Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Homo’

grocery_list_cFacciamo un piccolo passo indietro.

Alcuni giorni prima di partire, quando era ancora bloccato a letto per il mal di schiena, Homo mi chiede, vedendo che sto per uscire, di comprargli un paio di cosette.

Alcune per l’imminente partenza.

Altre semplicemente per ammazzare il tempo dalla sua postazione “inchiodata al letto” (della serie “Homo non deve morire”).

Mi porge dunque un fogliettino ben scritto ed ordinato con la lista della spesa.

Vado a riportare ciò che elencava:

– due scatole di Toradol (antinfiammatorio: logico).

– due di Omeprazene (gastroprotettore: scontato).

– tre scatole di Bentelan da 1 mg (cortisone: indispensabile).

– un pacchetto di siringhe da 2 ml (ovvie).

– due confezioni di Vigorsol (oneste).

– un barattolo di yogurt alla banana (rinfrescante).

– Playboy (?@?!!?@).

…Ma uno normale no eh?!?

ps: i commenti fateli voi che io ancora rido.

Read Full Post »

4363648Signori ecco le buone nuove di casa Eppi.

Dopo un periodo decisamente poco confortante in cui si sono succedute problematiche varie soprattutto legate alla schiena malandata del mio Homo, pare che la situazione si sia normalizzata.

Almeno sufficientemente per consentirci dieci giorni di vacanza.

Da vecchi.

Ospiti di alcuni amici, in Sardegna.

In casa; in modo che possiamo all’occorrenza far riposare Homo.

Vicino al mare; in modo da non avere spostamenti troppo traumatizzanti.

In Italia; in modo da favorire un rientro rapido ed indolore in caso di necessità.

Della serie: “manco mi’ nonno”.

Non vi sto a raccontare che metà della valigia è occupata da medicine.

Non vi sto neanche a raccontare che pare io non possa prendere il sole causa antibiotico che potrebbe riempirmi il corpo di macchie che manco la mucca Carolina. La qual cosa mi vedrà frequentare le spiagge solo nelle ore mattutine e bardata di scafandro e ombrello parasole.

Uno spettacolo imperdibile.

L’importante è che oggi si parte, salvo contrordini improvvisi.

Per il momento incrocio le dita.

Pure quelle dei piedi.

ps: buone vacanze a tutti voi. Grazie per il sostegno dimostrato in questi giorni. E’ pure probabile che vi becchiate qualche post direttamente dalla splendida Sardegna dato che la nostra vita sociale sarà pari a quella di Villa Arzilla nell’ora di punta.

Read Full Post »

infermieraEbbene si. Dopo giorni e giorni di sedute psicologiche preparatorie, nonchè osservazioni attente dell’operato della signora Sofia  venuta  puntuale a casa a bucherellare il posteriore di Homo per 5 giorni…

ME SO’ LANCIATA.

O meglio, ho lanciato.

L’ago.

Proprio lì, dove generalmente non batte il sole.

Ma dove ora  batte una cifra  il nervo sciatico.

Dentro il mio cervello mi sono ripetuta venti volte la sequenza delle cose da fare.

La fronte imperlata di sudore, ho visto avvicinarsi il momento.

Ho caricato la siringa. Allontanato la mano.

Ho mirato con attenzione.

Velocemente la pelle di Homo si è avvicinata come in uno zoom al microscopio.

Più vicina.

Più vicina.

ZAC.

Fatta.

Per poco non sono svenuta.

Fortunatamente ciò che mi ha impedito di apparecchiarmi ai piedi del letto è stata la voce del mio medico curante al quale avevo chiesto il giorno prima:

“Scusa ma alla peggio, cioè se sbaglio, che succede?”.

Già immaginavo un’emorragia, un’embolo, un disastro insomma.

Mi vedevo vedova inconsolabile vestita di nero con impermeabilino lucido anni settanta e scarpe scamosciate nere con zeppa.

(E che cazzo! Quando una cià classe, cià classe sempre no?!)

Il dottore mi ha guardato e placido mi ha risposto:

.
“E che je succede? Je viene er bozzo!”.


Read Full Post »

estate-romanaQuando fa tanto caldo, Roma è ormai semi vuota  e uno non sa proprio come ammazzare il tempo la sera, secondo voi che fa?

Gli altri non so.

Ma noi di Eppifemili (che siamo una cifra creativi) ce la spassiamo al pronto soccorso.

Eh si!

Per la serie “Ciarifanno“, proseguono le avventure di “Eppifemili Vs. il sistema sanitario nazionale”.

Anche detta “Estate Romana”.

Il clou dei nostri eventi mondani si svolge generalmente fra le due ore di ibernazione in sala d’attesa per l’accettazione e  le successive due ore sul lettino con la flebo accanto.

Fatto sta che ieri il povero Homo ha avuto di nuovo forti dolori alla schiena e io, vista la mia totale impotenza di fronte alla situazione, ho pensato bene di chiamare il 118 e farlo portare all’ospedale.

Ci siamo fatti un bel giretto panoramico in ambulanza (per noi il primo in assoluto).

Esperienza interessante che ci ha dato modo di vedere Roma by night decisamente con una diversa prospettiva.

Arriviamo al pronto soccorso.

Un altro questa volta perchè mica siamo ripetitivi noi!

Io ovviamente a quel punto mi aspetto, ANZI PRETENDO che arrivi Doctor George Clooney in persona ad accoglierci.

Cazzo! Almeno un lato positvo ci deve essere.

Peccato che mi ritrovo davanti Danny de Vito  che dal suo metro e cinquanta (suole di scarpe comprese) ci annuncia che:

la terapia fatta finora è tutta sbagliata;

che non è servita a niente la somministrazione dei farmaci;

che ora gli fanno un forte antidolorifico e che ha solo bisogno di massaggi in quanto trattasi di una brutta contrattura muscolare;

last but not least, che me lo fanno riportare a casa in un paio d’ore.

Tuttapposto.

Alle ore 3 del mattino sono ancora in sala di attesa e nel frattempo ho il piacere di fare la conoscenze nell’ordine di:

– signore pugliese di 88 anni che orbita nelle sale d’attesa dalle ore 17:45 con un sospetto mal di pancia; è in attesa che qualcuno lo assista. Ma dato che ha tutta l’aria di non passarsela proprio male, i dottori continuano ad ignorarlo. Anche lui evidentemente ama L’Estate Romana.

– professore universitario con enormi scarpe nere a forma di palla di modello non precedentemente catalogato, accompagnato da figlio. Lui si, fico.

– ragazza con coliche renali dagli occhi sorridenti che da 4 ore attende il risultato delle analisi del sangue e alla quale  è stato appena diagnosticato di essere semplicemente… piena di feci. Poi dice che il sistema sanitario italiano non funziona.

Insomma dicevo alle 3 passate del mattino vedo in lontananza come un miraggio.

Ma si! E’ Homo (entrato in barella) che esce dalla sala sui suoi piedi e piuttosto in forma.

In realtà pare che si sia fatto 3 canne consecutive di quella buona. Ma deve essere l’effetto dell’antidolorifico.

Pare che la nuova terapia (giusta stavolta) sarà risolutiva e sta gia producendo i suoi effetti.

In quel momento penso che forse quella sarebbe stata l’ultima notte al pronto soccorso per un bel pezzo.

Ma quello che non so è che non sono l’unica persona che ha elucubrato riflessioni lamentose nelle precendenti 4 ore.

Mentre imbocchiamo il corridoio, quando già posso vedere la porta di uscita dell’ospedale, compare un’infermiera arruffata e affaticata sulla quarantina che trascina un lettino sul quale giace una signora strombazzante.

Mi guarda e, con voce che rimbomba in tutti i corridoi ormai semideserti, fa:

“Me vojo fa’ trasferì al reparto rianimazione. Almeno quelli non parlano”.

