Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘matrimonio’

June_PinUpQuando la Aldonsa è in vacanza succedono un sacco di cose strane in questa casa.

Quando la Aldonsa è in vacanza, si creano delle montagne sparse di oggetti non identificati negli angoli più remoti dell’appartamento: ognuno di noi si guarda bene dal ravanarci dentro (Eppidog esclusa, poiché gli odori la attizzano parecchio), per timore di trovare esempi di evoluzione della specie animale che manco Piero Angela saprebbe catalogare.

Quando la Aldonsa è in vacanza, dalle finestre si vedono palazzi sempre più offuscati: da quando è partita, credo che Roma (per la tristezza) sia stata immersa in un sottile e costante strato di foschia. Tuttavia recentemente mi è sorto il dubbio che io debba pulire i vetri.

Quando la Aldonsa è in vacanza, gli indumenti residenti nell’armadio hanno le fattezze di fogli accartocciati: la conseguenza è che vedo Homo girare per e fuori casa, con outfits degni del premio oscar per i costumi, che prevedono l’accostamento del giallo al viola con l’aggiunta di un sospetto di verdino anni ’70; il tutto talmente ingrinzito che pare che l’hanno passato al tritarifiuti. Benissimo.

Da quando la Aldonsa è in vacanza, caso strano, la biancheria si è depressa: ha stranamente acquisito un colore grigetto con punte di rosato. Ho provato a parlarci, ma niente.

Da quando la Aldonsa è in vacanza organizzare cene per gli amici è diventato faticosissimo: nonostante l’ingresso in questa nuova casa di nientepopodimeno che….LA LAVASTOVIGLIE (standing ovation please), il rassettare dopo il terzo bicchiere di vino, mi crea simpatiche sorprese il giorno seguente, non ultima quella di trovare una scarpa nel frigorifero.

Ho capito che, finchè la Aldonsa è in vacanza,

mi sa che è meglio che io diventi la Aldonsa.

Read Full Post »

grocery_list_cFacciamo un piccolo passo indietro.

Alcuni giorni prima di partire, quando era ancora bloccato a letto per il mal di schiena, Homo mi chiede, vedendo che sto per uscire, di comprargli un paio di cosette.

Alcune per l’imminente partenza.

Altre semplicemente per ammazzare il tempo dalla sua postazione “inchiodata al letto” (della serie “Homo non deve morire”).

Mi porge dunque un fogliettino ben scritto ed ordinato con la lista della spesa.

Vado a riportare ciò che elencava:

– due scatole di Toradol (antinfiammatorio: logico).

– due di Omeprazene (gastroprotettore: scontato).

– tre scatole di Bentelan da 1 mg (cortisone: indispensabile).

– un pacchetto di siringhe da 2 ml (ovvie).

– due confezioni di Vigorsol (oneste).

– un barattolo di yogurt alla banana (rinfrescante).

– Playboy (?@?!!?@).

…Ma uno normale no eh?!?

ps: i commenti fateli voi che io ancora rido.

Read Full Post »

infermieraEbbene si. Dopo giorni e giorni di sedute psicologiche preparatorie, nonchè osservazioni attente dell’operato della signora Sofia  venuta  puntuale a casa a bucherellare il posteriore di Homo per 5 giorni…

ME SO’ LANCIATA.

O meglio, ho lanciato.

L’ago.

Proprio lì, dove generalmente non batte il sole.

Ma dove ora  batte una cifra  il nervo sciatico.

Dentro il mio cervello mi sono ripetuta venti volte la sequenza delle cose da fare.

La fronte imperlata di sudore, ho visto avvicinarsi il momento.

Ho caricato la siringa. Allontanato la mano.

Ho mirato con attenzione.

Velocemente la pelle di Homo si è avvicinata come in uno zoom al microscopio.

Più vicina.

Più vicina.

ZAC.

Fatta.

Per poco non sono svenuta.

Fortunatamente ciò che mi ha impedito di apparecchiarmi ai piedi del letto è stata la voce del mio medico curante al quale avevo chiesto il giorno prima:

“Scusa ma alla peggio, cioè se sbaglio, che succede?”.

Già immaginavo un’emorragia, un’embolo, un disastro insomma.

Mi vedevo vedova inconsolabile vestita di nero con impermeabilino lucido anni settanta e scarpe scamosciate nere con zeppa.

(E che cazzo! Quando una cià classe, cià classe sempre no?!)

Il dottore mi ha guardato e placido mi ha risposto:

.
“E che je succede? Je viene er bozzo!”.


Read Full Post »

3718991556_b2321d7509Oggi più o meno il mio umore suona

così


ps: ho reso l’idea? A voi capita mai?

Read Full Post »

estate-romanaQuando fa tanto caldo, Roma è ormai semi vuota  e uno non sa proprio come ammazzare il tempo la sera, secondo voi che fa?

Gli altri non so.

Ma noi di Eppifemili (che siamo una cifra creativi) ce la spassiamo al pronto soccorso.

Eh si!

Per la serie “Ciarifanno“, proseguono le avventure di “Eppifemili Vs. il sistema sanitario nazionale”.

Anche detta “Estate Romana”.

Il clou dei nostri eventi mondani si svolge generalmente fra le due ore di ibernazione in sala d’attesa per l’accettazione e  le successive due ore sul lettino con la flebo accanto.

Fatto sta che ieri il povero Homo ha avuto di nuovo forti dolori alla schiena e io, vista la mia totale impotenza di fronte alla situazione, ho pensato bene di chiamare il 118 e farlo portare all’ospedale.

Ci siamo fatti un bel giretto panoramico in ambulanza (per noi il primo in assoluto).

Esperienza interessante che ci ha dato modo di vedere Roma by night decisamente con una diversa prospettiva.

Arriviamo al pronto soccorso.

Un altro questa volta perchè mica siamo ripetitivi noi!

Io ovviamente a quel punto mi aspetto, ANZI PRETENDO che arrivi Doctor George Clooney in persona ad accoglierci.

Cazzo! Almeno un lato positvo ci deve essere.

Peccato che mi ritrovo davanti Danny de Vito  che dal suo metro e cinquanta (suole di scarpe comprese) ci annuncia che:

la terapia fatta finora è tutta sbagliata;

che non è servita a niente la somministrazione dei farmaci;

che ora gli fanno un forte antidolorifico e che ha solo bisogno di massaggi in quanto trattasi di una brutta contrattura muscolare;

last but not least, che me lo fanno riportare a casa in un paio d’ore.

Tuttapposto.

Alle ore 3 del mattino sono ancora in sala di attesa e nel frattempo ho il piacere di fare la conoscenze nell’ordine di:

– signore pugliese di 88 anni che orbita nelle sale d’attesa dalle ore 17:45 con un sospetto mal di pancia; è in attesa che qualcuno lo assista. Ma dato che ha tutta l’aria di non passarsela proprio male, i dottori continuano ad ignorarlo. Anche lui evidentemente ama L’Estate Romana.

– professore universitario con enormi scarpe nere a forma di palla di modello non precedentemente catalogato, accompagnato da figlio. Lui si, fico.

– ragazza con coliche renali dagli occhi sorridenti che da 4 ore attende il risultato delle analisi del sangue e alla quale  è stato appena diagnosticato di essere semplicemente… piena di feci. Poi dice che il sistema sanitario italiano non funziona.

Insomma dicevo alle 3 passate del mattino vedo in lontananza come un miraggio.

Ma si! E’ Homo (entrato in barella) che esce dalla sala sui suoi piedi e piuttosto in forma.

In realtà pare che si sia fatto 3 canne consecutive di quella buona. Ma deve essere l’effetto dell’antidolorifico.

Pare che la nuova terapia (giusta stavolta) sarà risolutiva e sta gia producendo i suoi effetti.

In quel momento penso che forse quella sarebbe stata l’ultima notte al pronto soccorso per un bel pezzo.

Ma quello che non so è che non sono l’unica persona che ha elucubrato riflessioni lamentose nelle precendenti 4 ore.

Mentre imbocchiamo il corridoio, quando già posso vedere la porta di uscita dell’ospedale, compare un’infermiera arruffata e affaticata sulla quarantina che trascina un lettino sul quale giace una signora strombazzante.

Mi guarda e, con voce che rimbomba in tutti i corridoi ormai semideserti, fa:

“Me vojo fa’ trasferì al reparto rianimazione. Almeno quelli non parlano”.

Read Full Post »

emergency_3Continuano le tragicomiche avventure di Eppifemili.

