamente poco confortante in cui si sono succedute problematiche varie soprattutto legate alla schiena malandata del mio Homo, pare che la situazione si sia normalizzata.

Almeno sufficientemente per consentirci dieci giorni di vacanza.

Da vecchi.

Ospiti di alcuni amici, in Sardegna.

In casa; in modo che possiamo all’occorrenza far riposare Homo.

Vicino al mare; in modo da non avere spostamenti troppo traumatizzanti.

In Italia; in modo da favorire un rientro rapido ed indolore in caso di necessità.

Della serie: “manco mi’ nonno”.

Non vi sto a raccontare che metà della valigia è occupata da medicine.

Non vi sto neanche a raccontare che pare io non possa prendere il sole causa antibiotico che potrebbe riempirmi il corpo di macchie che manco la mucca Carolina. La qual cosa mi vedrà frequentare le spiagge solo nelle ore mattutine e bardata di scafandro e ombrello parasole.

Uno spettacolo imperdibile.

L’importante è che oggi si parte, salvo contrordini improvvisi.

Per il momento incrocio le dita.

Pure quelle dei piedi.

ps: buone vacanze a tutti voi. Grazie per il sostegno dimostrato in questi giorni. E’ pure probabile che vi becchiate qualche post direttamente dalla splendida Sardegna dato che la nostra vita sociale sarà pari a quella di Villa Arzilla nell’ora di punta.

la prima siringa…..

infermieraEbbene si. Dopo giorni e giorni di sedute psicologiche preparatorie, nonchè osservazioni attente dell’operato della signora Sofia  venuta  puntuale a casa a bucherellare il posteriore di Homo per 5 giorni…

ME SO’ LANCIATA.

O meglio, ho lanciato.

L’ago.

Proprio lì, dove generalmente non batte il sole.

Ma dove ora  batte una cifra  il nervo sciatico.

Dentro il mio cervello mi sono ripetuta venti volte la sequenza delle cose da fare.

La fronte imperlata di sudore, ho visto avvicinarsi il momento.

Ho caricato la siringa. Allontanato la mano.

Ho mirato con attenzione.

Velocemente la pelle di Homo si è avvicinata come in uno zoom al microscopio.

Più vicina.

Più vicina.

ZAC.

Fatta.

Per poco non sono svenuta.

Fortunatamente ciò che mi ha impedito di apparecchiarmi ai piedi del letto è stata la voce del mio medico curante al quale avevo chiesto il giorno prima:

“Scusa ma alla peggio, cioè se sbaglio, che succede?”.

Già immaginavo un’emorragia, un’embolo, un disastro insomma.

Mi vedevo vedova inconsolabile vestita di nero con impermeabilino lucido anni settanta e scarpe scamosciate nere con zeppa.

(E che cazzo! Quando una cià classe, cià classe sempre no?!)

Il dottore mi ha guardato e placido mi ha risposto:

.
“E che je succede? Je viene er bozzo!”.


Ohhhh Mister Chuck !

3718991556_b2321d7509Oggi più o meno il mio umore suona

così


ps: ho reso l’idea? A voi capita mai?

Aridaje

estate-romanaQuando fa tanto caldo, Roma è ormai semi vuota  e uno non sa proprio come ammazzare il tempo la sera, secondo voi che fa?

Gli altri non so.

Ma noi di Eppifemili (che siamo una cifra creativi) ce la spassiamo al pronto soccorso.

Eh si!

Per la serie “Ciarifanno“, proseguono le avventure di “Eppifemili Vs. il sistema sanitario nazionale”.

Anche detta “Estate Romana”.

Il clou dei nostri eventi mondani si svolge generalmente fra le due ore di ibernazione in sala d’attesa per l’accettazione e  le successive due ore sul lettino con la flebo accanto.

Fatto sta che ieri il povero Homo ha avuto di nuovo forti dolori alla schiena e io, vista la mia totale impotenza di fronte alla situazione, ho pensato bene di chiamare il 118 e farlo portare all’ospedale.

Ci siamo fatti un bel giretto panoramico in ambulanza (per noi il primo in assoluto).

Esperienza interessante che ci ha dato modo di vedere Roma by night decisamente con una diversa prospettiva.

Arriviamo al pronto soccorso.

Un altro questa volta perchè mica siamo ripetitivi noi!

Io ovviamente a quel punto mi aspetto, ANZI PRETENDO che arrivi Doctor George Clooney in persona ad accoglierci.

Cazzo! Almeno un lato positvo ci deve essere.

Peccato che mi ritrovo davanti Danny de Vito  che dal suo metro e cinquanta (suole di scarpe comprese) ci annuncia che:

la terapia fatta finora è tutta sbagliata;

che non è servita a niente la somministrazione dei farmaci;

che ora gli fanno un forte antidolorifico e che ha solo bisogno di massaggi in quanto trattasi di una brutta contrattura muscolare;

last but not least, che me lo fanno riportare a casa in un paio d’ore.

Tuttapposto.

Alle ore 3 del mattino sono ancora in sala di attesa e nel frattempo ho il piacere di fare la conoscenze nell’ordine di:

– signore pugliese di 88 anni che orbita nelle sale d’attesa dalle ore 17:45 con un sospetto mal di pancia; è in attesa che qualcuno lo assista. Ma dato che ha tutta l’aria di non passarsela proprio male, i dottori continuano ad ignorarlo. Anche lui evidentemente ama L’Estate Romana.

– professore universitario con enormi scarpe nere a forma di palla di modello non precedentemente catalogato, accompagnato da figlio. Lui si, fico.

– ragazza con coliche renali dagli occhi sorridenti che da 4 ore attende il risultato delle analisi del sangue e alla quale  è stato appena diagnosticato di essere semplicemente… piena di feci. Poi dice che il sistema sanitario italiano non funziona.

Insomma dicevo alle 3 passate del mattino vedo in lontananza come un miraggio.

Ma si! E’ Homo (entrato in barella) che esce dalla sala sui suoi piedi e piuttosto in forma.

In realtà pare che si sia fatto 3 canne consecutive di quella buona. Ma deve essere l’effetto dell’antidolorifico.

Pare che la nuova terapia (giusta stavolta) sarà risolutiva e sta gia producendo i suoi effetti.

In quel momento penso che forse quella sarebbe stata l’ultima notte al pronto soccorso per un bel pezzo.

Ma quello che non so è che non sono l’unica persona che ha elucubrato riflessioni lamentose nelle precendenti 4 ore.

Mentre imbocchiamo il corridoio, quando già posso vedere la porta di uscita dell’ospedale, compare un’infermiera arruffata e affaticata sulla quarantina che trascina un lettino sul quale giace una signora strombazzante.

Mi guarda e, con voce che rimbomba in tutti i corridoi ormai semideserti, fa:

“Me vojo fa’ trasferì al reparto rianimazione. Almeno quelli non parlano”.