Read Full Post »

noia

Ero pronta, con la testa che mirava il muro per iniziare a dare una serie di capocciate di disperazione dovute allo stress, alla noia, al caldo, al ritiro in casa forzato per assistere il povero Homo incriccato, QUANDO il mio angelo custode Master mi chiama e mi dice che passerà in serata per portarmi fuori a prendere un aperitivo e poi dirottare verso casa per cenare tutti insieme.

Si presenta alle 9.

Lo saluto mentre mi si illuminano gli occhi.

Se si considera che la vita sociale di Eppifemili in questi giorni raggiunge il picco massimo alle 10:30 quando l’infermiera viene a fare le punture a Homo, si può ben intuire il mio stato d’animo nel vedere una faccia amica.

Sto per chiudere la porta di casa ma lui mi fa:

Aspetta che C. sta salendo le scale“.

“Come C.?! Ma non era a casa con un piede ingessato?!”

“Si. Infatti è con le stampelle, ma ora riesce a camminare. Me lo so’ caricato sulla vespa e te l’ho portato”.

C. arriva sulla soglia con stampelle, pedalo tribanda bianco RIGOROSAMENTE SENZA SCARPA e incarnato pallido.

Si sbraca sul divano proprio accanto a Homo che giace ancora semi-immobile e dolorante.

Io e Master decidiamo di scendere per prendere delle pizze e lasciamo i due infermi in casa.

Tanto do’ vanno conciati così?

“Ok ragazzi. Io non mi porto nulla. Neanche le chiavi. Tanto mi aprite voi.”

Appena finito di pronunciare queste parole, mi giro e guardo la scena: uno sdraiato supino sul divano con un milione di cuscini a sostenere muscoli doloranti.

L’altro seduto con una gamba alzata poggiata sul tavolo e le stampelle accanto, manco fossero le sue migliori amiche.

Per la serie: “scene che non avremmo mai voluto vedere: immobilità assoluta la vendetta“.

Mi rendo conto di avere appena detto una cazzata:

“Come non detto. Le chiavi me le porto dietro”.

Read Full Post »

emergency_3Continuano le tragicomiche avventure di Eppifemili.

Ieri ci hanno visti protagonisti di una fantomatica nottata.

Homo colpito da un improvviso quanto lancinante dolore alla schiena.

Decidiamo: destinazione pronto soccorso.

In questo strano movimento di cose e persone, Eppi-dog ci guarda basita.

Secondo me pensa con l’unico neurone che le gravita nel micro cervello, che stiamo cercando la sua palletta defunta.

Usciamo barcollanti.

Carico Homo sul maggiolone blu elettrico del ’72 che è parcheggiato sotto casa.

Già a quel punto sembriamo Totò e Peppino.

Arrivo sgommando all’ospedale.

Il tizio della guardiola mi scruta.

Guarda Homo ricoperto di tatuaggi e coi capelli lunghi.

Poi guarda la macchina che pare uscita da un film anni 70.

Poi, splendido, mi fa:

“Scusi! Dove crede di andare lei? Mica c’è una festa qui!“.

Senta, mio marito non può muoversi. Lo devo portare al pronto soccorso. E’ urgente“.

Mi scruta di nuovo con l’aria di chi sa che sto dicendo una cazzata, ma mi lascia passare e pontifica:

“Lo scarichi e poi parcheggi la macchina fuori”. Ma che è una cassetta di zucchine?! Stiamo forse ai mercati generali?

Eseguo e riparto di corsa.

Ovviamente le probabilità di trovare un parcheggio di domenica notte a Trastevere sono pari allo 0,00000001 %.

Ne deduco che faccio prima a riportarla sotto casa (a pochi passi per fortuna) nella speranza di trovare quello che ho appena lasciato.

E infatti lo ritrovo.

Che culo.

Riparto di corsa alla volta del pronto soccorso, questa volta a piedi.

La cameriera amica del ristorante sotto casa mi vede, mi  saluta e poi mi da il colpo di grazia dicendomi:

“Bella lei! Io lavoro e lei se va a divertì!”.

Che amica.

Read Full Post »

paint_0Credeteci o no.

Scommetteteci o no.

Ma ve lo dico: ormai viviamo quasi in una casa normale.

La novità della settimana è che (tenetevi forte) abbiamo un letto!

Si perchè è vero che avevo fatto l’affarone del secolo dal rigattiere (il Conte di Fersen de Noantri per chi ricorderà) accaparrandomi un fantastico letto vintage, ma è anche vero che al suddetto letto mancava la struttura con le doghe.

Conseguenza: abbiamo dormito per due settimane con i materassi a terra ma insieme ad una meravigliosa spalliera stile Maria Antonietta e un fantastico mal di schiena.

Che stile!

Certo coi materassi sbattuti per terra, tutto sembravo tranne che la regina di Francia. Direi anzi che assomigliavo più che altro a Cenerentola.

Ma prima della zucca trasformata in carrozza.

O, ancor peggio, ero tutta Jessica Fletcher quando si sveglia la mattina a Cabott Cove.

Ma ora abbiamo compiuto grandi passi in avanti: abbiamo acquistato la parte mancante del letto.

Abbiamo spacchettato gran parte degli scatoloni; abbiamo liberato aree sconosciute della casa dove regnava incontrastato il fantastico mondo di Quark; abbiamo concentrato gli ultimi rimasugli di disorganizzazione in un angolo, in modo da non dare troppo nell’occhio.

E per finire, con mia grande soddisfazione abbiamo preso una sofferta e discussa decisione: dipingere o meno l’armadio della camera da letto.

E’ stato deciso per un fantastico “verde relax” che richiamasse il colore della  testiera del letto.

Dopo una tavola rotonda con Homo, mazzetta dei colori e caffé in mano, vado a comprare le vernici della tonalità prescelta.

Non sapevo dell’esistenza di ben 578 tonalità diverse di verde.

Mi apparecchio manco fossi il capo cantiere del nuovo stadio di Hong Kong, preparo i pennelli e studio le istruzioni per la diulizione del composto.

Ho deciso che me ne occuperò io. Solo io. Non voglio interferenze da parte di nessuno poichè “sono esperta”  e queste cose mi danno tanta soddisfazione.

Mi confronto con aria di sfida con l’immensa parete candida.

Michelangelo davanti alla Cappella Sistina era sicuramente meno motivato di me.

Ho con me i miei amici scala, bandana e ventilatore.

Sono armata di buoni propositi e di una determinazione senza precedenti.

Tempo 4 ore, finisco il capolavoro.

Ho i capelli verdi e il viso a pois.

Ma questo non è che un dettaglio.

Mi guardo il mio armadio “nuovo” da lontano.

Lo rimiro. Lo amo.

Suona Master che passa casualmente in zona.

Entra in camera per salutarmi, guarda la mia opera e fa:

“Ah che bello! Avete fatto l’armadio verde pisello!”

Voglio ucciderlo in questo istante ma poi penso che forse è daltonico.

Read Full Post »

shih-tzuAlcuni giorni fa, durante il mio volontariato su internet per favorire le adozioni dei cani di canile, mi imbatto nella sorella gemella di Eppi-dog. Solo molto più vecchia e sfortunata.

Infatti i suoi ex proprietari hanno pensato bene di abbandonarla in mezzo a una strada e mollarla lì. Indi, la mala sorte, non paga, ha fatto si che la poverina venisse buttata in un canile sanitario dove verte in condizioni pietose tanto che pare un’intricata palla di nodi.

E allora vi domando: come? Come posso io lasciarla lì in canile a morire di stenti e solitudine? In pratica è la nonna di Eppidog?!?! Siamo praticamente parenti!!

Vi premetto che sono mesi che presso incessantemente Homo nel disperato tentativo di adottare un altrettanto disperato “caso canino“.

Vi giuro, me ne capitano a centinaia.