Ieri ci hanno visti protagonisti di una fantomatica nottata.

Homo colpito da un improvviso quanto lancinante dolore alla schiena.

Decidiamo: destinazione pronto soccorso.

In questo strano movimento di cose e persone, Eppi-dog ci guarda basita.

Secondo me pensa con l’unico neurone che le gravita nel micro cervello, che stiamo cercando la sua palletta defunta.

Usciamo barcollanti.

Carico Homo sul maggiolone blu elettrico del ’72 che è parcheggiato sotto casa.

Già a quel punto sembriamo Totò e Peppino.

Arrivo sgommando all’ospedale.

Il tizio della guardiola mi scruta.

Guarda Homo ricoperto di tatuaggi e coi capelli lunghi.

Poi guarda la macchina che pare uscita da un film anni 70.

Poi, splendido, mi fa:

“Scusi! Dove crede di andare lei? Mica c’è una festa qui!“.

Senta, mio marito non può muoversi. Lo devo portare al pronto soccorso. E’ urgente“.

Mi scruta di nuovo con l’aria di chi sa che sto dicendo una cazzata, ma mi lascia passare e pontifica:

“Lo scarichi e poi parcheggi la macchina fuori”. Ma che è una cassetta di zucchine?! Stiamo forse ai mercati generali?

Eseguo e riparto di corsa.

Ovviamente le probabilità di trovare un parcheggio di domenica notte a Trastevere sono pari allo 0,00000001 %.

Ne deduco che faccio prima a riportarla sotto casa (a pochi passi per fortuna) nella speranza di trovare quello che ho appena lasciato.

E infatti lo ritrovo.

Che culo.

Riparto di corsa alla volta del pronto soccorso, questa volta a piedi.

La cameriera amica del ristorante sotto casa mi vede, mi  saluta e poi mi da il colpo di grazia dicendomi:

“Bella lei! Io lavoro e lei se va a divertì!”.

Che amica.

Read Full Post »

425.desperatehousewives.tvguide.092308

Non so se ne uscirò!

Comincio a dubitarne seriamente.

Io che considero il tempo dedicato alla lavatrice tempo perso.

Io che quando cucino solitamente impiego dai 3 ai 4 minuti gettando a casaccio ingredienti nel forno.

Io che non so cosa vuol dire stirare (anzi, a proposito, mi sa che il ferro da stiro manco ce l’ho!).

Io che se non viene Aldonsa per una settimana cado in depressione.

Io, si.

E’ esattamente una settimana che non faccio che rassettare, spacchettare, spostare mobili, trovare posto a cose che sistematicamente non so più in che cassetto ho messo appena 5 minuti dopo avercele messe.

Qualcuno dice che questi momenti nella vita servono.

Secondo me sarebbe molto più utile una vacanza in Polinesia.

ps: voi che ne dite?

Read Full Post »

doctor2214627c9qk8“Pallonaro” indica a Roma colui il quale è specializzato nel raccontare cose non propriamente vere, con la tendenza megalomane all’esagerazione.

I Pallonari nella fattispecie saremmo, mancoadillo, io e Homo.

Scena: io e Homo proprio nei giorni del trasloco abbiamo una missione: fare delle analisi del sangue.

Sveglia alle 6 del mattino.

Praticamente un cataclisma.

Destinazione: centro ricerche subito fuori Roma.

Arriviamo, in un caldo già torrido, muniti di ben 11 ricette mediche appositamente preparate da amico medico.

Lista degli esami di controllo da fare: infinita.

Si prevedono problemi e turbolenze, causa totale insufficienza di sonno. Tuttapposto.

Quattro occhi pallati si aggirano per i corridoi del bianchissimo centro ricerche, cercando di capire dove cavolo direzionarsi in un posto che sembra uscito da un film di fantascienza ambientanto nel 2500.

Arranchiamo allo sportello del pagamento ticket e la cassiera, dopo aver dato una rapida occhiata alle prescrizioni mediche, alza lo sguardo verso ‘sti du’ fenomeni che si ritrova davanti e impallidisce.

Ma no, signori! Questa non è possibile!

“Come scusi?” faccio io cercando di darmi un contegno. Assolutamente non credibile.

“Ma quante ne ha messe di prescrizioni per ciascuna ricetta il suo medico? Ma sono troppe! Ma che non lo vede!??! Non si puo fare! Dovete tornare un’altra volta.”

Io panico. Occhi con la lacrimuccia di Hello Spank quando urlava Iaiaaaa!

Devo averla commossa e mi fa impietosita:

Aspetti che chiamo la dottoressa e vediamo se qualche medico di qui le può gentilmente trascrivere di nuovo”.

Arriva la dottoressa (peraltro gentilissima).

Ma chi è questo fenomeno che vi ha preparato le ricette? Guardate che è impossibile!  Ma che non lo sa che si devono frammentare?!!”.

Alla fine, dopo due ore di tentativi e di attesa, durante le quali noi abbiamo decisamente l’aspetto di un soufflé afflosciato,  troviamo un’anima santa che ci riscrive il tutto e ci manda al prelievo.

A quel punto io, che già non ho fatto colazione, ciò 4 ore di sonno e pure un po’ di pressione bassa, temo di svenire in braccio all’infermiera.

Homo in tutto ciò è temporaneamente lobotomizzato ma vigile di fronte all’inesorabile avvicendarsi degli eventi.

Anche lui non è credibile ma fa decisamente il vago.

“Tutto a posto signori, passate alla stanza n. 10 per il colloquio con la dottoressa”.

E qui attenzione, perchè diamo davvero il meglio di noi stessi:

Dottoressa a Homo: “Lei fuma?”

Homo: “No”.

Lei barra con una crocetta nel modulo il quadratino “no”.

“Cioè, ho smesso”.

Alza lo sguardo inquisitore verso di lui: “Da quanto tempo?”

Da un anno”.

Se lo scruta con la faccia del professore che sta per cambiare voto sul registro. Cancella il “no” e barra impietosamente il “si”.

Prima umiliazione.

Dottoressa a Eppi dopo aver letto sulla prescrizione del mio medico (anche lui a questo punto decisamente pallonaro) la motivazione che mi spinge a fare queste analisi: “Perchè cistite in sospetta gravidanza?”

Io farfuglio qualcosa. Come faccio a dirle che mi serve una forte motivazione per ottenere il rimborso dell’assicurazione medica e che il medico ha appunto calcato un po’ la mano? Non sono in sospetta gravidanza anche se ho fastidiosi problemi di cistite ricorrenti.

“Beh!” faccio io “Sa! Siamo sposati da poco. Quindi non si sa mai…”

La dottoressa mi guarda con aria di compatimento. Sospetta che le abbia imbastito la cazzata, quindi si accanisce e va avanti nella sua investigazione.

Io ormai sono psicologicamente nel bel mezzo di un difficile esame universitario con di fronte un insegnante stronzo.

“Quando ha avuto l’ultimo ciclo?”

E io splendida: ” 21 giorni fa.

“E allora come fa ad essere sospetta gravidanza?”.

Seconda umiliazione.

Mi guarda con l’aria del professore che ormai ci ha rinunciato e che sta per mettere un 6 – – , e dice: “Va beh! Con voi ho finito. Andatevene pure”.

Secondo me alla fine del modulo, il responso che la dottoressa ha scritto è:

“OCCHIO A QUESTI DUE. AFFETTI DA GRAVISSIMA MALATTIA:

TRATTASI DI DUE INGUARIBILI PALLONARI”.

Read Full Post »

barbie-boa-rossoIeri sera bel, belle io e Eppi-dog ci prepariamo, acconciamo, sistemiamo, rassettiamo per andare a raccattare il “nostro” all’areoporto.

Dopo 3 giorni di assenza (sua) e di impacchettamenti (nostri) il mio sex appeal, in una scala da uno a dieci, poteva equivalere a due e tre quarti scarsino. Grazie.

Quindi potrete capire i lavori di restauro che ho dovuto metter su prima di uscire.

Robba che manco la Cappella Sistina!

Oltre tutto, ovviamente, quasi tutti i necessari strumenti di bellezza si trovano ormai sepolti e sigillati sotto montagne di scatoloni, irraggiungibili se non con una gru modello cantieri per grandi opere nazionali.

Dopo tutta ‘sta fatica, è ora di uscire.

Da fuori si sentono lampi fragorosi.

