Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘riflessioni’

June_PinUpQuando la Aldonsa è in vacanza succedono un sacco di cose strane in questa casa.

Quando la Aldonsa è in vacanza, si creano delle montagne sparse di oggetti non identificati negli angoli più remoti dell’appartamento: ognuno di noi si guarda bene dal ravanarci dentro (Eppidog esclusa, poiché gli odori la attizzano parecchio), per timore di trovare esempi di evoluzione della specie animale che manco Piero Angela saprebbe catalogare.

Quando la Aldonsa è in vacanza, dalle finestre si vedono palazzi sempre più offuscati: da quando è partita, credo che Roma (per la tristezza) sia stata immersa in un sottile e costante strato di foschia. Tuttavia recentemente mi è sorto il dubbio che io debba pulire i vetri.

Quando la Aldonsa è in vacanza, gli indumenti residenti nell’armadio hanno le fattezze di fogli accartocciati: la conseguenza è che vedo Homo girare per e fuori casa, con outfits degni del premio oscar per i costumi, che prevedono l’accostamento del giallo al viola con l’aggiunta di un sospetto di verdino anni ’70; il tutto talmente ingrinzito che pare che l’hanno passato al tritarifiuti. Benissimo.

Da quando la Aldonsa è in vacanza, caso strano, la biancheria si è depressa: ha stranamente acquisito un colore grigetto con punte di rosato. Ho provato a parlarci, ma niente.

Da quando la Aldonsa è in vacanza organizzare cene per gli amici è diventato faticosissimo: nonostante l’ingresso in questa nuova casa di nientepopodimeno che….LA LAVASTOVIGLIE (standing ovation please), il rassettare dopo il terzo bicchiere di vino, mi crea simpatiche sorprese il giorno seguente, non ultima quella di trovare una scarpa nel frigorifero.

Ho capito che, finchè la Aldonsa è in vacanza,

mi sa che è meglio che io diventi la Aldonsa.

Read Full Post »

1beach-girl_

Vi ricordate per caso di S., l’ amica di cui ho ripetutamente parlato QUI ?

Quella che, essendo single, è una divoratrice assatanata di mondanità ed appuntamenti?

Beh! Magari a voi non interesserà, ma fatto sta che S. è appena tornata dalle vacanze.

S. è andata in Grecia.

Su un’isola fantastica che chiameremo Oskiolampapopulus.

S. si è divertita un sacco a Oskiolampapopulus e, durante la prima telefonata di aggiornamento, mi ha descritto a grandi linee l’andamento delle sue ferie appena concluse.

“Ciao Eppi, tesoro! Come stai?”

“Bene grazie. E tu cara? Quando sei tornata?”

Da un paio di giorni. Sono stata in Gracia, a Oskiolampapopulus. Cioà… non puoi capire. Un posto intergalattico.

Un mare dapaura. Eppoi una vita molto soft.

Cioà, davvero.

Con le mie amiche abbiamo passato fantassici giorni di relax, in una

locasciòn mooooolto cuul.

Questa volta gniante nait cleb. Gniante vita mondana.

Sono stata veramente alla grande”. A quel punto sono tentata di chiederle le prove inconfutabili, perchè mica ci credo tanto.

“Ne sono felice”. Magari per una volta si è redenta.

“Si. Guarda. Ho capito un sacco di cose”. E lì comincio seriamente a tremare.

Abbiamo fatto davvero una vita semplice, lontano da questa società moderna del cavolo. Oddio, che fa?! Me la butta sul sociale?!

“Al giorno d’oggi siamo abbituati a ‘sto consumismo, ‘na cifra di condizionamenti. Lì invece gniante: mare, sole, riposo”. Prosegue convinta, manco fosse andata in Papua Nuova Guinea.

E comunque per la cronaca, si. L’ha buttata sul sociale.

“A davvero?”, incalzo io basita.

“Si guarda. Tiggiuro! An certo punto ho detto allamiche mie:

Oh! Lasciatemi qui.

In fondo, i vestiti ce li ho per un anno;

le scarpe pure;

i costumi mi bastano per due anni.

Stoappostocosì. Sto”.

Mi rendo conto che, a quel punto, di fronte al problema del luk,  la questione sociale  non poteva che andare decisamente a farsi fottere.

Read Full Post »

honest_awardE’ incredibile.
Qualcuno ha deciso di insignirmi del
FANTASTICO
MERAVIGLIOSO
STRABILIANTE
INCOMMENSURABILE
premio The Honest Scrap Award!
La responsabile di tale operato è mammYX nonché l’artefice del fantastico

nonhovalentina

Il premio funziona così:

Condizioni del premio: raccontate ai vostri lettori 10 cose che si sappiano o meno di voi ma che sono vere. Indicate dieci persone che hanno diritto al premio e siate sicuri di far loro sapere che sono stati contrassegnati (un breve commento sul loro blog andrà bene). Non dimenticate di collegarvi di nuovo al blogger che vi ha premiato.

E quindi, come da copione, eseguo il compito e vado ad
elencare le mie 10 cose.

PRIMA COSA:
sono a dieta dalla tenera età di 14 anni.
Ho alternato periodi di magrezza assoluta
a periodi di totale normalità.
In ogni caso, in pratica posso tranquillamente affermare
che sono AFFAMATA DA UNA VITA.

SECONDA COSA:
Ho da sempre la fobia delle farfalle.
Si. Avete capito bene. Quelle leggiadre, colorate e delicate
creaturine che tutti adorano.
Se poi sono falene, c’è la seria possibilità
che io cominci a saltare a destra e a manca urlando come un’invasata
nel bel mezzo di una macumba.
Per capirci: se mi passa a due centimetri un topo, un serpente,
un facocero namibiano,opure un triceratopo del cretaceo , io non batto ciglio.
Ma se avvisto a 10 metri da me una simpatica e colorata farfallina
io divento tipo la sposa cadavere e vado lunga per terra.