Giustamente lui, considerando la contrarietà di mia madre (alla quale santa donna viene appioppata Eppi-dog ogni qualvolta noi si parte per le vacanze) e considerando la nostra vita alquanto irregolare al momento…spegne i miei slanci umanitari e mi rimanda a casa con un bel RESPINTO in fronte.

Effettivamente se fosse per me a quest’ora ne avremmo 200 di cani!

MA.

IN QUESTO CASO C’E’ UN MA.

Facendo leva sull’amore incondizionato di tutti per Eppi dog, compreso quello di  mia madre che non vede l’ora che noi partiamo per spupazzarsela un po’ (si, lo so, tocca farle un nipotino sennò esce matta!);

dicevo facendo leva su ciò, ho cominciato prima con delicatezza e poi  come un trattore impazzito, a insinuare l’argomento.

Mentre ieri eravamo dal parrucchiere con assoluta nonchalance, la santa donna pronuncia la seguente frase lasciandomi a bocca aperta:

“Eppi, ma allora dimmi: come si chiama il mio nuovo cagnolino?”

Per poco non mi ribalto dalla sedia del lavaggio.

Read Full Post »

doctor2214627c9qk8“Pallonaro” indica a Roma colui il quale è specializzato nel raccontare cose non propriamente vere, con la tendenza megalomane all’esagerazione.

I Pallonari nella fattispecie saremmo, mancoadillo, io e Homo.

Scena: io e Homo proprio nei giorni del trasloco abbiamo una missione: fare delle analisi del sangue.

Sveglia alle 6 del mattino.

Praticamente un cataclisma.

Destinazione: centro ricerche subito fuori Roma.

Arriviamo, in un caldo già torrido, muniti di ben 11 ricette mediche appositamente preparate da amico medico.

Lista degli esami di controllo da fare: infinita.

Si prevedono problemi e turbolenze, causa totale insufficienza di sonno. Tuttapposto.

Quattro occhi pallati si aggirano per i corridoi del bianchissimo centro ricerche, cercando di capire dove cavolo direzionarsi in un posto che sembra uscito da un film di fantascienza ambientanto nel 2500.

Arranchiamo allo sportello del pagamento ticket e la cassiera, dopo aver dato una rapida occhiata alle prescrizioni mediche, alza lo sguardo verso ‘sti du’ fenomeni che si ritrova davanti e impallidisce.

Ma no, signori! Questa non è possibile!

“Come scusi?” faccio io cercando di darmi un contegno. Assolutamente non credibile.

“Ma quante ne ha messe di prescrizioni per ciascuna ricetta il suo medico? Ma sono troppe! Ma che non lo vede!??! Non si puo fare! Dovete tornare un’altra volta.”

Io panico. Occhi con la lacrimuccia di Hello Spank quando urlava Iaiaaaa!

Devo averla commossa e mi fa impietosita:

Aspetti che chiamo la dottoressa e vediamo se qualche medico di qui le può gentilmente trascrivere di nuovo”.

Arriva la dottoressa (peraltro gentilissima).

Ma chi è questo fenomeno che vi ha preparato le ricette? Guardate che è impossibile!  Ma che non lo sa che si devono frammentare?!!”.

Alla fine, dopo due ore di tentativi e di attesa, durante le quali noi abbiamo decisamente l’aspetto di un soufflé afflosciato,  troviamo un’anima santa che ci riscrive il tutto e ci manda al prelievo.

A quel punto io, che già non ho fatto colazione, ciò 4 ore di sonno e pure un po’ di pressione bassa, temo di svenire in braccio all’infermiera.

Homo in tutto ciò è temporaneamente lobotomizzato ma vigile di fronte all’inesorabile avvicendarsi degli eventi.

Anche lui non è credibile ma fa decisamente il vago.

“Tutto a posto signori, passate alla stanza n. 10 per il colloquio con la dottoressa”.

E qui attenzione, perchè diamo davvero il meglio di noi stessi:

Dottoressa a Homo: “Lei fuma?”

Homo: “No”.

Lei barra con una crocetta nel modulo il quadratino “no”.

“Cioè, ho smesso”.

Alza lo sguardo inquisitore verso di lui: “Da quanto tempo?”

Da un anno”.

Se lo scruta con la faccia del professore che sta per cambiare voto sul registro. Cancella il “no” e barra impietosamente il “si”.

Prima umiliazione.

Dottoressa a Eppi dopo aver letto sulla prescrizione del mio medico (anche lui a questo punto decisamente pallonaro) la motivazione che mi spinge a fare queste analisi: “Perchè cistite in sospetta gravidanza?”

Io farfuglio qualcosa. Come faccio a dirle che mi serve una forte motivazione per ottenere il rimborso dell’assicurazione medica e che il medico ha appunto calcato un po’ la mano? Non sono in sospetta gravidanza anche se ho fastidiosi problemi di cistite ricorrenti.

“Beh!” faccio io “Sa! Siamo sposati da poco. Quindi non si sa mai…”

La dottoressa mi guarda con aria di compatimento. Sospetta che le abbia imbastito la cazzata, quindi si accanisce e va avanti nella sua investigazione.

Io ormai sono psicologicamente nel bel mezzo di un difficile esame universitario con di fronte un insegnante stronzo.

“Quando ha avuto l’ultimo ciclo?”

E io splendida: ” 21 giorni fa.

“E allora come fa ad essere sospetta gravidanza?”.

Seconda umiliazione.

Mi guarda con l’aria del professore che ormai ci ha rinunciato e che sta per mettere un 6 – – , e dice: “Va beh! Con voi ho finito. Andatevene pure”.

Secondo me alla fine del modulo, il responso che la dottoressa ha scritto è:

“OCCHIO A QUESTI DUE. AFFETTI DA GRAVISSIMA MALATTIA:

TRATTASI DI DUE INGUARIBILI PALLONARI”.

Read Full Post »

barbie-boa-rossoIeri sera bel, belle io e Eppi-dog ci prepariamo, acconciamo, sistemiamo, rassettiamo per andare a raccattare il “nostro” all’areoporto.

Dopo 3 giorni di assenza (sua) e di impacchettamenti (nostri) il mio sex appeal, in una scala da uno a dieci, poteva equivalere a due e tre quarti scarsino. Grazie.

Quindi potrete capire i lavori di restauro che ho dovuto metter su prima di uscire.

Robba che manco la Cappella Sistina!

Oltre tutto, ovviamente, quasi tutti i necessari strumenti di bellezza si trovano ormai sepolti e sigillati sotto montagne di scatoloni, irraggiungibili se non con una gru modello cantieri per grandi opere nazionali.

Dopo tutta ‘sta fatica, è ora di uscire.

Da fuori si sentono lampi fragorosi.

Eh già! Dimenticavo che ormai Roma si è praticamente trasferita ai Caraibi e non passa pomeriggio senza un signor nubifragio.

L’umidità è al 300% e i miei capelli, manco salgo in macchina, che si trasformano in un covone di paglia.

Nel viaggio scoppia l’Uragano Katrina. Viene giù di tutto: grandine, pioggia, imprecazioni.

Ovviamente sono in ritardo e il traffico da ponte estivo che si materializza lungo la strada, non aiuta. La situazione è sotto controllo.

Senzaltro.

Arriviamo finalmente.

Homo è lì da un’ora che aspetta.

Esco dalla macchina, madida di sudore, appiccicaticcia, col mascara colato e i capelli arruffati tipo barboncino Billy.

Lui mi guarda, mi bacia e mi fa: “Come sei bella”.

Devo proprio essergli mancata.

Read Full Post »

yoga_terraHomo è partito.

E’ andato fuori per qualche giorno per lavoro ed ha unito a questo una visita ad un amico che lo ospiterà.

Al nostro “professionista” infatti hanno pensato bene di fissare degli appuntamenti proprio la settimana prima del trasloco.
E’ praticamente un genio.