Eh già! Dimenticavo che ormai Roma si è praticamente trasferita ai Caraibi e non passa pomeriggio senza un signor nubifragio.

L’umidità è al 300% e i miei capelli, manco salgo in macchina, che si trasformano in un covone di paglia.

Nel viaggio scoppia l’Uragano Katrina. Viene giù di tutto: grandine, pioggia, imprecazioni.

Ovviamente sono in ritardo e il traffico da ponte estivo che si materializza lungo la strada, non aiuta. La situazione è sotto controllo.

Senzaltro.

Arriviamo finalmente.

Homo è lì da un’ora che aspetta.

Esco dalla macchina, madida di sudore, appiccicaticcia, col mascara colato e i capelli arruffati tipo barboncino Billy.

Lui mi guarda, mi bacia e mi fa: “Come sei bella”.

Devo proprio essergli mancata.

Read Full Post »

fashionIeri sera, prima di andare a dormire, mi sono ripetuta quello che che mi ripete sempre quella saggia donna di mia madre.

Quello che dice Rossella quando va sotto l’enorme quercia e prende un pugno della terra di Tara.

Con lo stesso sguardo e la stessa convinzione mi sono detta: “Domani è un altro giorno“.

Oggi non me pare proprio.

Read Full Post »

yoga_terraHomo è partito.

E’ andato fuori per qualche giorno per lavoro ed ha unito a questo una visita ad un amico che lo ospiterà.

Al nostro “professionista” infatti hanno pensato bene di fissare degli appuntamenti proprio la settimana prima del trasloco.
E’ praticamente un genio.

Del male.

Standing ovation per Homo. Grazie.

La porta si è da poco chiusa.

In casa siamo io ed Eppi-dog.

Ascolto il silenzio per alcuni minuti.

Stranamente regna la pace.

La quiete prima della tempesta, perchè ho deciso che in sua assenza ribalterò la casa per ultimare la preparazione dei pacchi. (Che culo).

Prima però, ho tutta l’intenzione di godermi alcune ore in santa pace e dedicarle a me.

Fare un po’ di yoga.

Respirare.

Per la prima volta dall’inizio del matrimonio, ho il tempo di trastullarmi in questa nuova dimensione parallela: la solitudine.

Assaporo già lo scorrere lento del tempo solitario, immersa in una strana “disorganizzata organizzazione”.

Mentalmente e con calma percorro i miei passi, anticipando ciò che farò nelle prossime ore.

Improvvisamente suona il citofono…

Driiiiin!

“Eppi! Sono mamma! Apri che ti ho portato alcuni scatoloni. Ti do una mano! Dai mettiamoci all’opera!”.

“Ehm! Grazie! Che bello!”

Segue bombardamento pneumatico di chiacchiere, news, varie ed eventuali su Gino, Pino, Marta ettuttilcuccuzzaro.

Manco faccio in tempo a riprendere fiato che…

Driiiiiiin!

“Eppi, sono zio Ugo. Pensavo che forse ti serviva una mano con i pacchi.  Apri che ti aiuto!”

E io che pensavo di stare un po’ da sola con la mia disorganizzazione.

Eppi cara, facciamo un bel caffè?! Hai magari pure due biscottini?”.

Ma non dovevate aiutarmi? Qui tra un po’ mi tocca pure mettere mano ai fornelli e tirar fuori un chilo di carbonara.

Dopo un’ora il primo dei pacchi giace ancora vuoto sul pavimento.

Il tempo scorre inesorabile e il pomeriggio ha preso più la piega del becero pettegolezzo che quella della produttività.

Penso appunto di cacciare tutti di casa, quando:

Driiiiin!

“Eppi, sono Master. Ho scotch, scatoloni e pennarelli. Apri che ti aiuto a fare i pacchi?”

Se me lo dicevate prima, invece del trasloco facevo una festa.

Read Full Post »

notsozenheaderTanto per fare un riassuntino, mi sono appena resa conto che io e Homo negli ultimi 12 mesi non abbiamo condotto quella che si può definire una vita monotona.

In ordine cronologico, siamo stati infatti protagonisti delle seguenti tragicomiche vicende:

1. Abbiamo preso una nuova casa: botta di culo micidiale, è stata buona la prima.

2. Ci siamo sposati: all’urlo di olavaolaspacca!

3. Homo ha lasciato il lavoro: scelta sofferta e coraggiosa che speriamo rechi frutti copiosi.

4. Ne ha iniziato uno completamente diverso: il genius mi si dedica ora alla fotografia. Leggi: come vivere con un teleobiettivo puntato addosso h.24 alla facciaccia delle occhiaie tipo “sposa cadavere” impietosamente registrate e documentate con frequenaza quotidiana.

5. Abbiamo percorso 10.000 km con la nostra Eppi-car: tra viaggi di lavoro e di piacere – come dice Master – non ci siamo mai fatti mancare niente. E non cominceremo certo ora.

6. abbiamo soccorso due amici in serio squilibrio emotivo. Master di cui sopra + amica del cuore di Homo che hanno incarnato in noi – pensa come stanno messi poveracci ! – il punto di riferimento emotivo in fatto di sfortunate vicende amorose; manco a dirlo abbiamo risolto brillantemente entrambi le questioni con un mix micidiale: vagonate di umorismo ed ettolitri di vino.

7. E per finire, il colpo di scena del nuovo trasloco. I quotidiani titolano: “Non paghi dei cambiamenti che hanno sconvolto le loro vite, le due anime in pena – cioè noi – si accingono a cambiare locasciòn e ad insediarsi in un nuovo quartiere”. Ma questo argomento verrà debitamente approfondito a tempo debito in altra sede.

Beh! Diciamo che se è vero che senza cambiamento non c’è vita, noi siamo decisamente vivissimi.

Pure troppo.


ps: e voi? come state messi?

Read Full Post »

Risvegli.

915277775_16e458a120Tempo fa avevamo degli operai in giardino che stavano sistemando una tubazione dell’intero palazzo la quale, ovviamente correva lungo tutto il nostro pavimento.

I lavori sono consisititi in:

– smantellamento con martello pneumatico spaccatimpani della fascia di pavimentazione in cemento

– escavazione del terreno sottostante per una profondità di circa un metro per 3 (ci mancava poco che ci ricongiungessimo con le catacombe di Sata Priscilla o che qualche scheltro di gladiatore incazzato ci zompasse dentro casa)

– sistemazione con relativa saldatura della suddetta tubazione.

– chiusura della voragine e ripristino della pavimentazione. Grazie.

Ho reso l’idea?

Dico questo perchè per circa una settimana io e Homo ci siamo svegliati grazie al simpatico suono roboante del martello pneumatico (ecchevvelodicoaffà? localizzato esattamente al disotto della finestra della nostra Eppi-bedroom), nonchè al tremore di letto, pavimento e vetri….

Simpatici risvegli quelli lì!

Io per quella assurda settimana alle ottomenunquarto (ora di inizio dei lavori, manco fossero svizzeri) venivo catapultata giù dal letto.

Lo so. Mi rendo conto che non è proprio l’alba, ma per gli orari che ho io, vi assicuro, è prestino e a quell’ora sono ancora in piena fase REM. Persino Homo, noto per avere un problema di risveglio mattutino, veniva sconquassato da tale fracasso.

La prima mattina, blateriamo qualcosa e cadiamo giù dal letto entrambi.

La seconda mattina blatero io qualcosa e cadiamo giù dal letto entrambi.

La terza mattina blatero e cado giù dal letto da sola.

Dopo due ore di martellamento spaccatimpani il rumore finalmente cessa.

SialodataWandaOsiris !

Homo spunta dalla camera da letto placido e soddisfatto:

“AHHHHH! OGGI HO DORMITO PROPRIO BENE.

FINALMENTE  QUELLI DEI LAVORI NON SONO VENUTI….”

Read Full Post »

killbillAllora, noi di Eppifemili abbiamo un’usanza introdotta tempo fa dall’ormai mitico Homo Sapiens.

L’usanza consiste nel fare, a scadenze più o meno irregolari, delle “maratone di film”.

In pratica ci apparecchiamo come trichechi sul divano, circondati da una lista interminabile di schifezze che vanno dalle patatine ai diversi gusti, ai pistacchi, alle olive, ai formaggetti assortiti con marmellata, ecchipiùnehapiùnemetta) per poi guardarci tutti in fila due o tre film scelti e abbinati con meticolosa cura da Homo con la collaborazione della sottoscritta e con la partecipazione di immancabili ospiti occasionali.