TERZA COSA:
Sono assolutamente incapace di stare senza fare nulla
per più di 10 minuti.
Quando sono molto ma molto stanca, decido che è tempo di riposo.
Allora mi apparecchio bel bella, magari sul divano, decisa a non
muovere un muscolo eccetto quello dell’indice per cambiare canale
sul telecomando.
Mi prendo da bere; qualcosa da sgranocchiare. Poi mi guardo intorno.
Dopo che mi sono guardata intorno, mi riguardo intorno.

Mi faccio un paio di domande. Mi do qualche risposta. Penso a due, tre cosette.
Poi mi chiedo: e ora che faccio?
A quel punto, easusta e stressata più di prima, mi
alzo e mi invento qualcosa. Sono irrecuperabile.

QUARTA COSA:
Adoro la mia Eppi-dog. Incondizionatamente e senza riserve. La vizio e la rivizio.
La coccolo e la ricoccolo. La sbaciucchio e la risbaciucchio.
Il problema sorge quando le parlo e mi aspetto pure che lei mi risponda.

QUINTA COSA:
Sono una irecuperabile puntuale. Embè? Direte voi. Embè, vi dico io, in un mondo di gente che ti fa sempre aspettare almeno un quarto d’ora ad ogni appuntamento, il fatto di spaccare il secondo è una notevole fonte di stress.
Se poi si considera che quando voglio fare la figa (e farmi attendere a qualche appuntamento) succede che il traffico svanisce nel nulla, o che becco il parcheggio proprio di fronte alla mia destinazione, divento anche una puntuale involontaria. Il quel caso aspettare il tizio o la tizia di turno mi fa incavolare ancora di più.

SESTA COSA:
ore 9:00 am: “Mamma buongiorno come stai?”
ore 10:00 am: “Ah, scusa mamma. Mi potresti ripetere che strada devo fare per arrivre a XXXX?”
ore 12:35 pm: “Si. Ciao mamma. Scusa ancora. Ho dimenticato di chiederti se puoi passare in studio più tardi”
ore 3:00 pm: “Mamma! Non potrai mai immaginare che mi è successo poco fa…”
ore 6:00 pm: “Ma per cena stavo pensando di fare….”
ore 8:00 pm: “Buonanotte mamma. A domani”
…E che ci volete fare? Sono figlia unica.

SETTIMA COSA:

Essendo io disordinata, non paga di ciò, ho pensato bene di fare la botta di matto e sposare uno che è come me ma moltiplicato per 30. Della serie “masochismo in età contemporanea“. Poi ci credo che Aldonsa se ne va in vacanza!

OTTAVA COSA:
Amo viaggiare. Se poi durante il viaggio si soffre un po’ per la fame, la sporcizia, gli spostamenti interminabili, le attese infinite, la mancanza di prenotazioni…beh! Allora per me è proprio una vacanza DA PAURA!

NONA COSA:
In 18 anni che possiedo Fiorello il motorello (adorato
Honda SH del 91 di cui ho già parlato a lungo in un precedente post),
non l’ho MAI, E DICO MAI, E SOTTOLINEO MAI….LAVATO.
Mi vergogno da sola. Grazie.

DECIMA COSA:
Non so leggere i sottotitoli dei film perchè, sapendo di avere poco
tempo a disposizione prima che cambino,
mi emoziono e vado in tilt.
Questo è stato uno dei motivi principali per cui
mi sono impegnata seriamente e ho imparato le lingue.
Lo so. Non sono normale. Arigrazie.

Detto ciò, insignisco dell’autorevole premio The Honest Scrap Award:

http://www.tendallegra.blogspot.com/ : perchè come usa il lucidalabbra lei, non ce n’è. Ma soprattutto perchè la considero la mia sorellina di penna. Grazie Tendaaaa!

http://donnaemadre.wordpress.com/ : perchè la mia esistenza virtuale senza i suoi commenti non avrebbe senso.

http://ginocchiaapunta.splinder.com/ : perchè è per me il simbolo del genio e sregolatezza. Lo adoooooro!

http://scientificamente.wordpress.com/ : perchè le sue “elaborazioni” servono davvero un po’ a tutti noi che lo leggiamo.

http://ilmondodiarthur.wordpress.com/ : perchè, lui lo sa, è semplicemente delizioso.

http://www.mammaimperfetta.it/ : perchè è come una cara amica. Sai che c’è.

http://stellasolitaria.wordpress.com/ : come si f a stare senza una stella?!

http://www.tuttodoppio-gemelli.it/ :  doppio di tutto, compresa la simpatia.

http://comicheincassa.splinder.com/ : quando una è intelligente va premiata cavolo!

http://se-telefonando.blogspot.com/ : dulcis in fundo !

Read Full Post »

grocery_list_cFacciamo un piccolo passo indietro.

Alcuni giorni prima di partire, quando era ancora bloccato a letto per il mal di schiena, Homo mi chiede, vedendo che sto per uscire, di comprargli un paio di cosette.

Alcune per l’imminente partenza.

Altre semplicemente per ammazzare il tempo dalla sua postazione “inchiodata al letto” (della serie “Homo non deve morire”).

Mi porge dunque un fogliettino ben scritto ed ordinato con la lista della spesa.

Vado a riportare ciò che elencava:

– due scatole di Toradol (antinfiammatorio: logico).

– due di Omeprazene (gastroprotettore: scontato).

– tre scatole di Bentelan da 1 mg (cortisone: indispensabile).

– un pacchetto di siringhe da 2 ml (ovvie).

– due confezioni di Vigorsol (oneste).

– un barattolo di yogurt alla banana (rinfrescante).

– Playboy (?@?!!?@).

…Ma uno normale no eh?!?

ps: i commenti fateli voi che io ancora rido.

Read Full Post »

182878Ma uno che ci va a fare in Sardegna se poi si ritrova:

– chilometri e chilometri di spiagge simil-caraibiche che a guardare verso l’orizzonte sembra di stare a Santo Domingo ma se ci si gira verso la terra si vedono migliaia di ombrelloni colorati con sotto altre migliaia di persone appanzall’aria.

– la signora Lucia vicina di ombrellone che alle trediciezerocinque esatte tira fuori dalla borsa frigo nell’ordine: LA PEPERONATA, GLI SPAGHETTI AL SUGO, LE MELANZANE ALLA PARMIGIANA E LA MACEDONIA DI FRUTTA che il bambino Paolino (undicenne di 820 chili) trangugia puntualmente con la massima nonchalance.