Del male.

Standing ovation per Homo. Grazie.

La porta si è da poco chiusa.

In casa siamo io ed Eppi-dog.

Ascolto il silenzio per alcuni minuti.

Stranamente regna la pace.

La quiete prima della tempesta, perchè ho deciso che in sua assenza ribalterò la casa per ultimare la preparazione dei pacchi. (Che culo).

Prima però, ho tutta l’intenzione di godermi alcune ore in santa pace e dedicarle a me.

Fare un po’ di yoga.

Respirare.

Per la prima volta dall’inizio del matrimonio, ho il tempo di trastullarmi in questa nuova dimensione parallela: la solitudine.

Assaporo già lo scorrere lento del tempo solitario, immersa in una strana “disorganizzata organizzazione”.

Mentalmente e con calma percorro i miei passi, anticipando ciò che farò nelle prossime ore.

Improvvisamente suona il citofono…

Driiiiin!

“Eppi! Sono mamma! Apri che ti ho portato alcuni scatoloni. Ti do una mano! Dai mettiamoci all’opera!”.

“Ehm! Grazie! Che bello!”

Segue bombardamento pneumatico di chiacchiere, news, varie ed eventuali su Gino, Pino, Marta ettuttilcuccuzzaro.

Manco faccio in tempo a riprendere fiato che…

Driiiiiiin!

“Eppi, sono zio Ugo. Pensavo che forse ti serviva una mano con i pacchi.  Apri che ti aiuto!”

E io che pensavo di stare un po’ da sola con la mia disorganizzazione.

Eppi cara, facciamo un bel caffè?! Hai magari pure due biscottini?”.

Ma non dovevate aiutarmi? Qui tra un po’ mi tocca pure mettere mano ai fornelli e tirar fuori un chilo di carbonara.

Dopo un’ora il primo dei pacchi giace ancora vuoto sul pavimento.

Il tempo scorre inesorabile e il pomeriggio ha preso più la piega del becero pettegolezzo che quella della produttività.

Penso appunto di cacciare tutti di casa, quando:

Driiiiin!

“Eppi, sono Master. Ho scotch, scatoloni e pennarelli. Apri che ti aiuto a fare i pacchi?”

Se me lo dicevate prima, invece del trasloco facevo una festa.

Read Full Post »

VisualPackingIeri ho cominciato a fare i pacchi del trasloco.

E’ incredibile come, anche solo in un anno di vita (tanto è che siamo in questa casa), si siano accumulate cose, ricordi e storie completamente alla rinfusa.

Sarà un segno?

Decido di cominciare dal mobile più antipatico da svuotare: il cassettone del soggiorno (antico pezzo di famiglia di Homo, ovvero il ricettacolo dove ogni schifezza che circola per casa va a finire in una situazione di assoluta promisquità).

Bene. Proseguiamo.

Con lo spirito di Indiana Jones che esplora il Tempio Maledetto, mi accingo a dare inizio all’impresa.

Nei suddetti cassetti  reperisco nell’ordine:

– N.2 micro calze della befana nere piene di sabbia (!) regalataci dalla mia mamma in ricordo degli infantili tempi che furono. Ovvero come traumatizzare eventualmente un poppante con una calza modello “Tim Burton”.

– N.2 tessere elettorali mia e di Homo: cercate invano per ore rivoltando casa qualche settimana fa.  Dopo che, sotto un caldo torrido, ci siamo attraversati Roma per farle rifare, con naturalezza estrema, le impavide, riemergono. Stronzissime!

-N.1  pallina blu di eppi-dog: lei, quella storica. La pallina smangiucchiata che ha ormai una puzza tra il pesce marcio e le superga dell’85, ma senza la quale il suddetto cane non puo’ assolutamente sopravvivere.

– N.1 foto di me sedicenne con nientepopodimenoché Morten Harket, storico cantante degli A-ah: che riemergesse il mio passato adolescenziale da groopie…beh! questo proprio era imprevedibile. (Per la cronaca: devo dire che a distanza di 20 anni il tipo nonstamessonientemale, buttate uno sguardo su google che vi rifate gli occhi, tanto per iniziare bene la giornata).

– numerosi altri premi e cotillon che non sto qui ad elencare per non tediarvi di prima mattina. Ma poi, che accidenti saranno mai ‘sti cotillon?!

Ora mi domando: adesso che tutte queste cose sono state lanciate alla rinfusa in due scatoloni….che etichetta dovrei mettere secondo voi per capire, da qui a un mese, che cavolo c’è lì dentro??!!

Come le vedo lontane ‘ste vacanze.

Read Full Post »

Tecnologia amica.

imgkittytop01yj9Ieri mi chiama mio padre e mi fa sghignazzando:

Ho una sorpresina per te…”

E io: “…mhmhmm! e cos’è edddai dimmelodimmelodimmelo! Eddai, eddai!””.

Non me lo dice neanche se mi attacco al tubo del gas.

Tanto anche se minaccio, abbiamo degli sfigatissimi fornelli elettrici…quindi è inutile che faccio finta di avere la sindrome pre-suicida.

Insomma si presenta a casa con una serie di scatolette colorate.

Apro goduriosa e divertita e compare un piccolissimo micro computer.

Dalle dimensioni sembrava perfettametne proporzionato a Epp-idog.

Uno di quelli che entrano nella borsetta insieme al rossetto e al portacipria e che per schiacciare i tasti ti servono le pinzette per depilare le sopracciglia.

GAUDIO! TRIPUDIO! TREPIDAZIONE!

Lo adorooo!!! Chikkissimo! E’ meraviglioso…

Come se, in soli 70 metri quadri, non bastassero il mio pc portatile e gli altri due mac di Homo.

Insomma, Eppifemili era già senza dubbio la famiglia con la maggiore concentrazione computer/metro quadro.

Manco la densità abitativa di Tokio!

Mi ci mancava pure il mini computerino!

Avete idea di quale sarà la conseguenza di tutto ciò?

Per la vostra gioia, potrò sproloquiare in questa sede da qualsiasi posto io mi trovi e in qualsiasi momento

A meno che qualcuno non mi faccia sparire le pinzette.

Read Full Post »

notsozenheaderTanto per fare un riassuntino, mi sono appena resa conto che io e Homo negli ultimi 12 mesi non abbiamo condotto quella che si può definire una vita monotona.

In ordine cronologico, siamo stati infatti protagonisti delle seguenti tragicomiche vicende:

1. Abbiamo preso una nuova casa: botta di culo micidiale, è stata buona la prima.

2. Ci siamo sposati: all’urlo di olavaolaspacca!

3. Homo ha lasciato il lavoro: scelta sofferta e coraggiosa che speriamo rechi frutti copiosi.

4. Ne ha iniziato uno completamente diverso: il genius mi si dedica ora alla fotografia. Leggi: come vivere con un teleobiettivo puntato addosso h.24 alla facciaccia delle occhiaie tipo “sposa cadavere” impietosamente registrate e documentate con frequenaza quotidiana.

5. Abbiamo percorso 10.000 km con la nostra Eppi-car: tra viaggi di lavoro e di piacere – come dice Master – non ci siamo mai fatti mancare niente. E non cominceremo certo ora.

6. abbiamo soccorso due amici in serio squilibrio emotivo. Master di cui sopra + amica del cuore di Homo che hanno incarnato in noi – pensa come stanno messi poveracci ! – il punto di riferimento emotivo in fatto di sfortunate vicende amorose; manco a dirlo abbiamo risolto brillantemente entrambi le questioni con un mix micidiale: vagonate di umorismo ed ettolitri di vino.

7. E per finire, il colpo di scena del nuovo trasloco. I quotidiani titolano: “Non paghi dei cambiamenti che hanno sconvolto le loro vite, le due anime in pena – cioè noi – si accingono a cambiare locasciòn e ad insediarsi in un nuovo quartiere”. Ma questo argomento verrà debitamente approfondito a tempo debito in altra sede.

