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Posts Tagged ‘ricordi’

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La verità è una sola.

Ho appunto in questi giorni scoperto che quando la mia mamma mi ha creato, mi ha fatto il dono più bello del mondo:

LA VITA.

Peccato che poi si è dimenticata di darmi il libretto delle istruzioni.

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Svuota chettirisvuota,

cerca chettiricerca,

scova chettiriscova,

mi imbatto in una visione fantastica.

Dietro un mucchio di cianfrusaglie, in fondo all’ultimo pensile della cucina, sotterrata da uno strato di polvere e frustrazione, ecco che ritrovo lei:  la mitica, indimenticabile gelatiera.

La gelatiera è quella macchina con cui la sottoscritta (golosa ai limiti della decenza) si deliziava finchè abitava in questa magione, producendo tonnellate di gelato multigusto per sé e per gli amici di sventura.

La vedo.

La amo.

Fa un caldo pazzesco fuori.

Tiro fuori la veneranda e fedele macchina.

Inserisco la spina e la accendo per vedere se è ancora in vita.

Il suono familiare del suo motore e della pala che gira mi rapisce come una sinfonia di Bach.

Mi abbandono ai ricoldi morbidi e filanti di un gelato estivo appena fatto di qualche anno prima.

Alle cene accaldate dei tempi della mia adolescenza.

Inseguo le mie papille gustative impazzite, manco fossero quelle di Eppi-dog di fronte a una zucchina bollita puzzolente.

Decido.

Abbandono tutto.

Scendo al bar e acquisto il necessario.

Un’ora dopo ero di fronte ad un chilo di gelato filante appena fatto con tutta l’intenzione di mangiarmelo tutto di fronte alla tv.

Eccheccazzo!
Quando ce vo’, ce vo’ !

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VisualPackingIeri ho cominciato a fare i pacchi del trasloco.

E’ incredibile come, anche solo in un anno di vita (tanto è che siamo in questa casa), si siano accumulate cose, ricordi e storie completamente alla rinfusa.

Sarà un segno?

Decido di cominciare dal mobile più antipatico da svuotare: il cassettone del soggiorno (antico pezzo di famiglia di Homo, ovvero il ricettacolo dove ogni schifezza che circola per casa va a finire in una situazione di assoluta promisquità).

Bene. Proseguiamo.

Con lo spirito di Indiana Jones che esplora il Tempio Maledetto, mi accingo a dare inizio all’impresa.

Nei suddetti cassetti  reperisco nell’ordine:

– N.2 micro calze della befana nere piene di sabbia (!) regalataci dalla mia mamma in ricordo degli infantili tempi che furono. Ovvero come traumatizzare eventualmente un poppante con una calza modello “Tim Burton”.

– N.2 tessere elettorali mia e di Homo: cercate invano per ore rivoltando casa qualche settimana fa.  Dopo che, sotto un caldo torrido, ci siamo attraversati Roma per farle rifare, con naturalezza estrema, le impavide, riemergono. Stronzissime!

-N.1  pallina blu di eppi-dog: lei, quella storica. La pallina smangiucchiata che ha ormai una puzza tra il pesce marcio e le superga dell’85, ma senza la quale il suddetto cane non puo’ assolutamente sopravvivere.

– N.1 foto di me sedicenne con nientepopodimenoché Morten Harket, storico cantante degli A-ah: che riemergesse il mio passato adolescenziale da groopie…beh! questo proprio era imprevedibile. (Per la cronaca: devo dire che a distanza di 20 anni il tipo nonstamessonientemale, buttate uno sguardo su google che vi rifate gli occhi, tanto per iniziare bene la giornata).

– numerosi altri premi e cotillon che non sto qui ad elencare per non tediarvi di prima mattina. Ma poi, che accidenti saranno mai ‘sti cotillon?!

Ora mi domando: adesso che tutte queste cose sono state lanciate alla rinfusa in due scatoloni….che etichetta dovrei mettere secondo voi per capire, da qui a un mese, che cavolo c’è lì dentro??!!

Come le vedo lontane ‘ste vacanze.

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are-scooters-marnlyBeh! Oggi ero lì che gironzolavo per commissioni con il mio fido destriero bianco: Fiorello.

Giorni fa avevo accennato a lui: motorino Honda SH classe ’91, con il quale ho condiviso gli anni più importanti della mia vita fino ad oggi.

Ho pensato: cazzo, lui c’era sempre.

Quando eravamo…

Lui c’era.

E quella volta che…

Lui c’era.

Insomma, ho deciso che ve tocca pure il post sul motorino catorcio.

Zitti e mosca!

Devo riconoscerlo sono una sentimentale.
Adoro zigzagare nel traffico flirtando con gli specchietti retrovisori delle auto in movimento; adoro sentirmi il venticello  sulla faccia quando d’estate non c’è altro refrigerio che montare in sella e andaredovenonsisa;

adoro sapere di non dover fare a cazzotti per un parcheggio e lasciare lui, Fiorello, proprio davanti alla mia destinazione (il che ha il vantaggio non trascurabile che mi consente di andare sempre in giro con tacchi astronomici – tantomicadevocamminare)

Lui, Fiorello, c’era quando ho dato i miei primi esami all’università;

c’era quando ho inseguito il mio primo grande amore con il mio migliore amico fin sotto casa sua in quella notte d’estate.

C’era pure quando, saliti in tre, ci ha portato in giro per Roma, affaticato ma caparbio, mentre realizzavamo il documentario (tutto sfocato) di vacanze romane.

C’era quando, tornata dall’Erasmus, dopo un anno di inattività, è partito al volo senza manco fiatare (mitico!).

Quante ne abbiamo passate io e lui!

E poi mi sento dire…

Ao! Butta ‘sto catorcio! Nun sei credibile su quer catafalco!

Ma come posso???! Come?!

Certo, non è una Vespa Special faro tondo del ’72, ma è stato mio fedele amico per più di mezza vita!

Io che (giuro lo faccio davvero) gli metto ancora la catena con il lucchetto – anche se so che mai a nessuno balenerebbe in mente l’idea di rubarselo – solo in segno di rispetto per restituirgli la dignità di motorino.

Insomma, se è vero che anche gli oggetti hanno un’anima, lui è la mia anima gemella.

E come faccio allora, vi chiedo, a rottamarlo?!?

Noncelapossofà.

Se esistesse il cimitero dei motorini, io Fiorello ce lo porterei.

Sempre il più tardi possibile, ovviamont.

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Spolverare…

amoreOggi, per caso ritrovo un vecchio cd dei Negrita che non sentivo da anni. Lo spolvero e lo metto su. A un certo punto arriva una canzone che parla di un aquilone . Ho un fulmineo flashback. E allora di colpo mi trovo catapultata nel 2002, quando io e Homo ci siamo conosciuti. Sono improvvisamente all’inizio della nostra storia che nasce. Sono in macchina durante la prima alba. Sono al bar dove abbiamo preso un caffè lungo 6 ore. Sono a pranzo su una spiaggia primaverile. Sono lì. E sono qui oggi. Siamo sposati. Da 2 settimane. Mi sono commossa.

Ok, avete ragione. Mi devono venire e sono schifosamente ipersensibile.

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