– palline proiettile provenienti dal tizio che gioca a racchettoni sulla battigia a 2 metri da te ma che, siccome è una schiappa, le manca tutte; risultato: ho il corpo pieno di lividini tondi che mi danno un simpatico aspetto di “zebra a pois”.

– una fila per il caffè di decine di assatanati che si affollano  inferociti nei pressi dell’unico bar della spiaggia di turno.

– un’altra simpatica fila per il parcheggio che, datosi che noi ce la prendiamo comoda ovvero ci presentiamo in spiaggia non prima delle 13:00 (emmica ci possiamo perdere le guest stars “Paolino e signora Lucia” in azione!), puntualmente troviamo a circa 2 km dalla spiaggia. Risultato: arriviamo vicino alla riva con un kiwi in bocca e le narici felpate.

Onestamente, se non fosse per il fatto che la spettacolarità del paesaggio mi ha con forza suggerito di tornarci in un calmo mese di giugno o settembre,

direi proprio che ci sono delle dinamiche sociali che mi sfuggono.

ps: bentrovati a tuttiiii!! A voi come sono andate le vacanze?

Read Full Post »

4363648Signori ecco le buone nuove di casa Eppi.

Dopo un periodo decisamente poco confortante in cui si sono succedute problematiche varie soprattutto legate alla schiena malandata del mio Homo, pare che la situazione si sia normalizzata.

Almeno sufficientemente per consentirci dieci giorni di vacanza.

Da vecchi.

Ospiti di alcuni amici, in Sardegna.

In casa; in modo che possiamo all’occorrenza far riposare Homo.

Vicino al mare; in modo da non avere spostamenti troppo traumatizzanti.

In Italia; in modo da favorire un rientro rapido ed indolore in caso di necessità.

Della serie: “manco mi’ nonno”.

Non vi sto a raccontare che metà della valigia è occupata da medicine.

Non vi sto neanche a raccontare che pare io non possa prendere il sole causa antibiotico che potrebbe riempirmi il corpo di macchie che manco la mucca Carolina. La qual cosa mi vedrà frequentare le spiagge solo nelle ore mattutine e bardata di scafandro e ombrello parasole.

Uno spettacolo imperdibile.

L’importante è che oggi si parte, salvo contrordini improvvisi.

Per il momento incrocio le dita.

Pure quelle dei piedi.

ps: buone vacanze a tutti voi. Grazie per il sostegno dimostrato in questi giorni. E’ pure probabile che vi becchiate qualche post direttamente dalla splendida Sardegna dato che la nostra vita sociale sarà pari a quella di Villa Arzilla nell’ora di punta.

Read Full Post »

3718991556_b2321d7509Oggi più o meno il mio umore suona

così


ps: ho reso l’idea? A voi capita mai?

Read Full Post »

paint_0Credeteci o no.

Scommetteteci o no.

Ma ve lo dico: ormai viviamo quasi in una casa normale.

La novità della settimana è che (tenetevi forte) abbiamo un letto!

Si perchè è vero che avevo fatto l’affarone del secolo dal rigattiere (il Conte di Fersen de Noantri per chi ricorderà) accaparrandomi un fantastico letto vintage, ma è anche vero che al suddetto letto mancava la struttura con le doghe.

Conseguenza: abbiamo dormito per due settimane con i materassi a terra ma insieme ad una meravigliosa spalliera stile Maria Antonietta e un fantastico mal di schiena.

Che stile!

Certo coi materassi sbattuti per terra, tutto sembravo tranne che la regina di Francia. Direi anzi che assomigliavo più che altro a Cenerentola.

Ma prima della zucca trasformata in carrozza.

O, ancor peggio, ero tutta Jessica Fletcher quando si sveglia la mattina a Cabott Cove.

Ma ora abbiamo compiuto grandi passi in avanti: abbiamo acquistato la parte mancante del letto.

Abbiamo spacchettato gran parte degli scatoloni; abbiamo liberato aree sconosciute della casa dove regnava incontrastato il fantastico mondo di Quark; abbiamo concentrato gli ultimi rimasugli di disorganizzazione in un angolo, in modo da non dare troppo nell’occhio.

E per finire, con mia grande soddisfazione abbiamo preso una sofferta e discussa decisione: dipingere o meno l’armadio della camera da letto.

E’ stato deciso per un fantastico “verde relax” che richiamasse il colore della  testiera del letto.

Dopo una tavola rotonda con Homo, mazzetta dei colori e caffé in mano, vado a comprare le vernici della tonalità prescelta.

Non sapevo dell’esistenza di ben 578 tonalità diverse di verde.

Mi apparecchio manco fossi il capo cantiere del nuovo stadio di Hong Kong, preparo i pennelli e studio le istruzioni per la diulizione del composto.

Ho deciso che me ne occuperò io. Solo io. Non voglio interferenze da parte di nessuno poichè “sono esperta”  e queste cose mi danno tanta soddisfazione.

Mi confronto con aria di sfida con l’immensa parete candida.

Michelangelo davanti alla Cappella Sistina era sicuramente meno motivato di me.

Ho con me i miei amici scala, bandana e ventilatore.

Sono armata di buoni propositi e di una determinazione senza precedenti.

Tempo 4 ore, finisco il capolavoro.

Ho i capelli verdi e il viso a pois.

Ma questo non è che un dettaglio.

Mi guardo il mio armadio “nuovo” da lontano.

Lo rimiro. Lo amo.

Suona Master che passa casualmente in zona.

Entra in camera per salutarmi, guarda la mia opera e fa:

“Ah che bello! Avete fatto l’armadio verde pisello!”

Voglio ucciderlo in questo istante ma poi penso che forse è daltonico.

Read Full Post »

magnetic_floating_sofa

La verità è una sola.

Ho appunto in questi giorni scoperto che quando la mia mamma mi ha creato, mi ha fatto il dono più bello del mondo:

LA VITA.

Peccato che poi si è dimenticata di darmi il libretto delle istruzioni.