Beh! Diciamo che se è vero che senza cambiamento non c’è vita, noi siamo decisamente vivissimi.

Pure troppo.


ps: e voi? come state messi?

Read Full Post »

Risvegli.

915277775_16e458a120Tempo fa avevamo degli operai in giardino che stavano sistemando una tubazione dell’intero palazzo la quale, ovviamente correva lungo tutto il nostro pavimento.

I lavori sono consisititi in:

– smantellamento con martello pneumatico spaccatimpani della fascia di pavimentazione in cemento

– escavazione del terreno sottostante per una profondità di circa un metro per 3 (ci mancava poco che ci ricongiungessimo con le catacombe di Sata Priscilla o che qualche scheltro di gladiatore incazzato ci zompasse dentro casa)

– sistemazione con relativa saldatura della suddetta tubazione.

– chiusura della voragine e ripristino della pavimentazione. Grazie.

Ho reso l’idea?

Dico questo perchè per circa una settimana io e Homo ci siamo svegliati grazie al simpatico suono roboante del martello pneumatico (ecchevvelodicoaffà? localizzato esattamente al disotto della finestra della nostra Eppi-bedroom), nonchè al tremore di letto, pavimento e vetri….

Simpatici risvegli quelli lì!

Io per quella assurda settimana alle ottomenunquarto (ora di inizio dei lavori, manco fossero svizzeri) venivo catapultata giù dal letto.

Lo so. Mi rendo conto che non è proprio l’alba, ma per gli orari che ho io, vi assicuro, è prestino e a quell’ora sono ancora in piena fase REM. Persino Homo, noto per avere un problema di risveglio mattutino, veniva sconquassato da tale fracasso.

La prima mattina, blateriamo qualcosa e cadiamo giù dal letto entrambi.

La seconda mattina blatero io qualcosa e cadiamo giù dal letto entrambi.

La terza mattina blatero e cado giù dal letto da sola.

Dopo due ore di martellamento spaccatimpani il rumore finalmente cessa.

SialodataWandaOsiris !

Homo spunta dalla camera da letto placido e soddisfatto:

“AHHHHH! OGGI HO DORMITO PROPRIO BENE.

FINALMENTE  QUELLI DEI LAVORI NON SONO VENUTI….”

Read Full Post »

drag-queenAppuntamento a casa di Uby.

Entriamo in un ingressino fuxia che ci porta in un corridoietto turchese, per poi approdare in un soggiornino completamente bianco.

In pratica sembra di entrare prima dentro una caramella, poi in una piscina ed infine al Polo Nord.

Comprendo bene che casa di Uby non poteva essere diversa. Gli assomiglia davvero molto.

Il programma di Homo è quello di fare 3 diversi scatti, il che implica tre cambi di abbigliamento e di sfondo (come direbbe S. “di locasciòn”).

Dopo alcuni preparativi, le attrezzature e le luci sono pronte.

“Va bene cari, mi vado a cambiare”.

Pontifica manco fosse l’oracolo di Delfi.

Dopo dieci minuti la porta del soggiorno si spalanca e appare Wanda Osiris in persona.

Beh! Quando la macchina ha iniziato a scattare, è iniziato un vero spettacolo.

Tutto il suo animo di ex drag queen è riemerso con la facilità di un paperella di plastica nella vasca da bagno.

Ammiccamenti, sorrisi e sguardi languidi si sono succeduti con la naturalezza di una star holliwoodiana consumata.

Lui, Uby, era la star. Il divo. Dio.

Il rossetto bianco emergeva lampante sulle sue labbbra carnose arricciate per le pose.

Dopo mezz’ora, cambio d’abito e di sfondo.

“Che mi metto ora?”

Dice a me, la sua stylist per un pomeriggio.

“Guarda, ho un paio di cosette qui dentro”

Tira fuori un valigione gigante dal quale pensavo uscisse un cadavere.

Lo apre.

Ne fuoriesce  l’abbigliamento di tutti i personaggi di Priscilla la regina del deserto e di Breakfast on Pluto messi insieme.

I miei occhi sono abbagliati da lustrini, colori e stivali con tacchi vertiginosi.

PRATICAMENTE IL PARADISO IN TERRA.

Adoro quest’uomo!

Stabiliamo una nuova mise e proseguiamo con l’avventura fotografica che ci porterà fino alla sera (pausa yogurt compresa).

Alla fine della storia sono venute delle foto fantastiche e noi siamo esausti.

Squilla un cellulare.

Uby risponde e, nel giro di un nanosecondo, rientra nel personaggio di star con una nonchalance degna di uno schizzofrenico.

“Pronto?”

“Ciao Uby, allora ci vediamo tra mezz’ora per cena?”

Fa la voce del telefonino.

“Si guarda. Però ti avverto. Sono esausta (fa lui). Quindi non mi tratterrò molto. Sai, ho appena finito il servizio fotografico qui in casa da me, e la cosa mi ha davvero provata. Non ti dico caro! Avresti dovuto vedermi!

Io: una vera star.

Gli ho già dato il titolo.

Si chiamerà The Love Creator.”

Semplicemente Uby.

Read Full Post »

SuperStock_1612R-12932Secondo voi, una volta pianificato un evento, c’è qui da Eppifemili la minima possibilità che il programma venga rispettato?!?

Naaaaaaaaaaaaaaaa.

Quindi, come potete facilmente immaginare, la maratona Kill Bill non ha avuto luogo.

Al suo posto si è verificata una serie di eventi rocamboleschi  in crescendo che ci hanno portato a trascorrere un sabato quanto meno “interessante”.

La mattina mi sveglio e vengo convocata in corsa dalla mia amica S. la quale mi informa di aver trovato un negozio di scarpe “che dobbiamo assolutamente andare a vedere”.

Sospetto che se non facessimo ciò, il Pianeta Terra si autodistruggerebbe entro le 15:00 di oggi.

Opto quindi per il male minore e decido di accompagnarla.

Premetto che io, al contrario di Homo e del 99% del genere femminile, ODIO andare in giro per negozi.

Di solito infatti, quando il mio guardaroba grida vendetta, vengo trascinata di forza da qualcuno che mi vuole molto bene e che non vuole che vada in giro come una derelitta. Grazie. Sono grata a qualcuno.

So che per una certa ora devo tornare a casa dove mi aspetta Homo; nel pomeriggio si svolge infatti un evento programmato da tempo. Il servizio fotografico GLAM di Uby (amico ex-drag queen nonchè mio cavaliere nel corso di tango).

Dopo mesi di dieta ferrea infatti, Uby ha deciso di essere in forma ideale per affrontare un servizio fotografico realizzato ovviamente da fotografo Homo.

Ma questa è un’altra storia e ne parleremo prestissimo perchè, vi assicuro, c’è parecchio da sproloquiare

Arranco dunque verso Fiorello ancora tumefatta dal sonno. Arrivo sotto casa di S. e, per i capelli, vengo trascinata nel paradiso della zeppa di sughero ( ! ). Per poco non mi viene un infarto nel vedere tutti quegli strass applicati a fascette che vanno incrociate intorno alla caviglia, intorno all’allucione e persino intorno all’unghia incarnita del mignolo sinistro.

Mentre lei svaligia il negozio, io studio la bambina rompipalle che ha deciso di smontare il negozio con estremo gaudio della commessa che a quel punto sta per avere una crisi di nervi e buttarsi per terra.

Compiuta la missione, riporto S. a casa e mi rendo conto che sono in un ritardo folle.

Che Homo mi sta già aspettando col piedino tamburellante sul parquet (gli ho promesso che l’avrei accompagnato).

Che sicuramente Eppi-dog non è stata portata al parco;

E che, soprattutto, ciò una fame chelametàbasta.