Ora, considerando che si parte a pomeriggio inoltrato e nonsisamaiqunadosifinisce, il numero di passi fatti in quelle ore rispetto al numero di calorie ingerite, ha un rapporto pari a circa 1:30.000;

ne converrete che ogni volta, quando tutto finisce, invece che camminare, deambuliamo rotolando con l’eleganza tipica di ippopotami ballerini.

Manco 6 ore consecutive con l’impietosa Cerbero ce la fanno a riportarmi ad una condizione fisica normale!

Nell’ultimo periodo Master, sempre e comunque in crisi depressiva per le sue alterne vicende sentimentali (per la serie “io non sarò mai piu felice” oppure “il mio destino ormai è segnato” o anche “voi tutti avrete una famiglia e io avrò solo un maggiordomo“) non gli pare vero, e si installa puntualmente sul nostro divano trangugiando scricchiolanti patatine untuose.

Ha già prenotato il posto in prima fila per la  prossima imminente maratona che dovrebbe avere luogo questo sabato.

Il programma è già stabilito (appositi volantini sono stati distribuiti in tutta Roma Centro).

Sarà il turno della saga di Kill Bill.

Attendiamo tutti con ansia l’evento e ci stiamo già preparando psicologicamente….e non solo.

Ps: se qualcuno di voi avesse delle idee per le prossime maratone…le mie orecchie sono sgangherate!

Read Full Post »

jlf00028“Che fai ora?!”

“Guarda, mangio una cosa al volo e poi corro all’appuntamento”

“Ok. Allora fai tu che io sto andando in palestra”.

Dopo 5 minuti ritorna in soggiorno con piattone pieno e faccia soddisfatta.

Lo guardo sovrappensiero.

Vedo che mangia vorace.

Quasi quasi ho fame anche io.

“Mhmhmhmh. Che buono! Avevo proprio voglia!”

“Ma che cos’è? Fai vedere…”

Guardo nel piatto.

Penso.

Come avrà fatto a cucinare il riso in 3 minuti? Bah! Lo dice lui, di essere bravo in cucina…e io che non gli ho mai creduto…

“Sono un genio! Ho messo del tonno, pomodorini freschi e mozzarella a cubetti. Poi ci ho aggiunto il riso basmati che era in frigo già pronto. Ho mischiato tutto, ed è uscita ‘sta cosa fantastica! Mhhmmhm!”

Dice. Ingollando l’ultimo boccone.

Mi giro di scatto verso di lui.

Mi si accende la lampadina gigante di Eta Beta sulla testa.

“Tesoro, ti vorrei comunicare che hai appena finito di trangugiare il riso di Eppi-dog”.

“._.”

ps: noncelapossofà!! Aiutatemi vi prego.

Read Full Post »

closed-for-holidayCe l’abbiamo fatta!

Pfui!

Dopo tre dico tre giorni di tentativi.

380 email dopo, abbiamo finalmente una destinazione!

Da Roma al Polo Nord tutto esaurito, prenotato, occupato.

E io, che sognavo una bella pausa romantico-rilassante a compensazione del rimandato fatidico viaggio di nozze, stavo quasi per rimettere il sogno nel cassetto e dare in pasto la chiave a Eppi-dog.

Ma non potevo credere che la mia celeberrima fortuna (anche detta “culospudorato“) in fatto di prenotazioni, mi avesse abbandonato così miseramente e senza pietà.

Mi sono data un’ultima possibilità.

Con la fronte imperlata di sudore ho rilanciato.

Ho gettato nell’etere altre 250 email di richiesta di prenotazione.

Più o meno verso ogni struttura ricettiva del centro Italia.

Dopo un’oretta decido di tornare su gmail.

Palpitazioni e sudore freddo.

Faccio “check mail”.

Ci sono, fra le altre cose lavorative (che ovviamente ignorerei anche se si trattasse della commissione di un progetto di un nuovo grattacielo a New York) alcune risposte.

Eccola. La vedo. E’ lei.

Lo sento.

La apro.

“Gentile signora siamo lieti di comunicarle che abbiamo disponibilità di posti per lei e suo marito per le date da lei richieste. Anche il cane sarà il benvenuto”.

Siano lodate tutte le divinità Shintoiste messe insieme!

Tiro un sospiro di sollievo e faccio mente locale  realizzando che non mi pare il caso di andare con maglioni di lana e felpe;  mi punge vaghezza che dovrei effettivamente tirar giù dal reparto estivo un paio di infradito e due costumini. Per la primissima volta in vita mia (ha del miracoloso) affronto il cambio di stagione col sorriso.

Ma poi ripensandoci: e meno male che c’è la crisi!!

Sennò che dovevo fare per trovare un agriturismo libero??! Andare in Nepal?!?

Read Full Post »

habilis_op_800x776In seguito a risentiti giudizi (da parte del suddetto protagonista del post il quale si lamenta dell’effettochefa letto dal di fuori) e anche in seguito ad un mea culpa dovuto forse ad alcune battute salaci impreviste e a una  mia visione della realtà senza mezze misure, mi vedo costretta in un tunnel senza uscita: devo dare dettagli su di lui, l’onnipresente Homo.

Come ho letto da qualche parte, se non riesci ad uscire dal tunnel…arredalo.

E io lo arredo. Per me poi, niente di più facile!

Homo, prima di tutto, è quello che ho ancora difficoltà a presentare…

“Salve. Lui è…..

lui è il mio fid…

No. Riproviamo.

Ehm! Lui è il mio…rag…no.

Cazzo! mi fa ancora così strano ….ma si!

Lui è mio M-A-R-I-T-O ! Quasi quasi, ogni volta, mi scappa da ridere.

Homo, è in realtà l’esatto contrario di un Homo Sapiens; cioè, si, è vero che la storia delle bombe a mano e della narcolessia non è mica tanto esagerata, però in realtà, qui trattasi di persona sensibile e molto attenta…sennò mica me lo sposavo! Mica so’ scema io. Grazie.

Homo, magari è pure vero che non sa cucinare (anche se lui dice di si, ma in realtà nessuno lo sa, perchè non ha mai cucinato nulla al di fuori di una leggendaria – si mormora – pasta con filadelfia (!) che il “nostro” si vanta di aver persino inventato – gulp!); però è altrettanto vero che è super fantastico quando si prende cura degli innumerevoli amici che ci calano in casa in ogni quando.

Homo, è vero che non è il campione mondiale di ordine (potremmo chiamarlo l’anti-Furio …non so se mi spiego);

come dice Aldonsa (vedi barra laterale dei personaggi) è un dessastro esto ragasso, che desastro! Però lui è anche un super cervello creativo, che mi bombarda di stimoli professionali e non, che mi riempiono i giorni e i pensieri.

Homo, sarà pure vero che, come tutto il genere maschile cui appartiene, due coseinsiemenunlesaffàmancodipinto. Però quella che fa, in ogni ambito e contesto (capisciammè aumm, aummm), la fa da dio!

Insomma Homo come me e come tutto il resto del mondo, ha i suoi difetti, ma me lo sono sposato anche per quelli, e me lo tengo con gioia e con amore proprio così com’è.

….

….

BLEAH!  mi si sono cariati i denti da soli….

Sarò mica diventata troppo sdolcinata?!

Chiedo Venia. Domani recupero e sarò cattivissima.

Read Full Post »

SCOOP!

Beh! Non potevo non mettervi al corrente della rivelazione avuta oggi da Homo il quale, leggendo gli sproloqui relativi al post Piovono Gelsi (sia miei che vostri eh??!! Mica solo miei!), mi comunica che la scena delle rane che piovono dal cielo è una cosa realmente accaduta.

Maccheccazz…?!?!

Si. Si. Avete capito bene.

Copio e incollo da Wikipedia:

La pioggia di animali è un fenomeno meteorologico relativamente raro, in cui animali quali pescirane o uccelli piovono dal cielo insieme alle precipitazioni regolari (solitamente pioggia). Secondo una delle ipotesi, la causa sarebbero dei forti venti o tornadi i quali, passando sopra le acque, raccoglierebbero assieme ad altri materiali anche gli animali”. 

Poi dice che il mondo non è strano….

Ma io mi domando sempre: come cazzo farà st’Homo a sape’ tutte ‘ste minchiate?!?!?

Read Full Post »

bride-in-rain-boots

Esattamente un mese fa si celebrava il nostro matrimonio.