Read Full Post »

img22179_0_0

Svuota chettirisvuota,

cerca chettiricerca,

scova chettiriscova,

mi imbatto in una visione fantastica.

Dietro un mucchio di cianfrusaglie, in fondo all’ultimo pensile della cucina, sotterrata da uno strato di polvere e frustrazione, ecco che ritrovo lei:  la mitica, indimenticabile gelatiera.

La gelatiera è quella macchina con cui la sottoscritta (golosa ai limiti della decenza) si deliziava finchè abitava in questa magione, producendo tonnellate di gelato multigusto per sé e per gli amici di sventura.

La vedo.

La amo.

Fa un caldo pazzesco fuori.

Tiro fuori la veneranda e fedele macchina.

Inserisco la spina e la accendo per vedere se è ancora in vita.

Il suono familiare del suo motore e della pala che gira mi rapisce come una sinfonia di Bach.

Mi abbandono ai ricoldi morbidi e filanti di un gelato estivo appena fatto di qualche anno prima.

Alle cene accaldate dei tempi della mia adolescenza.

Inseguo le mie papille gustative impazzite, manco fossero quelle di Eppi-dog di fronte a una zucchina bollita puzzolente.

Decido.

Abbandono tutto.

Scendo al bar e acquisto il necessario.

Un’ora dopo ero di fronte ad un chilo di gelato filante appena fatto con tutta l’intenzione di mangiarmelo tutto di fronte alla tv.

Eccheccazzo!
Quando ce vo’, ce vo’ !

Read Full Post »

425.desperatehousewives.tvguide.092308

Non so se ne uscirò!

Comincio a dubitarne seriamente.

Io che considero il tempo dedicato alla lavatrice tempo perso.

Io che quando cucino solitamente impiego dai 3 ai 4 minuti gettando a casaccio ingredienti nel forno.

Io che non so cosa vuol dire stirare (anzi, a proposito, mi sa che il ferro da stiro manco ce l’ho!).

Io che se non viene Aldonsa per una settimana cado in depressione.

Io, si.

E’ esattamente una settimana che non faccio che rassettare, spacchettare, spostare mobili, trovare posto a cose che sistematicamente non so più in che cassetto ho messo appena 5 minuti dopo avercele messe.

Qualcuno dice che questi momenti nella vita servono.

Secondo me sarebbe molto più utile una vacanza in Polinesia.

ps: voi che ne dite?

Read Full Post »

shih-tzuAlcuni giorni fa, durante il mio volontariato su internet per favorire le adozioni dei cani di canile, mi imbatto nella sorella gemella di Eppi-dog. Solo molto più vecchia e sfortunata.

Infatti i suoi ex proprietari hanno pensato bene di abbandonarla in mezzo a una strada e mollarla lì. Indi, la mala sorte, non paga, ha fatto si che la poverina venisse buttata in un canile sanitario dove verte in condizioni pietose tanto che pare un’intricata palla di nodi.

E allora vi domando: come? Come posso io lasciarla lì in canile a morire di stenti e solitudine? In pratica è la nonna di Eppidog?!?! Siamo praticamente parenti!!

Vi premetto che sono mesi che presso incessantemente Homo nel disperato tentativo di adottare un altrettanto disperato “caso canino“.

Vi giuro, me ne capitano a centinaia.

Giustamente lui, considerando la contrarietà di mia madre (alla quale santa donna viene appioppata Eppi-dog ogni qualvolta noi si parte per le vacanze) e considerando la nostra vita alquanto irregolare al momento…spegne i miei slanci umanitari e mi rimanda a casa con un bel RESPINTO in fronte.

Effettivamente se fosse per me a quest’ora ne avremmo 200 di cani!

MA.

IN QUESTO CASO C’E’ UN MA.

Facendo leva sull’amore incondizionato di tutti per Eppi dog, compreso quello di  mia madre che non vede l’ora che noi partiamo per spupazzarsela un po’ (si, lo so, tocca farle un nipotino sennò esce matta!);

dicevo facendo leva su ciò, ho cominciato prima con delicatezza e poi  come un trattore impazzito, a insinuare l’argomento.

Mentre ieri eravamo dal parrucchiere con assoluta nonchalance, la santa donna pronuncia la seguente frase lasciandomi a bocca aperta:

“Eppi, ma allora dimmi: come si chiama il mio nuovo cagnolino?”

Per poco non mi ribalto dalla sedia del lavaggio.

Read Full Post »

doctor2214627c9qk8“Pallonaro” indica a Roma colui il quale è specializzato nel raccontare cose non propriamente vere, con la tendenza megalomane all’esagerazione.

I Pallonari nella fattispecie saremmo, mancoadillo, io e Homo.

Scena: io e Homo proprio nei giorni del trasloco abbiamo una missione: fare delle analisi del sangue.

Sveglia alle 6 del mattino.

Praticamente un cataclisma.

Destinazione: centro ricerche subito fuori Roma.

Arriviamo, in un caldo già torrido, muniti di ben 11 ricette mediche appositamente preparate da amico medico.

Lista degli esami di controllo da fare: infinita.

Si prevedono problemi e turbolenze, causa totale insufficienza di sonno. Tuttapposto.

Quattro occhi pallati si aggirano per i corridoi del bianchissimo centro ricerche, cercando di capire dove cavolo direzionarsi in un posto che sembra uscito da un film di fantascienza ambientanto nel 2500.

Arranchiamo allo sportello del pagamento ticket e la cassiera, dopo aver dato una rapida occhiata alle prescrizioni mediche, alza lo sguardo verso ‘sti du’ fenomeni che si ritrova davanti e impallidisce.

Ma no, signori! Questa non è possibile!

“Come scusi?” faccio io cercando di darmi un contegno. Assolutamente non credibile.

“Ma quante ne ha messe di prescrizioni per ciascuna ricetta il suo medico? Ma sono troppe! Ma che non lo vede!??! Non si puo fare! Dovete tornare un’altra volta.”

Io panico. Occhi con la lacrimuccia di Hello Spank quando urlava Iaiaaaa!

Devo averla commossa e mi fa impietosita:

Aspetti che chiamo la dottoressa e vediamo se qualche medico di qui le può gentilmente trascrivere di nuovo”.