Arrivo a casa. Trangugio la prima cosa che mi capita sotto mano. Porto a spasso Eppi-dog e carichiamo Ferraglia (la macchina di Homo) con l’attrezzatura.

Arriviamo da Uby alle 14.00. Lui ci attende bardato come una giapponese durante la cerimonia del thè.

So che non faremo mai in tempo  a rientrare a casa per le 19, ora in cui abbiamo appuntamento per l’inizio della “maratona Kill Bill”.

Lo so, ma mi illudo.

Infatti alle 20:00 siamo ancora lì alle prese con stivali con tacchi alti, rossetti e cravatte colorate.

Mi chiama Master e mi dice che, vista l’ora, gli altri hanno deciso di dirottare verso un ristorante.

Io rassegnata annuisco.

“Allora rimandiamo?”

“No. No. Io vengo. Alle 9:30 sono li”

Ettepareva…

Arriviamo trafelati alle 10:00 a casa.

Master non si vede.
Lo chiamo. Niente.

Lo richiamo.

Niente.

Aspetto; non so se devo organizzare al volo una cena per 2 o per 3.

Homo prova a richiamarlo.

Niente.

Mangiamo io e lui ma a quel punto comincio a preoccuparmi.

Dopo un’ora non si hanno notizie. L’ansia monta.

Gli sarà successo qualcosa??!
E’ strano che non richiami. Lui è un tipo molto affidabile.

Riprovo. Niente.
“Gli deve essere successo qualcosa. Non è possibile”.

“Non hai il numero del suo amico? Quello con cui si accompagna sempre in giro per aperitvi…dai! Come si chiama?!”

“Dici L.?”
“Si lui”.

“Cazzo non ce l’ho”.

Passo un altro quarto d’ora niente male, quando improvvismanete squilla il mio cellulare.

E’ LUI!!

“Scusa non potevo richiamare! Indovina dov’ero?”

Penso: eccheccazzonesoporcazozzapotevichiamareprima!

Mi si illumina poi improvvisamente la solita lampadina: “Sei passato da C. per prenderti la tua dose di merda giornaliera in faccia?”

“Esatto. Arrivo.”

A quel punto sono esausta.

Quando Master arriva, attacca la filippica sulle discussioni appena avute con la sua ex, intrattenendoci per una buona trequartidora.

Homo, il nottambulo, decide di modificare il programma della maratona (vorrei vedere! sono già le 11:30 !!) e di vedere comunque un film.

Decidiamo per Le Iene. E basta.

L’ultima cosa che ho sentito, mentre ero accasciata sul divano, è stata la sigla del film.

Quella iniziale.

Read Full Post »

killbillAllora, noi di Eppifemili abbiamo un’usanza introdotta tempo fa dall’ormai mitico Homo Sapiens.

L’usanza consiste nel fare, a scadenze più o meno irregolari, delle “maratone di film”.

In pratica ci apparecchiamo come trichechi sul divano, circondati da una lista interminabile di schifezze che vanno dalle patatine ai diversi gusti, ai pistacchi, alle olive, ai formaggetti assortiti con marmellata, ecchipiùnehapiùnemetta) per poi guardarci tutti in fila due o tre film scelti e abbinati con meticolosa cura da Homo con la collaborazione della sottoscritta e con la partecipazione di immancabili ospiti occasionali.

Ora, considerando che si parte a pomeriggio inoltrato e nonsisamaiqunadosifinisce, il numero di passi fatti in quelle ore rispetto al numero di calorie ingerite, ha un rapporto pari a circa 1:30.000;

ne converrete che ogni volta, quando tutto finisce, invece che camminare, deambuliamo rotolando con l’eleganza tipica di ippopotami ballerini.

Manco 6 ore consecutive con l’impietosa Cerbero ce la fanno a riportarmi ad una condizione fisica normale!

Nell’ultimo periodo Master, sempre e comunque in crisi depressiva per le sue alterne vicende sentimentali (per la serie “io non sarò mai piu felice” oppure “il mio destino ormai è segnato” o anche “voi tutti avrete una famiglia e io avrò solo un maggiordomo“) non gli pare vero, e si installa puntualmente sul nostro divano trangugiando scricchiolanti patatine untuose.

Ha già prenotato il posto in prima fila per la  prossima imminente maratona che dovrebbe avere luogo questo sabato.

Il programma è già stabilito (appositi volantini sono stati distribuiti in tutta Roma Centro).

Sarà il turno della saga di Kill Bill.

Attendiamo tutti con ansia l’evento e ci stiamo già preparando psicologicamente….e non solo.

Ps: se qualcuno di voi avesse delle idee per le prossime maratone…le mie orecchie sono sgangherate!

Read Full Post »

jlf00028“Che fai ora?!”

“Guarda, mangio una cosa al volo e poi corro all’appuntamento”

“Ok. Allora fai tu che io sto andando in palestra”.

Dopo 5 minuti ritorna in soggiorno con piattone pieno e faccia soddisfatta.

Lo guardo sovrappensiero.

Vedo che mangia vorace.

Quasi quasi ho fame anche io.

“Mhmhmhmh. Che buono! Avevo proprio voglia!”

“Ma che cos’è? Fai vedere…”

Guardo nel piatto.

Penso.

Come avrà fatto a cucinare il riso in 3 minuti? Bah! Lo dice lui, di essere bravo in cucina…e io che non gli ho mai creduto…

“Sono un genio! Ho messo del tonno, pomodorini freschi e mozzarella a cubetti. Poi ci ho aggiunto il riso basmati che era in frigo già pronto. Ho mischiato tutto, ed è uscita ‘sta cosa fantastica! Mhhmmhm!”

Dice. Ingollando l’ultimo boccone.

Mi giro di scatto verso di lui.

Mi si accende la lampadina gigante di Eta Beta sulla testa.

“Tesoro, ti vorrei comunicare che hai appena finito di trangugiare il riso di Eppi-dog”.

“._.”

ps: noncelapossofà!! Aiutatemi vi prego.

Read Full Post »

habilis_op_800x776In seguito a risentiti giudizi (da parte del suddetto protagonista del post il quale si lamenta dell’effettochefa letto dal di fuori) e anche in seguito ad un mea culpa dovuto forse ad alcune battute salaci impreviste e a una  mia visione della realtà senza mezze misure, mi vedo costretta in un tunnel senza uscita: devo dare dettagli su di lui, l’onnipresente Homo.

Come ho letto da qualche parte, se non riesci ad uscire dal tunnel…arredalo.

E io lo arredo. Per me poi, niente di più facile!

Homo, prima di tutto, è quello che ho ancora difficoltà a presentare…

“Salve. Lui è…..

lui è il mio fid…

No. Riproviamo.

Ehm! Lui è il mio…rag…no.

Cazzo! mi fa ancora così strano ….ma si!

Lui è mio M-A-R-I-T-O ! Quasi quasi, ogni volta, mi scappa da ridere.

Homo, è in realtà l’esatto contrario di un Homo Sapiens; cioè, si, è vero che la storia delle bombe a mano e della narcolessia non è mica tanto esagerata, però in realtà, qui trattasi di persona sensibile e molto attenta…sennò mica me lo sposavo! Mica so’ scema io. Grazie.

Homo, magari è pure vero che non sa cucinare (anche se lui dice di si, ma in realtà nessuno lo sa, perchè non ha mai cucinato nulla al di fuori di una leggendaria – si mormora – pasta con filadelfia (!) che il “nostro” si vanta di aver persino inventato – gulp!); però è altrettanto vero che è super fantastico quando si prende cura degli innumerevoli amici che ci calano in casa in ogni quando.

Homo, è vero che non è il campione mondiale di ordine (potremmo chiamarlo l’anti-Furio …non so se mi spiego);

come dice Aldonsa (vedi barra laterale dei personaggi) è un dessastro esto ragasso, che desastro! Però lui è anche un super cervello creativo, che mi bombarda di stimoli professionali e non, che mi riempiono i giorni e i pensieri.