Per chi non avesse seguito il blog dall’inizio, matrimonio secretissimo e privatissimo fu, ah!…

Ora, non posso proprio ritenermi una moglie veterana (e a pensarci bene manco tanto moglie a dirla tutta), però qualche conlusione da principiante l’ho tratta pure io.

Eccovi una bella listarella:

– non mi sento più saggia di prima (faccio esattamente le stesse cazzate).

– non mi sento più seria (anzi su questo posso dire con serenità che sono addirittura peggiorata, in quanto il matrimonio è coinciso con l’inizio del blog – e su queste pagine di cavolate ne ho sparate già abbastanza chelametàbastano).

– non ho voglia di andare a pranzo con i parenti né partecipare a eventi formali più di quanto non facessi prima, cioè zero. Grazie.

– non ho acquisito un diverso senso del futuro (perchè la vita mi ha insegnato che non si deve mai dare niente per scontato….e che è meglio affrontare le cose giorno per giorno, che tanto poi succede sempre qualcosa che manda tutto a puttane). Puntoeaccapo.

– non sono più felice né più triste di prima: sono come sempre in balia degli eventi della vita; il matrimonio non mi ha reso invulnerabile come pare succeda a molte (non che io lo avessi mai sperato questo – però hai visto mai…).

– Sono sempre convinta che l’aver fatto un matrimonio semplice con poche persone (ma buone) senza niente di pomposo e SOPRATTUTTO senza assomigliare pericolosamente a una meringa coi tacchi, nonchè un viaggio di nozze consistito in un pranzo a fregene* come il giorno in cui la nostra storia è iniziata, sia stata la miglior cosa o almeno quella che assomigliava di più a noi.

Insomma in conclusione posso dire che io mi sento proprio ESATTAMENTE COME PRIMA.

Anzi, un po’ di più!

ps: a tutti quelli che mi dicevano macchittelofaffare ora rispondo: lucidalabbra (tendallegra questa la capirai solo tu ma amen)

*Fregene: località balneare a 30km da Roma. Per la cronaca l’anniversario (o complemese) oggi consisterà in aperitivo con  bottiglia di vino bianco seduti sul muretto del parco sotto casa – vista mozzafiato sul colosseo…ecchistamegliodinoi.

Read Full Post »

sleeping-dogIeri.

Torniamo da una scampagnata di piacere/lavorativa in Umbria.

Partiamo io e Homo la mattina.

Presto.

E già di per sè questo è quasi un miracolo.

Eppidog è in trasferta dalla nonna la quale ha portato la “povera creatura” in montagna all’inno di “anche lei, poverina, ha bisogno di una vacanza“.

Quando avremo degli eredi,  il delfino di francia rispetto a noi… tzè! ….sembrerà un pezzente. Tuttapposto.

Devo fare un sopralluogo in un cantiere per verificare l’andamento dei lavori.

Ovviamont, che ci facciamo scappare l’occasione di unire l’utile al dilettevole??!! Naaaaaaaaaaaaaaa!

Quindi, dopo un sopralluogo durato circa 5 minuti (e pure troppi dato che è un mese che ‘sti deficienti non fanno una mazza – domani mi sentono), come cani affamati, e sotto un caldo appiccicoso che ha trasformato la mia frangetta in una serie di strisce di bava di lumaca, decidiamo di fare una sosta in una simpatica tipica trattoria.

Ci avventiamo su affettati, carne alla griglia e vinello e ci sollazziamo soddisfatti per un po’ all’ombra dei frondosi alberi del giardino.

Torniamo sui nostri passi verso le 5, imboccando l’A1 che ci riporterà a Roma; invochiamo San Parcheggino che oggi si rivela clemente, e arranchiamo verso casa.

Ci buttiamo sul divano come otarie obese e ubriache.

Lui mi fa: “Eppi, credo  che ora mi farò un pisolin…………..zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz!

Oh! Giuro.

Non ha nemmeno finito di pronunciare quella parola che, rombante dall’altro lato del divano, sento il suo russare…..

Roba da far impallidire i tromboni dell’orchestra di Santa Cecilia.

Ma, mi chiedo: come cavolo fanno gli uomini a cadere in catalessi così velocemente??

C’è un corso speciale che frequentano da piccoli ad insaputa delle bambine femmine?

Se qualcuno sa darmi delucidazioni e farmi sapere se ci sono lezioni  di recupero che io possa frequentare, prego, abbia pietà di me e batta un colpo!

Read Full Post »

wonderwomanLa mia giornata di ieri si è tranquillamente e serenamente svolta così.

Comincio dall’inizio:

Ore 1:45 am: sono a letto e penso che devo dormire.

Ore 2:10 am: sono a letto e penso che devo dormire.

Ore 3:45 am: penso che ora mi alzo e vado a suicidarmi buttandomi di sotto. Poi ci ripenso perchè sono al piano terra.

Ore 4:00 am: zzzzzz…

Ore 5:30 am: quella stronza di zanzara non aveva assolutamente niente da fare che banchettare sulla mia guancia….riprendo sonno finalmente.

Ore 8:00 am: Driiiiin ! Sveglia. Mi alzo. Bagno. Doccia. Caffè.

Ore 8:30 am: Solita prima bomba a mano in camera per svegliare Homo. Nessuna reazione.

Mi specchio e decido che ho bisogno di una restaurata a forza di botte di stucco  in faccia date con la cazzuola (ma le occhiaie, loro, imperterrite, non desistono). Passo decisamente al piano B e aggiungo una spalmata di fard eppassalapaura. A quel punto sembro Maria Antonietta a Corte di Francia.

Ore 9:00 am: seconda bomba a mano. Sento dei mugugnii e spero in bene.

Ore 9:30 am: inizia la perlustrazione della casa in cerca di Eppi-dog la quale è l’unico esemplare al mondo di cane che NON VUOLE ASSOLUTAMENTE MAI USCIRE DI CASA (e sottolineo MAI: abbiamo seriamente pensato di comprarle un catetere a Natale).

Ore 10:00 am: approdo finalmente, arrancando, nello studio. Pensate che mi sarà possibile cominciare finalmente a lavorare? Naaaaaaaaaaa!

Salve ho un problema con la linea telefonica.

Buongiorno signora (sarà buono per lei. A me è cominciato malissimo). Ora controlliamo subito.

Grazie.

Si signora, effettivamente c’è un guasto in zona.

Si grazie, e per quanto ci sarà il guasto in zona? Sa, io avrei del lavoro da mandare avanti e senza internet né telefono mi risulta alquanto complicato.

Beh! Oggi verrà sicuramente riparato. Al massimo domani.

E lì volevo davvero tentare il suicidio ma ho ingoiato il rospo con grande signorilità.

Ore 12:00 pm: dopo aver sbrigato lo sbrigabile, rassegnata, esco e faccio delle commissioni che rimandavo da tempo, fra le quali annovero un’oretta di fila alla posta per irtirare una raccomandata che altro non si è rivelata che un cazzosissimo avviso di riunione di condominio.

Potevo anche lasciarla alla posta.

Ore 13:00 pm: pasto frugale e appuntamento con cliente rompipalle.

Scusi, ma le mattonelle in bagno come le scegliamo?

Ma signora, veramente mi pareva che avessimo escluso le mattonelle; potremmo usare dei materiali alternativi più moderni e dal look molto più interessante.

Ah! Davvero? Quali per esempio?

Non so, le resine oppure il corian. Hanno una resa estetica fantastica (parlo per un’ora spiegando per filo e per segno i pro e i contro, sembra convinta, meno male).

Si certo, interessante. Ma le mattonelle come le scegliamo?

Basta. Adesso mi suicido davvero.

Ore 16:30 pm: esco mezza morta dall’appuntamento e decido di andare direttamente in palestra….Cerbero mi aspetta.

Si. Sono masochista.

Indi, smadonno nel traffico per un’ora e arrivo.

Ore 18:30 pm: giungo stremata a casa.

Apro la porta e grazieatuttiisantiinparadiso trovo Homo sorridente e Eppidog che mi mettono finalmente in pace con il mondo.

Stappo una bottiglia di vino bianco decisa a scolarmela lentamente in giardino nelle successive due o tre ore….

Finalmente un momento per me.

Manco mi sono distesa un attimo che….

“Ma Eppi, ci dobbiamo sbrigare. Dobbiamo preparare la cena! Non ti ricordi che vengono Luigi, Laura, Domenico e gli altri?”

No. Evidentemente no. Non me lo ricordavo.