Arriva la dottoressa (peraltro gentilissima).

Ma chi è questo fenomeno che vi ha preparato le ricette? Guardate che è impossibile!  Ma che non lo sa che si devono frammentare?!!”.

Alla fine, dopo due ore di tentativi e di attesa, durante le quali noi abbiamo decisamente l’aspetto di un soufflé afflosciato,  troviamo un’anima santa che ci riscrive il tutto e ci manda al prelievo.

A quel punto io, che già non ho fatto colazione, ciò 4 ore di sonno e pure un po’ di pressione bassa, temo di svenire in braccio all’infermiera.

Homo in tutto ciò è temporaneamente lobotomizzato ma vigile di fronte all’inesorabile avvicendarsi degli eventi.

Anche lui non è credibile ma fa decisamente il vago.

“Tutto a posto signori, passate alla stanza n. 10 per il colloquio con la dottoressa”.

E qui attenzione, perchè diamo davvero il meglio di noi stessi:

Dottoressa a Homo: “Lei fuma?”

Homo: “No”.

Lei barra con una crocetta nel modulo il quadratino “no”.

“Cioè, ho smesso”.

Alza lo sguardo inquisitore verso di lui: “Da quanto tempo?”

Da un anno”.

Se lo scruta con la faccia del professore che sta per cambiare voto sul registro. Cancella il “no” e barra impietosamente il “si”.

Prima umiliazione.

Dottoressa a Eppi dopo aver letto sulla prescrizione del mio medico (anche lui a questo punto decisamente pallonaro) la motivazione che mi spinge a fare queste analisi: “Perchè cistite in sospetta gravidanza?”

Io farfuglio qualcosa. Come faccio a dirle che mi serve una forte motivazione per ottenere il rimborso dell’assicurazione medica e che il medico ha appunto calcato un po’ la mano? Non sono in sospetta gravidanza anche se ho fastidiosi problemi di cistite ricorrenti.

“Beh!” faccio io “Sa! Siamo sposati da poco. Quindi non si sa mai…”

La dottoressa mi guarda con aria di compatimento. Sospetta che le abbia imbastito la cazzata, quindi si accanisce e va avanti nella sua investigazione.

Io ormai sono psicologicamente nel bel mezzo di un difficile esame universitario con di fronte un insegnante stronzo.

“Quando ha avuto l’ultimo ciclo?”

E io splendida: ” 21 giorni fa.

“E allora come fa ad essere sospetta gravidanza?”.

Seconda umiliazione.

Mi guarda con l’aria del professore che ormai ci ha rinunciato e che sta per mettere un 6 – – , e dice: “Va beh! Con voi ho finito. Andatevene pure”.

Secondo me alla fine del modulo, il responso che la dottoressa ha scritto è:

“OCCHIO A QUESTI DUE. AFFETTI DA GRAVISSIMA MALATTIA:

TRATTASI DI DUE INGUARIBILI PALLONARI”.

Read Full Post »

internet3locandina4cxw200h176c00Amica di Master durante una cena in terrazza: “Sai Eppi, sono molto cambiata: da un po’ di tempo mi piacciono bori”.

Io: “Come bori?”

Amica di Master: “Si insomma, fino a una certa età mi piacevano i ragazzi impalati, impostati, precisini. E da un po’ mi piacciono i bori”

Io: “Scusa, mi definiresti “bori” ? Non so, dammi un dettaglio, una descrizione. Qualcosa”.

Nella mia ignoranza avevo sempre pensato che la definizione “boro” in romano equivalesse a “coatto” ovvero, per i non romani, cafone/poco fine.

A quel punto, dovevo decisamente andare a fondo alla golosa questione che mi si era così inaspettatamente presentata.

Amica di Master: “Come te lo spiego? Sai, che ne so?…uno boro, uno che cià la collanina al collo”.

E io che ancora pensavo che quelli con la collanina fossero normali.

Secondo voi so’ io quella strana?

Read Full Post »

RelocatingI sondaggi dicono:

“il trasloco costituisce uno dei momenti più stressanti della vita di una persona. Secondo  solamente a un grande dolore sentimentale (primo posto) e alla perdita del lavoro (secondo posto)”.

Considerando che la nostra nuova casa in questo momento sta messa più o meno così, ho deciso che da oggi comincio a credere ai sondaggi.

ps: in compenso il miracolo è avvenuto: per vostra sfiga e mia fortuna habemus internet!

Read Full Post »

fashionIeri sera, prima di andare a dormire, mi sono ripetuta quello che che mi ripete sempre quella saggia donna di mia madre.

Quello che dice Rossella quando va sotto l’enorme quercia e prende un pugno della terra di Tara.

Con lo stesso sguardo e la stessa convinzione mi sono detta: “Domani è un altro giorno“.

Oggi non me pare proprio.

Read Full Post »

VisualPackingIeri ho cominciato a fare i pacchi del trasloco.

E’ incredibile come, anche solo in un anno di vita (tanto è che siamo in questa casa), si siano accumulate cose, ricordi e storie completamente alla rinfusa.

Sarà un segno?

Decido di cominciare dal mobile più antipatico da svuotare: il cassettone del soggiorno (antico pezzo di famiglia di Homo, ovvero il ricettacolo dove ogni schifezza che circola per casa va a finire in una situazione di assoluta promisquità).

Bene. Proseguiamo.

Con lo spirito di Indiana Jones che esplora il Tempio Maledetto, mi accingo a dare inizio all’impresa.

Nei suddetti cassetti  reperisco nell’ordine:

– N.2 micro calze della befana nere piene di sabbia (!) regalataci dalla mia mamma in ricordo degli infantili tempi che furono. Ovvero come traumatizzare eventualmente un poppante con una calza modello “Tim Burton”.

– N.2 tessere elettorali mia e di Homo: cercate invano per ore rivoltando casa qualche settimana fa.  Dopo che, sotto un caldo torrido, ci siamo attraversati Roma per farle rifare, con naturalezza estrema, le impavide, riemergono. Stronzissime!