Homo, sarà pure vero che, come tutto il genere maschile cui appartiene, due coseinsiemenunlesaffàmancodipinto. Però quella che fa, in ogni ambito e contesto (capisciammè aumm, aummm), la fa da dio!

Insomma Homo come me e come tutto il resto del mondo, ha i suoi difetti, ma me lo sono sposato anche per quelli, e me lo tengo con gioia e con amore proprio così com’è.

….

….

BLEAH!  mi si sono cariati i denti da soli….

Sarò mica diventata troppo sdolcinata?!

Chiedo Venia. Domani recupero e sarò cattivissima.

Read Full Post »

32360012v5_350x350_FrontEcco. Eppi-dog è un cane. Ma, come ho già accennato, lei è convinta di essere umana.

Infatti al parco:

“Dai bellina! Corri! Gioca con gli amichetti cani!”

Si avvicina la signora obesa col barboncino stronzissimo.

“E’ femmina?” Domanda di rito fra padroni di cani.

“Si”.

Io, core de mamma, la guardo male perchè quel barboncino l’ho già adocchiato prima, e mi pare proprio un brutto ceffo.

“Ah! Ma allora vanno d’accordo. Lui è tanto buono, sa?”. Si. Ora vediamo.

Il ciuffonatissimo, ridicolo barboncino Billy si appropinqua scondinzoloso e subito cerca di disonorare la mia creaturina indifesa la quale, essendo dotata di n.2 denti (in quanto gli altri sono talmente piccoli da essere visibili solo col microscopio del centro di ricerche della NASA) fa finta di difendersi. Ma è un’impresa disperata. E quindi viene fra le mie gambe in cerca di protezione.

“Ma cos’ha? Paura?”

No. A lei i biondi non piacciono. E allora?! Qualche problema con questo??!

Nel frattempo la signora cicciona tenta di intavolare una conversazione, mentre io, tesissima, provo invano a defilarmi con Eppidog al seguito.

All’ennesimo tentativo di barboncino Billy di attentare alla verginità della poverina (ma che non lo sa che prima deve chiedere formale invito a papà Homo, nonchè presentarsi con tanto di collarino di fidanzamento …sennò nonlavedemancoinfotografia??!! – che modi!) saluto la signora rompipalle e procedo verso stradina appartata.

Al chè:

“Vai bellina! Prendi la palletta! Vai!”.

Niente.

Rimane incollata alla mia gamba senza allontanarsi di più di 3 cm.

Si avvicina un bambino piccolissimo, barcollante sui suoi primi passi. Ovviamente Eppi-dog gli va incontro,  Si avvicina. Scodinzola. Si fa carezzare. Cara! Cara! Fai cara al cagnolino.

“Finalmente (si deve essere detta) un mio simile! Questo qui mi piace! Ora si che si gioca!”

Dopo una decina di minuti, io, soddisfatta delle nuove amicizie, decido che è tardi.

Si torna a casa.

Per oggi abbiamo socializzato abbastanza.

E capito quali sono le belle e le brutte compagnie.

Read Full Post »

SCOOP!

Beh! Non potevo non mettervi al corrente della rivelazione avuta oggi da Homo il quale, leggendo gli sproloqui relativi al post Piovono Gelsi (sia miei che vostri eh??!! Mica solo miei!), mi comunica che la scena delle rane che piovono dal cielo è una cosa realmente accaduta.

Maccheccazz…?!?!

Si. Si. Avete capito bene.

Copio e incollo da Wikipedia:

La pioggia di animali è un fenomeno meteorologico relativamente raro, in cui animali quali pescirane o uccelli piovono dal cielo insieme alle precipitazioni regolari (solitamente pioggia). Secondo una delle ipotesi, la causa sarebbero dei forti venti o tornadi i quali, passando sopra le acque, raccoglierebbero assieme ad altri materiali anche gli animali”. 

Poi dice che il mondo non è strano….

Ma io mi domando sempre: come cazzo farà st’Homo a sape’ tutte ‘ste minchiate?!?!?

Read Full Post »

bride-in-rain-boots

Esattamente un mese fa si celebrava il nostro matrimonio.

Per chi non avesse seguito il blog dall’inizio, matrimonio secretissimo e privatissimo fu, ah!…

Ora, non posso proprio ritenermi una moglie veterana (e a pensarci bene manco tanto moglie a dirla tutta), però qualche conlusione da principiante l’ho tratta pure io.

Eccovi una bella listarella:

– non mi sento più saggia di prima (faccio esattamente le stesse cazzate).

– non mi sento più seria (anzi su questo posso dire con serenità che sono addirittura peggiorata, in quanto il matrimonio è coinciso con l’inizio del blog – e su queste pagine di cavolate ne ho sparate già abbastanza chelametàbastano).

– non ho voglia di andare a pranzo con i parenti né partecipare a eventi formali più di quanto non facessi prima, cioè zero. Grazie.

– non ho acquisito un diverso senso del futuro (perchè la vita mi ha insegnato che non si deve mai dare niente per scontato….e che è meglio affrontare le cose giorno per giorno, che tanto poi succede sempre qualcosa che manda tutto a puttane). Puntoeaccapo.

– non sono più felice né più triste di prima: sono come sempre in balia degli eventi della vita; il matrimonio non mi ha reso invulnerabile come pare succeda a molte (non che io lo avessi mai sperato questo – però hai visto mai…).

– Sono sempre convinta che l’aver fatto un matrimonio semplice con poche persone (ma buone) senza niente di pomposo e SOPRATTUTTO senza assomigliare pericolosamente a una meringa coi tacchi, nonchè un viaggio di nozze consistito in un pranzo a fregene* come il giorno in cui la nostra storia è iniziata, sia stata la miglior cosa o almeno quella che assomigliava di più a noi.

Insomma in conclusione posso dire che io mi sento proprio ESATTAMENTE COME PRIMA.

Anzi, un po’ di più!

ps: a tutti quelli che mi dicevano macchittelofaffare ora rispondo: lucidalabbra (tendallegra questa la capirai solo tu ma amen)

*Fregene: località balneare a 30km da Roma. Per la cronaca l’anniversario (o complemese) oggi consisterà in aperitivo con  bottiglia di vino bianco seduti sul muretto del parco sotto casa – vista mozzafiato sul colosseo…ecchistamegliodinoi.

Read Full Post »

0_relax-1Ieri, inaspettatamente, decido di prendermi il pomeriggio libero.

Ma libero, libero eh?!

Ne ho bisogno. Sarà il poco sonno, o i vari rodimenti degli ultimi giorni…ma, ho deciso: prima di iniziare la settimana, per un po’ stacco la spina.

Ecchissevvistosevvisto.

Homo è fuori.

Eppidog è tranquilla (una santa lei!)

Telefoni: spenti.

Siamo noi: io e me stessa. Concentrate sul nulla.

Indugio fra un pisolino e una sana ora di relax a letto davanti a un libro.

Opto per il pisolino..emmanco adirlo!

Mi trastullo nella penombra pomeridiana….con il sole che filtra fra le foglie dell’unico albero sfigato del giardino…cheffatanto relax.

Mi appisolo, mi giro e mi rigiro.

Gongolo, avvolta in una temperatura lieve che accarezza la pelle.

Me la godo! Si, si .Me la godo proprio.

Penso che la vita sia fatta di attimi, alcuni rilevanti e altri meno.

Capita che a volte quelli irrilevanti siano più importanti degli altri, come adesso nel mio sonnecchiare placido.

Insomma, una volta svegliata, scesa dal letto e rassettata (si fa per dire dato che avevo gli occhi appalla tipo NEMO per quanto mi ero rilassata) mi sono guardata allo specchio e mi sono detta:

certo che a volte non fare un cazzo fa davvero bene all’anima.