Se vabbè…e chi cazzo sono io??!! Wonder Woman???!!!

Anche se, effettivamente, con quel bustino d’acciaio che sfida ogni possibile legge di gravità, farei la mia porca figura…no?

Read Full Post »

imgNon è notorio il fatto che sono le donne quelle che bramano coccole e tenerezze che più ce n’è e meglio è?

E non è forse notorio che quando Lei si sente un po’ giù e ha bisogno di coccole, Lui sbuffonchia dietro le sue spalle mentre la abbraccia, facendo roteare gli occhi e contando fra sé e sé fino a 99?

Beh! Facciamo a 35.

Non mi aveva forse detto qualcuno che prima di addormentarsi (e magari dopo aver fatto l’amore) Lei vuole carezze e baci per abbandonarsi placidamente al suono del respiro di Lui, mentre Lui vorrebbe soltanto girarsi dall’altro lato e comminciare imediatamente a russare all’unisono col cane e stigrancazzi?

Non mi pareva di aver sentito dire che a Lei piace la colazione a letto accompagnata magari da una rosa e/o da un bigliettino tenero tutte le mattine, mentre Lui vorrebbe alzarsi velocemente dal letto e buttarsi sotto una scrosciante doccia bollente?

E allora, spiegatemi.

Per quale strana congiunzione astrale qui da noi di Eppifemili (cazzo!) SUCCEDE TUTTO IL CONTRARIO ??!!

Read Full Post »

surprise2-copyIeri sono uscita a cena con un amico che non vedevo da un po’. Chiacchieravamo in vena di confidenze e gli faccio:

“Hai saputo che mi sono sposata?”

Silenzio.

“Ma dai, non dire cazzate”.

Imbarazzo.

“Ti giuro mi sono sposata, è vero”.

“Ma che cazzo dici?!” Ribadisce il concetto anche se  l’avevo vagamente già afferrato.

E io convinta: “Perchè no? La vera rivoluzione è nella normalità“. Me ne sono uscita tronfia con la stessa perla di saggezza appioppata giorni prima a Master durante un critico momento consolatorio (me l’ero ripassata poco prima).

Lui  laconico: ” Eppi, TU NON SEI MAI STATA NORMALE“.

“–“.

Silenzio.


Read Full Post »

cambio d’aria

surprise1Ieri guardo Homo e improvvisamente gliela butto lì: “Come te lo senti il matrimonio a due settimane di distanza?”

Non nascondo che ero in femminilissima ricerca  di paroline dolci e smielate, roba di amoruccio mio e picci picci su, picci picci giu.

Lui pontifica: “Il matrimonio è come quando passi dal Lazio alla Toscana: cambia l’aria”.

Io non l’ho mica capita.

Voi?

Read Full Post »

Missione compiuta.

festa_1Ore 21:23 di sabato sera. E’ ufficiale: sono distrutta. L’Eppi-wedding celebration party ha avuto luogo e nonostante piccole inezie, possiamo dire di essere tutto sommato soddisfatti… Inizio la giornata con un simpatico risveglio all’alba dovuto a una stranissima insonnia che non mi molla da giorni. Esausta, alle 8:00 decido di alzarmi e porre fine all’agonia. Ma andiamo con ordine.

Ore 9:30 – arriva il kamionconrimorkio con gli ultimi rifornimenti di cibo.

Ore 9:45 – chiamo il montacarichi per issarli fino a casa.

Dalle 10:00  alle 11:00 – mi divido fra le seguenti attività: sistemare le pietanze in bella vista sul tavolo del giardino, cercare di svegliare Homo con una bomba a mano e strappare il bigodino incastrato nel capello ribelle.

Ore 11:00 – vestizione +  trucco. Seconda bomba a mano per svegliare Homo (questa volta ho successo).

Ore 11:30 – sistemazione e ultimi ritocchi in giardino.

Ore 12:00 – pausa caffè (a questo punto sono esausta).

Ore 12:30 – arrivano i primi invitati. Comincia il tran tran.

Dalle 12:30 alle 15:00 – arriviamo a circa 40 persone le quali si avventano come uno sciame di cavallette  fameliche sul cibo, polverizzandolo.

Ore 15:20 – la nuvola di fantozzi pensa bene di materializzarsi sopra il nostro giardino. Siamo costretti ad abbandonare lo svaccamento e ad ammucchiarci in soggiorno, ma la cosa si rivela vantaggiosa per le locuste le quali si avventano sui dolci, polverizzandoli. (osservazione: giuro che dopo il diluvio del giorno del matrimonio e l’acquazzone durante la festa del medesimo, se per i prossimi 10 anniversari non si scomoda almeno l’uragano Katrina, mi incazzo. Ormai la considero una specie di tradizione di famiglia – by the way, dalle 15:20 alle 15:45 impreco e tiro giù tutti i santi del calendario aggiungendo anche qualche divinità shintoista).

Ore 16:30 – la nuvolazza di fantozzi pensa bene di levarsi dalle palle: smetto di imprecare.

Ore 17:00 – cominciano a sciamare le locuste satolle e brille. Nel giro di un’ora sono tutti andati. Io e Homo quasi ci stiamo per rilassare, quando, non ci posso credere,  suona nuovamente il citofono. Arrivano i ritardatari!! EEEEEEEEEEEEHHEHHE??!! alle 17:30… Ma scusate, aiutatemi a ricordare….non era un brunch?!?!

Read Full Post »

Spolverare…

amoreOggi, per caso ritrovo un vecchio cd dei Negrita che non sentivo da anni. Lo spolvero e lo metto su. A un certo punto arriva una canzone che parla di un aquilone . Ho un fulmineo flashback. E allora di colpo mi trovo catapultata nel 2002, quando io e Homo ci siamo conosciuti. Sono improvvisamente all’inizio della nostra storia che nasce. Sono in macchina durante la prima alba. Sono al bar dove abbiamo preso un caffè lungo 6 ore. Sono a pranzo su una spiaggia primaverile. Sono lì. E sono qui oggi. Siamo sposati. Da 2 settimane. Mi sono commossa.

Ok, avete ragione. Mi devono venire e sono schifosamente ipersensibile.

Read Full Post »

overloaded-carMi è sempre piaciuta un frase che Benazir Bhutto disse un giorno: “Una nave in porto è al sicuro, ma non è per questo che le navi sono state costruite”. Questo concetto è una costante della mia vita: per quanto io mi impegni a regolarizzare, normalizzare, sistemare, apparecchiare le vicende che mi vedono protagonista, succede sempre per un motivo o per un altro, il fantastico imprevisto che turns everything uspside down. Tiè! Pappappero!

E dunque, avendo Homo fatto di me una donna rispettabile (convolando a nozze) e avendo fatto di Eppi-dog finalmente una figlia non più illeggittima, avendo noi messo radici in una simpatica dimora con giardino che pare la casa degli Hobbit…secondo voi, o meglio, secondo me (anche) poteva per caso, tante volte, dice che… rimanere tutto così per almeno 30 scazzosissimi secondi??!! (secondo più secondo meno)

Minuto di suspance…Eccertochennò! (diciamo noi di Eppifemili in coro).

Inaspettatamente, a causa di congiunzioni astrali avverse che manco vi sto a spiegare (almeno per ora ma prima o poi un post sulla questione ve lo beccate zitti e mosca) e di uno stramaledettissimo Saturno incazzato, si  paventa infatti l’ipotesi (non ancora accertata ma plausibile abbastanza da materializzare sulla testa mia, di Homo e di Eppi un gigantesco, enorme, mega puntointerrogativo) di un simpatico, allegro e affaaaattoooo impegnativo traslochino. Così, en passant. Tutto ciò, dopo appena 9 mesi di permanenza nell’attuale magione. Questo implica che noi, armibagaglieburattini, ritorniamo alle origini, e per la 250 volta cambiamo la nostra residenza. Benissimo. Ora io dico, va bene che le navi non sono costruite per stare in porto. Occhei. Però, accidenti, ogni tanto se dovranno pure fermà, o no?!?!

ps: voi storie di traslochi niente?