-N.1  pallina blu di eppi-dog: lei, quella storica. La pallina smangiucchiata che ha ormai una puzza tra il pesce marcio e le superga dell’85, ma senza la quale il suddetto cane non puo’ assolutamente sopravvivere.

– N.1 foto di me sedicenne con nientepopodimenoché Morten Harket, storico cantante degli A-ah: che riemergesse il mio passato adolescenziale da groopie…beh! questo proprio era imprevedibile. (Per la cronaca: devo dire che a distanza di 20 anni il tipo nonstamessonientemale, buttate uno sguardo su google che vi rifate gli occhi, tanto per iniziare bene la giornata).

– numerosi altri premi e cotillon che non sto qui ad elencare per non tediarvi di prima mattina. Ma poi, che accidenti saranno mai ‘sti cotillon?!

Ora mi domando: adesso che tutte queste cose sono state lanciate alla rinfusa in due scatoloni….che etichetta dovrei mettere secondo voi per capire, da qui a un mese, che cavolo c’è lì dentro??!!

Come le vedo lontane ‘ste vacanze.

Read Full Post »

Tecnologia amica.

imgkittytop01yj9Ieri mi chiama mio padre e mi fa sghignazzando:

Ho una sorpresina per te…”

E io: “…mhmhmm! e cos’è edddai dimmelodimmelodimmelo! Eddai, eddai!””.

Non me lo dice neanche se mi attacco al tubo del gas.

Tanto anche se minaccio, abbiamo degli sfigatissimi fornelli elettrici…quindi è inutile che faccio finta di avere la sindrome pre-suicida.

Insomma si presenta a casa con una serie di scatolette colorate.

Apro goduriosa e divertita e compare un piccolissimo micro computer.

Dalle dimensioni sembrava perfettametne proporzionato a Epp-idog.

Uno di quelli che entrano nella borsetta insieme al rossetto e al portacipria e che per schiacciare i tasti ti servono le pinzette per depilare le sopracciglia.

GAUDIO! TRIPUDIO! TREPIDAZIONE!

Lo adorooo!!! Chikkissimo! E’ meraviglioso…

Come se, in soli 70 metri quadri, non bastassero il mio pc portatile e gli altri due mac di Homo.

Insomma, Eppifemili era già senza dubbio la famiglia con la maggiore concentrazione computer/metro quadro.

Manco la densità abitativa di Tokio!

Mi ci mancava pure il mini computerino!

Avete idea di quale sarà la conseguenza di tutto ciò?

Per la vostra gioia, potrò sproloquiare in questa sede da qualsiasi posto io mi trovi e in qualsiasi momento

A meno che qualcuno non mi faccia sparire le pinzette.

Read Full Post »

notsozenheaderTanto per fare un riassuntino, mi sono appena resa conto che io e Homo negli ultimi 12 mesi non abbiamo condotto quella che si può definire una vita monotona.

In ordine cronologico, siamo stati infatti protagonisti delle seguenti tragicomiche vicende:

1. Abbiamo preso una nuova casa: botta di culo micidiale, è stata buona la prima.

2. Ci siamo sposati: all’urlo di olavaolaspacca!

3. Homo ha lasciato il lavoro: scelta sofferta e coraggiosa che speriamo rechi frutti copiosi.

4. Ne ha iniziato uno completamente diverso: il genius mi si dedica ora alla fotografia. Leggi: come vivere con un teleobiettivo puntato addosso h.24 alla facciaccia delle occhiaie tipo “sposa cadavere” impietosamente registrate e documentate con frequenaza quotidiana.

5. Abbiamo percorso 10.000 km con la nostra Eppi-car: tra viaggi di lavoro e di piacere – come dice Master – non ci siamo mai fatti mancare niente. E non cominceremo certo ora.

6. abbiamo soccorso due amici in serio squilibrio emotivo. Master di cui sopra + amica del cuore di Homo che hanno incarnato in noi – pensa come stanno messi poveracci ! – il punto di riferimento emotivo in fatto di sfortunate vicende amorose; manco a dirlo abbiamo risolto brillantemente entrambi le questioni con un mix micidiale: vagonate di umorismo ed ettolitri di vino.

7. E per finire, il colpo di scena del nuovo trasloco. I quotidiani titolano: “Non paghi dei cambiamenti che hanno sconvolto le loro vite, le due anime in pena – cioè noi – si accingono a cambiare locasciòn e ad insediarsi in un nuovo quartiere”. Ma questo argomento verrà debitamente approfondito a tempo debito in altra sede.

Beh! Diciamo che se è vero che senza cambiamento non c’è vita, noi siamo decisamente vivissimi.

Pure troppo.


ps: e voi? come state messi?

Read Full Post »

Chi è lo…?

Oggi ero lì che passeggiavo con Eppi-dog per i bisognini quotidiani.

A un certo punto lei mi si impunta sul seguente oggetto:

DSC_0174

A quel genio che l’ha scritto vorrei proprio stringere la mano.

Magari dopo che se l’è lavata.

Read Full Post »

Aperò chic

2291738412_562143ef55Appuntamento con Master e amici di amici per aperitivo rinfrescante serale a Campo de’ Fiori.

Capisco subito l’antifona.

“Allora quest’estate dove andate?” fa amico incravattato a amica perbenino.

“Ma guarda, ancora non sappiamo. Forse prendiamo la barca e andiamo a fare un giro a Panarea”.

“Certo però che ormai lì c’è davvero una folla insopportabile. Non so. Forse sarebbe meglio andare in Sardegna”.

Master mi studia da lontano temendo una delle mie classiche uscite da catarpillar (cosa di cui  tra l’altro vado generalmente fiera).

“Ma il Buby invece che fa?!”

“Lo sai che quello non si schioda da Ponza neanche a pagarlo! “

“E tu Eppi, che fai?”

Azz! Mi hanno beccata mentre mi scolavo l’ultimo sorso di regale prosecco e mi facevo i beneamaticazzimiei.

“Si? Scusami. Dicevi?!”  Ma di che parlavano questi?

“Hai già dei programmi per quest’estate?”

“Beh! Veramente non ne ho idea al momento”. Cari miei, ho un trasloco e altre 2.800 cose da affrontare prima di farmi sfiorare minimamente dal sospetto di una vacanza.