Ooops! Scusate mi è cascata la corona….e stavolta me sa pure lo scettro.

Read Full Post »

sleeping-dogIeri.

Torniamo da una scampagnata di piacere/lavorativa in Umbria.

Partiamo io e Homo la mattina.

Presto.

E già di per sè questo è quasi un miracolo.

Eppidog è in trasferta dalla nonna la quale ha portato la “povera creatura” in montagna all’inno di “anche lei, poverina, ha bisogno di una vacanza“.

Quando avremo degli eredi,  il delfino di francia rispetto a noi… tzè! ….sembrerà un pezzente. Tuttapposto.

Devo fare un sopralluogo in un cantiere per verificare l’andamento dei lavori.

Ovviamont, che ci facciamo scappare l’occasione di unire l’utile al dilettevole??!! Naaaaaaaaaaaaaaa!

Quindi, dopo un sopralluogo durato circa 5 minuti (e pure troppi dato che è un mese che ‘sti deficienti non fanno una mazza – domani mi sentono), come cani affamati, e sotto un caldo appiccicoso che ha trasformato la mia frangetta in una serie di strisce di bava di lumaca, decidiamo di fare una sosta in una simpatica tipica trattoria.

Ci avventiamo su affettati, carne alla griglia e vinello e ci sollazziamo soddisfatti per un po’ all’ombra dei frondosi alberi del giardino.

Torniamo sui nostri passi verso le 5, imboccando l’A1 che ci riporterà a Roma; invochiamo San Parcheggino che oggi si rivela clemente, e arranchiamo verso casa.

Ci buttiamo sul divano come otarie obese e ubriache.

Lui mi fa: “Eppi, credo  che ora mi farò un pisolin…………..zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz!

Oh! Giuro.

Non ha nemmeno finito di pronunciare quella parola che, rombante dall’altro lato del divano, sento il suo russare…..

Roba da far impallidire i tromboni dell’orchestra di Santa Cecilia.

Ma, mi chiedo: come cavolo fanno gli uomini a cadere in catalessi così velocemente??

C’è un corso speciale che frequentano da piccoli ad insaputa delle bambine femmine?

Se qualcuno sa darmi delucidazioni e farmi sapere se ci sono lezioni  di recupero che io possa frequentare, prego, abbia pietà di me e batta un colpo!

Read Full Post »

wonderwomanLa mia giornata di ieri si è tranquillamente e serenamente svolta così.

Comincio dall’inizio:

Ore 1:45 am: sono a letto e penso che devo dormire.

Ore 2:10 am: sono a letto e penso che devo dormire.

Ore 3:45 am: penso che ora mi alzo e vado a suicidarmi buttandomi di sotto. Poi ci ripenso perchè sono al piano terra.

Ore 4:00 am: zzzzzz…

Ore 5:30 am: quella stronza di zanzara non aveva assolutamente niente da fare che banchettare sulla mia guancia….riprendo sonno finalmente.

Ore 8:00 am: Driiiiin ! Sveglia. Mi alzo. Bagno. Doccia. Caffè.

Ore 8:30 am: Solita prima bomba a mano in camera per svegliare Homo. Nessuna reazione.

Mi specchio e decido che ho bisogno di una restaurata a forza di botte di stucco  in faccia date con la cazzuola (ma le occhiaie, loro, imperterrite, non desistono). Passo decisamente al piano B e aggiungo una spalmata di fard eppassalapaura. A quel punto sembro Maria Antonietta a Corte di Francia.

Ore 9:00 am: seconda bomba a mano. Sento dei mugugnii e spero in bene.

Ore 9:30 am: inizia la perlustrazione della casa in cerca di Eppi-dog la quale è l’unico esemplare al mondo di cane che NON VUOLE ASSOLUTAMENTE MAI USCIRE DI CASA (e sottolineo MAI: abbiamo seriamente pensato di comprarle un catetere a Natale).

Ore 10:00 am: approdo finalmente, arrancando, nello studio. Pensate che mi sarà possibile cominciare finalmente a lavorare? Naaaaaaaaaaa!

Salve ho un problema con la linea telefonica.

Buongiorno signora (sarà buono per lei. A me è cominciato malissimo). Ora controlliamo subito.

Grazie.

Si signora, effettivamente c’è un guasto in zona.

Si grazie, e per quanto ci sarà il guasto in zona? Sa, io avrei del lavoro da mandare avanti e senza internet né telefono mi risulta alquanto complicato.

Beh! Oggi verrà sicuramente riparato. Al massimo domani.

E lì volevo davvero tentare il suicidio ma ho ingoiato il rospo con grande signorilità.

Ore 12:00 pm: dopo aver sbrigato lo sbrigabile, rassegnata, esco e faccio delle commissioni che rimandavo da tempo, fra le quali annovero un’oretta di fila alla posta per irtirare una raccomandata che altro non si è rivelata che un cazzosissimo avviso di riunione di condominio.

Potevo anche lasciarla alla posta.

Ore 13:00 pm: pasto frugale e appuntamento con cliente rompipalle.

Scusi, ma le mattonelle in bagno come le scegliamo?

Ma signora, veramente mi pareva che avessimo escluso le mattonelle; potremmo usare dei materiali alternativi più moderni e dal look molto più interessante.

Ah! Davvero? Quali per esempio?

Non so, le resine oppure il corian. Hanno una resa estetica fantastica (parlo per un’ora spiegando per filo e per segno i pro e i contro, sembra convinta, meno male).

Si certo, interessante. Ma le mattonelle come le scegliamo?

Basta. Adesso mi suicido davvero.

Ore 16:30 pm: esco mezza morta dall’appuntamento e decido di andare direttamente in palestra….Cerbero mi aspetta.

Si. Sono masochista.

Indi, smadonno nel traffico per un’ora e arrivo.

Ore 18:30 pm: giungo stremata a casa.

Apro la porta e grazieatuttiisantiinparadiso trovo Homo sorridente e Eppidog che mi mettono finalmente in pace con il mondo.

Stappo una bottiglia di vino bianco decisa a scolarmela lentamente in giardino nelle successive due o tre ore….

Finalmente un momento per me.

Manco mi sono distesa un attimo che….

“Ma Eppi, ci dobbiamo sbrigare. Dobbiamo preparare la cena! Non ti ricordi che vengono Luigi, Laura, Domenico e gli altri?”

No. Evidentemente no. Non me lo ricordavo.

Se vabbè…e chi cazzo sono io??!! Wonder Woman???!!!

Anche se, effettivamente, con quel bustino d’acciaio che sfida ogni possibile legge di gravità, farei la mia porca figura…no?

Read Full Post »

imgNon è notorio il fatto che sono le donne quelle che bramano coccole e tenerezze che più ce n’è e meglio è?

E non è forse notorio che quando Lei si sente un po’ giù e ha bisogno di coccole, Lui sbuffonchia dietro le sue spalle mentre la abbraccia, facendo roteare gli occhi e contando fra sé e sé fino a 99?

Beh! Facciamo a 35.

Non mi aveva forse detto qualcuno che prima di addormentarsi (e magari dopo aver fatto l’amore) Lei vuole carezze e baci per abbandonarsi placidamente al suono del respiro di Lui, mentre Lui vorrebbe soltanto girarsi dall’altro lato e comminciare imediatamente a russare all’unisono col cane e stigrancazzi?

Non mi pareva di aver sentito dire che a Lei piace la colazione a letto accompagnata magari da una rosa e/o da un bigliettino tenero tutte le mattine, mentre Lui vorrebbe alzarsi velocemente dal letto e buttarsi sotto una scrosciante doccia bollente?

E allora, spiegatemi.

Per quale strana congiunzione astrale qui da noi di Eppifemili (cazzo!) SUCCEDE TUTTO IL CONTRARIO ??!!

Read Full Post »