Read Full Post »

zwr1yxjkmq_42941_1_1805_11Un’ora fa sono di colpo “scaracuzzolata” ** giù dal letto, non avendo assolutamente la più pallida idea nell’ordine

– di dove fossi

– di chi fossi

– di quanto pesassi (per inciso stavo sognando dei cani….bah!)

al suono tonante di un megafono che proveniva da un furgoncino evidentemente appostato a 5 centimetri dalla finestra della mia camera da letto:

“Donne! È arrivato l’arrotino.
Arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto!
Donne è arrivato l’arrotino e l’ombrellaio; aggiustiamo gli ombrelli; l’ombrellaio, donne!
Ripariamo cucine a gas: abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gas.
Se avete perdite di gas noi le aggiustiamo, se la cucina fa fumo noi togliamo il fumo della vostra cucina a gas.
Lavoro subito, immediato.
Donne, è arrivato l’arrotino!”

Ora, comprendo che stiamo nell’epoca della precariteà e della generazione “mille euro”, ma che cazzo! Ancora esistono gli arrotini??!!! E soprattutto, esistono ancora quelli (o quelle) che si fanno arrotare i coltelli??!!  No, perchè io potrei valutare la suddetta ipotesi solo nel caso in cui il suddetto arrotino fosse il fratello gemello di Johnny Depp…e comunque non di domenica e non alle 10 del mattino!

In tutto ciò, ovviamente Homo Sapiens ha placidamente continuato a dormire, e così ha fatto Eppi-dog (tale padre, tale figlia).

SGRUNT !

E comunque…. B-U-O-N-G-I-O-R-N-O !

PS: per chi volesse avere un risveglio simile al mio, prego cliccare qui . Grazie.

** voce del verbo “scaracuzzolare” da me coniato alla tenera età di 5 anni. Dicesi di persona che rotola in modo maldestro da un posto a un altro (questa volta non è su Wikipedia)

Read Full Post »

ks75073Oggi è deciso: riprendo la palestra. Ora che sono sposata, non posso certo lasciarmi andare! Ah no! Decisa a non diventare una donna-bigodino né tantomeno una donna tutonata-con-pedalo-tribanda mi decido e varco la soglia della palestra (che poi altro non è che un bunker sotterraneo dove l’umidità unita al sudore è una manosanta per i miei capelli sempre piastrati, stirati, macumbati, eccetera). Ne esco infatti puntualmente devastata, paonazza che manco Heidi cià i rossi sulle guance come i miei. Beh! In ogni caso, dato la riservatezza dell’ormai avvenuto matrimonio, non avevo fatto parola a CERBERO (l’istruttrice fustigatrice che all’urlo di “avete le chiappemosce” ci fa fare 8000 flessioni e 7500 piegamenti a botta). Ma voi pensate che eventi come questi possano minimamente rimanere privati?! CERTOCHENNO’! E infatti, immantinentemente, la mia adorata cuginetta aveva provveduto nottetempo a briffare tutta la comunità palestrifera non solo sull’esistenza del simpatico evento, ma anche sulle sue ormai celeberrime modalità (vedi post in cui descrivo le reazioni su Facebook senza che sto a ripetere). Oltre tutto, e qui faccio un inciso, pare che l’evento sia stato postato anche sul celeberrimo blog di una delle mie testimoni e quindi, dopo essere stata globalmente sputtanata nell’etere per aver acquistato il mio favoloso Valentino all’outlet (che grezza!), in pratica anche i moscerini delle Galapagos sono venuti a conoscenza delle mie nozze – Scusate l’inciso.

Insomma, entro in palestra e noto con piacere che CERBERO mi punta da lontano, scavalla gli attrezzi per i deltoidi e con un balzo mi raggiunge: “AUGURI!” rimbomba. E io un pò intimorita abbozzo un sorrisetto:”Grazie”. “Tua cugina mi ha raccontato!”. A quel punto, tutte le 30 assatanate palestrate dellunaemmezza in attesa famelica di autodistruggersi a forza di addominali e flessioni, avevano la curiosità a 2000 e mi fissavano tutte e trenta contemporaneamente. Io vaga. “Lei domenica si è sposata” sentenzia CERBERO col vocione rivolta alle girls (che poi quasi tutte cianno 150 anni pe’ gamba e degli addominali da far impallidire Swartzy quando faceva Conan il Barbaro). E loro: “Ma dai?!! Davvero??!! Auguriiii!! E come ci si sente e come non ci si sente…eddiqquà eddillà…ecchissà ecchinonlosà, ecceterà, ecceterà”. Segue un turbinio di domandine, risatine, rispostine e ammiccamenti, dopodichè il silenzio! “BASTA! ADESSO SI COMINCIA!” tuona CERBERO azionando lo stereo che riecheggia con il solito repertorio “cover-dance-cheap-eddaje-ancora-sta-canzone”.  Ritorna la severità nel tempio del corpo. Le menti si spengono….(capirai! sai che differenza) e si accendono i bicipiti. Tutte composte, la seguiamo nell’ennesima seduta autodistruttiva che ci vedrà uscire ancora una volta da lì come delle amebe barcollanti. E’ proprio vero, il matrimonio non cambia niente…è sempre la solita solfa.

Read Full Post »

yajimanihonLa mia suocera nuova di zecca (persona adorabile quanto esuberante) mi regala un pomeriggio dall’estetista. Appuntamento: il giorno prima del Wedding Day. Voi direte: idea fantastica! SENZALTRO. Se non fosse per il fatto che sono entrata dentro al bunker estetico alle ore 13:30 esatte e ne sono uscita esanime alle ore 19 …19 !!! tutto, dopo essere stata rivoltata come un pedalino sporco… il trattamento è consistito in una serie di simpatiche azioni/reazioni sulla mia persona che mi hanno resa insensibile a qualsiasi sollecitazione fisica. Nell’ordine: massaggio completo su tutto il corpo, massaggio facciale, maschera, pedicure, manicure, parrucco e messa in piega. In pratica sarei dovuta uscire di lì tipo pretty woman quando va all’opera con Richard. Soltanto che io sono uscita con i capelli dritti e le budella aggrovigliate. La cosa è inziata con il fantastico massaggio corpo: “Prego, si sdrai sul lettino a facccia in giu”. E io con aria goduriosa mi accoccolo. Ad un certo punto con un carpiato doppio la simpatica donnona atterra sulla mia bassa spina dorsale causando un roboante CRACK ! Io impallidisco. “Vede, questo è un massaggio posturale…sente?! sente?! Come scioglie le tensioni?” Io sentivo solo di aver completamente perso la sensibilità alla spina dorsale e già mi vedevo, il giorno dopo, avanzare sulla scalinata del Campidoglio, con stampelle e tacco 12. Benissimo! Proseguiamo. “Si giri. Ora passiamo alla faccia e alla parte anteriore del corpo. Guardavo il soffitto e pensavo:quando finirà questa tortura…” Sporga leggermente con le spalle rilasciando il collo” . Doppio CRACK! Oddio! Ha cercato di terminarmi facendo roteare il mio collo di 280 gradi netti! “Ora dall’altro lato!”. E io: ” No! La prego no! Per pietà!”. “Si fidi, questo scioglie tutte le tensioni – prosegue con il massaggio – Certo che lei, signora, non si rilassa mai! – e ci credo, a quel punto ogni singola giuntura del mio corpo era completamente disarticolata. Avete presente i pupazzetti di legno di quando eravamo bambini (quindi più o meno risalenti al primo paleozoico), quelli con la molla sotto che si spingeva facendo collassare tutti i micropezzettini che li componevano? Beh! Io ero uno di quelli senza la molla. Ma ancora mi attendeva un ennesimo, fatidico step: la maschera facciale. ERRINGAZIOIDDIO non ha provocato nessuna allergia o gonfiore deformante (io già mi vedevo tipo la sorella gemella di mikey rourke in The restler). Tolta quella poltiglia appiccicosa dalla faccia di cui il 20% mi era finita negli occhi e il 35% nei capelli, il donnone (raggiante) mi fa: “Si specchi! Guardi che pelle! Che differenza rispetto a prima”…In pratica mi aveva appena detto che io prima ero un cesso ambulante e che adesso, grazie a lei, ero una strafiga. Gentile. Si, si. Molto gentile. Io comunque mi guardavo e riguardavo ma vedevo sempre la stessa me, solo un po più arrossata e  tumefatta del solito.  Senza dubbio più stressata. Dopo altre tre ore fra tintemmessinpiega , non sognavo altro che il miraggio del mio divano, il mio futuro marito, Eppi-dog e un po’ di calma piatta.  Insomma, sarò pure uscita da lì bellissima, scioltissima e radiosa, ma ero pur sempre un miserabile in un fascetto di nervi !