“Però in compenso ho un trasloco nelle prossime settimane” Argomento assolutamente tedioso per l’allegra comitiva. Ma io insisto imperterrita nel voler dare il mio prezioso contributo alla pungente conversazione.

Proprio oggi infatti sono andata in un negozio vintage dove ho trovato un fantastico letto antico“. E così e cosà, segue descrizione dettagliata.

Alla parola “vintage” gli occhietti spilliformi di amica perbenino si illuminano.

Davvero?! Ma è fantastico! Dov’è questo meraviglioso negozio?! Devo assolutamente andare! Adoro il vintage! Per favore, potresti darmi l’indirizzo? Stavo appunto cercando una sedia anni cinquanta per la scrivania ereditata dal mobilio di famiglia. Un’impresa insormontabile! Sono disperata“.

Capisco. Sono problemi.

Qualcosa mi diceva che se avessi chiamato il negozio col suo nome – e cioè rigattiere –  l’amica perbenino non solo non mi avrebbe chiesto l’indirizzo, ma non mi avrebbe nemmeno degnata di uno sguardo.

Dentro di me ho sorriso pensandola alle prese col Conte di Fersen de’ Noantri (vedi post precedente) e ho assaporato il gusto di una sottile vendetta.

Read Full Post »

trasloco1Si prevede un insistente caldo torrido durante il prossimo mese, alternato a svariate attività cumuliformi. Il mese sarà caratterizzato da un lungo periodo di elevata instabilità emotiva con sporadici addensamenti sul versante umorale.

Il tutto in coincidenza astro-metereologica con l’imminente trasloco di Eppifemili. Tuttapposto.

Signori, è ufficiale.

Il 3 luglio (salvo contrordini)  alziamo i tacchi.
E come potete immaginare, io li alzo di nome e di fatto.

Già ci vedo, le prossime settimane, a fare pacchetti, madidi di sudore con la fronte imperlata in pieno pomeriggio equatoriale.

Che simpatia!

Sarà favoloso poi spacchettare tutto nella nuova casa, sistemare, rassettare.

Sarà indimenticabile cambiare nuovamente tutte le bollette, i permessi per le auto, il supermercato.

Sarà irripetibile far trotterellare i mobili per casa nella speranza di trovare una sistemazione decente.

Sarà esilarante inoltre girare tutta Roma per cercare uno straccio di letto degno di tale nome che venga recapitato prima del 2015.

Ma soprattutto sarà da raccontare ai nipoti il fatto che avremo la linea telefonica e adsl quando ormai l’unico mezzo di comunicazione utilizzato sarà il telepensiero.

Read Full Post »

2338597267_b6715a1da3

Sono dal mio nuovo parrucchiere, seduta al posto lavaggio.

Mi accoccolo in posizione.

Mi rilasso mentre mani sapienti mi massaggiano la testa.

Che goduria!

Non ho più percezione del mio corpo.

Chiudo gli occhi.

Inseguo i miei pensieri.

Quasi mi assopisco.

Sono lontana anni luce ormai.

Improvvisamente:

“Ecco Eppi. Abbiamo fatto. Accomodati di là”.

Rinvengo.

Apro gli occhi.

Ruoto la testa verso destra.

Seduto, nel posto lavaggio  accanto a me, c’è… un cane.

Richiudo gli occhi.

Forse mi sono addormentata e sto sognando.

Riapro, mi giro e guardo di nuovo.

Il cane è ancora lì.

Panico.

Sono decisamente impazzita.

Ora vedo pure cose inesistenti.

Devo farmi curare da un bravo.

Oddio! Che mi sta succedendo?!

Sarà lo stress post matrimoiale?

O forse ho esagerato con i caffè?

Non mi riconosco più.

Devo decisamente cambiare registro. Dedicare più tempo a me stessa.

Sto pericolosamente perdendo colpi.

Tra un anno sarò un catorcio da rottamare.

Homo mi lascerà.

E io vivrò per sempre sola e infelice”.

Era il cane del padrone del negozio.


ps: sono l’unica ipertesa pazzoide o anche a voi capita a volte di agitarvi per un nonnulla?!

Read Full Post »

2l9hcbc

Ognuno di noi ha gli amici che si merita.

Questo è vero.

E io ho S.

S. è quello che c’è di più simile a una bambina con un corpo di una pornostar.

Essere ingenuo e di meravigliosa fattezza che desta gli interessi di tutti gli uomini che abbiano ancora un alito di vita in corpo, ma che non ha ancora trovato, nonostante annosi sforzi, l’anima gemella.

Questo suo status di single perenne ne fa una divoratrice di eventi mondani. Quando c’è qualcosa nell’aria nel raggio di 10 chilometri quadrati stai pur certo che lei (proprio come eppidog con la sua palletta molliccia e tumefatta) non solo ne è a conoscenza, ma sa anche già chi ci sarà e chi non ci sarà; se vale la pena andare o non vale la pena; se è cool o no.

Si mormora che abbia sfortuna con il sesso forte, e quindi le sue storie sono generalmente brevi e tempestose.

“Tesoro come stai? Questa settimana non ci siamo sentite per niente!”

“Cioà guarda, non puoi capire. Cioà, sono uscita adesso dall’ufficio e sono stata per un’ora dentro a…cioà…un inferno di cristallo”.

“Ma novità col tizio?! Si dai! il tuo ragazzo.”

“Il mio boy??! No gniante. E’ il mio ex boy. Cioà. E’ tutto finito.

Gheim over.

Taim aut.”

“Noooo! Mi dispiace. E tu come stai?”

“Insomma. Lo sai com’è, no? Da piccoli ci raccontano tante belle storie. Ma alla fine mi sa che ‘ssta vita è proprio solo ‘na grande  fregatura.”

“Perchè non ci vediamo per un aperitivo così mi racconti?”

“Si occhei. Ci vediamo a Monti ai TreScalini? Dai che quella è proprio una bella locasciòn.”

“Ok. Se ti piace la locasciòn, allora  ci vediamo lì alle 7″.

PS: e voi? che amici vi state meritando?!