Read Full Post »

nrb_14911

Ebbene si! Il fatidico evento è avvenuto e da oggi possiamo dare ufficialmente inizio all’esistenza dell’Eppifemili. L’Eppi-dog ha cambiato status su Facebook da “figlia illegittima” a “leggittima”. Manco a dirlo, io e Homo Sapiens abbiamo tempestivamente cambiato la nostra situazione sentimentale da “impegnati” a “sposati” (scatenando una valanga di commenti di tutti quelli – cioè tutti – che non sapevano nulla dell’evento)…. quasi con maggiore ufficialità ed emozione della firma delle carte in Campidoglio!! Ah! Ah! Il potere del Web! Ufficializzare con Facebook è davvero avanti…così avanti che abbiamo fatto tutto il giro e siamo tornati indietro!! Che NERDS!

I casi della vita…Si mormorava: “Ma figurati! Le previsioni del tempo non ci azzeccano mai!”. E io, che controllavo maniacalmente e nervosamente meteo.it nei giorni scorsi, vedevo accumularsi sempre più lampi, fulmini e saette, proprio su casa mia, manco fosse stato invitato al matrimonio l’uragano Katrina. Cliccavo, cliccavo e ogni volta le saette aumentavano…altra premonizione?! Segno avverso del destino? Beh! Si sa, le previsioni  non ci indovinano mai; ma ovviamente in questo caso si è verificata la famosa eccezione che ha confermato la regola. E io, tutta meringata, con sandalo tacco 12, pedicure da far paura, e strascico bianco, dopo essere scesa dalla vespa che mi ha portata a destinazione, mi so’ dovuta inerpicare, prima su per la scalinata e poi nel fantastico scenario campestre del ristorante, sotto una pioggia torrenziale….non vi dico lo strascico…non se l’è passata proprio bene e diciamo che gridava pietà gia verso le 13! Ma il terrore vero si concentrava su un altro punto del mio corpo: i capelli! L’incubo di vedermi riflessa in una pozzanghera con un’acconciatura tipo Jakson Five anni 70, avanzava nel mio inconscio e si concretizzava lentamente sulla mia chioma piastrata, antifrizzata, laccata, e macumbata! Beh! Per farla breve, tutto ciò non è avvenuto. Io ero sempre liscia anche alle cinquedelpomeriggio, il pranzo è stato fantastico ed il tempo ci ha concesso almeno un break nei momenti cruciali dei trasferimenti. Il celebrante depresso e sconsolato è stato più che all’altezza, brillante e delizioso. La giornata, insomma, è stata una vera, allegra e bella festa. Un Eppi-matrimonio insomma! Ma d’altro canto, Eppifemili chiama Eppiuedding, no??!!

Read Full Post »

Ecco ci siamo…

karate-wedding-721982

….e speriamo di non andare a finire così…

Read Full Post »

Il confetto dove lo metto?

confettif Ma voi lo sapevate che per certe occasioni si devono utilizzare solo ed esclusivamente (con le E maiuscola) alcuni colori?! Il nero manco a pensarlo….il rosso poi fa cafone. Come i diamanti sopra i 50, diceva la mitica Audrey. Rimane il sempiterno bianco, oppure un distinto color panna. Delicatissimi! Lo so, direte voi. So’ problemi…Starete sicuramente pensando che è il tunnel che piano piano avanza…mi compatite? beh! Mi pare evidente che se lo fate, vuol dire che non ci siete mai passati. Sono sicura di suscitare tenerezza e condivisione in tutti coloro (se mai ci saranno) che leggeranno queste righe sconclusionate. So perfettamente che non ne uscirò viva…Ma è proprio a questo punto che scatta, oltre al mal di testa, l’intraprendenza della mamma tuttofare, la quale, escogitando un compromesso fra la figlia sciroccata e la bombonierista titubante, realizza il miracolo. Ne esce un delizioso, microscopico, allegro mucchietto di mini oggettini colorati; fra questi anche un piccolo fiocco nero. Bombonierista titubante, tu m’hai provocato e io ti ho sconfitta!

Read Full Post »

Appetite For Destruction

b394228348a0e7cd1098e010l Ora io mi chiedo: dopo aver trascorso la mattinata ad imbustare, incollare, impilare e centrare etichette sull’ Eppi-bomboniera (che consiste in un cd con due lati virtuali in cui sia io che Homo Sapiens abbiamo inserito le nostre songs preferite di sempre) mi sono bloccata per un istante in un vuoto temporale pneumatico.

Ma vi pare possibile che la mia prima canzone si intitoli Lie in Our Graves e quella di Homo Used to love her (continua con “But I had to kill her”)??

Credo che il vuoto pneumatico sarebbe venuto a chiunque….è un segno? Un monito? Una predizione? Possibile che non ce ne siamo resi conto? Cosa direbbe il caro vecchio Sigmund di fronte a cotanta ostinazione autodistruttiva?! Beh! Io continuo ad imbustare che ho quasi finito, ma il tarlo in testa rimane…Axel, ti prego, salvaci tu!

Read Full Post »

funny_weddingcakethingies3E la storia inizia qui.  Nei giorni prima del nostro matrimonio al quale in pratica non è stato invitato nessuno. Che quindi poi in teoria, cosa lo facciamo a fare? E tutti a dire: ma chi te lo fa fare (cioè quelli che si sono già sposati). Finora ti eri salvata! E io che dentro di me penso: ma a voi chi ve l’ha fatto fare allora? E tutti sempre a dire: ma dove andate per il viaggio di nozze. E io: ma… non sappiamo ancora; credo che lo faremo più in là. E altri a dire: ma come sarà il vestito. E io: …bla, bla, bla. Capisco “quelli che gli viene il panico il giorno prima” ! Con tutte le micro domandine ansiogene modello goccia cinese, che tutto il mondo intorno, girando vorticosamente,  ti pone…meno male che noi abbiamo fatto un passetto indietro. E ci siamo trovati fuori dal vortice. E lo abbiamo guardato girare divertiti. Ah! Ah! EPISODIO TIPO: l’altro giorno siamo andati a prenotare un posto per mangiare dopo il grande evento, dove in pompa magna ci dirigeremo con fare carovanesco, noi davanti e tutto il micro-cucuzzaro in linea a seguire…non è così che si fa di solito? Comincia la signora: “c’è la scelta fra 750 primi fra cui dovete sceglierne 2; 333 secondi fra i quali ne prediligerete uno. I dolci li preferite a buffet oppure al tavolo? le sedie con il vestitino o senza?”. Io pallida, guardo Homo Sapiens con occhio pallato. Lui, fingendo un atteggiamento scaltro e consapevole, sprizza sicurezza da ogni capillare dell’occhio iniettato di sangue per aver dormito due ore. Fa il vago. Lo so che fa il vago. L’ho beccato. Io titubo intimidita e sotterrata da quella valanga di punti interrogativi che mai avranno una risposta (almeno non una risposta consapevole). Guardo la signora che mi siede davanti con fare rassicurante. Un pò la compatisco perchè so che non avrà da noi le risposte che si aspetta. La guardo: le sue unghie hanno una french da fare invidia alla Clerici. Chissà se è la moglie del proprietario che ha scalato le classi sociali, ponendosi prorompentemente al top della gerarchia del Casale Santa Costanza. Ha l’aria così rassicurante. “E la torta, la volete rotonda o quadrata, a millefoglie o crostata di frutta?” Magari è diventata mamma giovane, realizzando il sogno di tutta la famiglia…e poi… Mentre ero immersa in queste mie fantasie visionarie, sento una voce che dall’altro mondo parallelo in cui mi ero per un attimo assentata, mi catapulta nuovamente nello spazio-tempo matrimoniale: “Sicuramente come primo voglio le tagliatelle al sugo di cinghiale” – pausa di orrore e gelo – “Ma, le suggerisco però una pasta corta, più adatta alla cerimonia, sa, per via dei vestiti che possono macchiarsi” E Homo, di tutta risposta: ” Ma siccome il matrimonio è mio, io  li faccio macchiare e gli faccio mangiare le tagliatelle!” Lei abbozza una risatina pensando di avere a che fare con due amebe extraterrestri, anche un pò stupide, a dirla tutta. Insomma per farla breve, siamo usciti da lì con una maggiore consapevolezza della nostra cronica impossibilità di confrontarci con alcune realtà convenzionali, un pò basiti e soprattutto con un atroce dilemma: le sedie, loro, avranno i vestitini oppure no?

Read Full Post »