Read Full Post »

bagnetto molly copylow2

Beh! Questa non resisto la racconto.

Ero al canile (dove faccio volontariato). Arriva a un certo punto la mia amorosa tesoruccia del cuore, Molly palladiciccia

la quale nell’ordine fa le seguenti cose:

1. Corre a perdifiato dal box fino al prato recintato (effinquituttapposto).

2. Soddisfatta avvista una gigantesca cacca di cavallo (si, al canile ciabbiamo pure un cavallo vecchio salvato dal macello).

3. Pensa bene di saltarci sopra e rotolarcisi ben bene sia di schiena  che pancia (e la sua pancia non è certo  elemento trascurabile).

4. Avvista la tinozza appositamente riempita d’acqua per lei che adora farsi il bagno.

5. Ci salta dentro a bomba con tutti i suoi 40 chili di ciccia sguazzando come una foca obesa. Tuttapposto.

6. Finalmente (allabuonora!) si accorge di me e mi punta da lontano venendomi con foga incontro per farmi le feste.

MA PRIMA LA MOLLY HA UNA FANTASTICA IDEA:

7. Si avvicina a me, e subito prima di saltarmi addosso, decide di sgrullarsi poderosamente ricoprendomi letteralmente di merda.

Eppur la amo.

Read Full Post »

SuperStock_1612R-12932Secondo voi, una volta pianificato un evento, c’è qui da Eppifemili la minima possibilità che il programma venga rispettato?!?

Naaaaaaaaaaaaaaaa.

Quindi, come potete facilmente immaginare, la maratona Kill Bill non ha avuto luogo.

Al suo posto si è verificata una serie di eventi rocamboleschi  in crescendo che ci hanno portato a trascorrere un sabato quanto meno “interessante”.

La mattina mi sveglio e vengo convocata in corsa dalla mia amica S. la quale mi informa di aver trovato un negozio di scarpe “che dobbiamo assolutamente andare a vedere”.

Sospetto che se non facessimo ciò, il Pianeta Terra si autodistruggerebbe entro le 15:00 di oggi.

Opto quindi per il male minore e decido di accompagnarla.

Premetto che io, al contrario di Homo e del 99% del genere femminile, ODIO andare in giro per negozi.

Di solito infatti, quando il mio guardaroba grida vendetta, vengo trascinata di forza da qualcuno che mi vuole molto bene e che non vuole che vada in giro come una derelitta. Grazie. Sono grata a qualcuno.

So che per una certa ora devo tornare a casa dove mi aspetta Homo; nel pomeriggio si svolge infatti un evento programmato da tempo. Il servizio fotografico GLAM di Uby (amico ex-drag queen nonchè mio cavaliere nel corso di tango).

Dopo mesi di dieta ferrea infatti, Uby ha deciso di essere in forma ideale per affrontare un servizio fotografico realizzato ovviamente da fotografo Homo.

Ma questa è un’altra storia e ne parleremo prestissimo perchè, vi assicuro, c’è parecchio da sproloquiare

Arranco dunque verso Fiorello ancora tumefatta dal sonno. Arrivo sotto casa di S. e, per i capelli, vengo trascinata nel paradiso della zeppa di sughero ( ! ). Per poco non mi viene un infarto nel vedere tutti quegli strass applicati a fascette che vanno incrociate intorno alla caviglia, intorno all’allucione e persino intorno all’unghia incarnita del mignolo sinistro.

Mentre lei svaligia il negozio, io studio la bambina rompipalle che ha deciso di smontare il negozio con estremo gaudio della commessa che a quel punto sta per avere una crisi di nervi e buttarsi per terra.

Compiuta la missione, riporto S. a casa e mi rendo conto che sono in un ritardo folle.

Che Homo mi sta già aspettando col piedino tamburellante sul parquet (gli ho promesso che l’avrei accompagnato).

Che sicuramente Eppi-dog non è stata portata al parco;

E che, soprattutto, ciò una fame chelametàbasta.

Arrivo a casa. Trangugio la prima cosa che mi capita sotto mano. Porto a spasso Eppi-dog e carichiamo Ferraglia (la macchina di Homo) con l’attrezzatura.

Arriviamo da Uby alle 14.00. Lui ci attende bardato come una giapponese durante la cerimonia del thè.

So che non faremo mai in tempo  a rientrare a casa per le 19, ora in cui abbiamo appuntamento per l’inizio della “maratona Kill Bill”.

Lo so, ma mi illudo.

Infatti alle 20:00 siamo ancora lì alle prese con stivali con tacchi alti, rossetti e cravatte colorate.

Mi chiama Master e mi dice che, vista l’ora, gli altri hanno deciso di dirottare verso un ristorante.

Io rassegnata annuisco.

“Allora rimandiamo?”

“No. No. Io vengo. Alle 9:30 sono li”

Ettepareva…

Arriviamo trafelati alle 10:00 a casa.

Master non si vede.
Lo chiamo. Niente.

Lo richiamo.

Niente.

Aspetto; non so se devo organizzare al volo una cena per 2 o per 3.

Homo prova a richiamarlo.

Niente.

Mangiamo io e lui ma a quel punto comincio a preoccuparmi.

Dopo un’ora non si hanno notizie. L’ansia monta.

Gli sarà successo qualcosa??!
E’ strano che non richiami. Lui è un tipo molto affidabile.

Riprovo. Niente.
“Gli deve essere successo qualcosa. Non è possibile”.

“Non hai il numero del suo amico? Quello con cui si accompagna sempre in giro per aperitvi…dai! Come si chiama?!”

“Dici L.?”
“Si lui”.

“Cazzo non ce l’ho”.

Passo un altro quarto d’ora niente male, quando improvvismanete squilla il mio cellulare.

E’ LUI!!

“Scusa non potevo richiamare! Indovina dov’ero?”

Penso: eccheccazzonesoporcazozzapotevichiamareprima!

Mi si illumina poi improvvisamente la solita lampadina: “Sei passato da C. per prenderti la tua dose di merda giornaliera in faccia?”

“Esatto. Arrivo.”

A quel punto sono esausta.

Quando Master arriva, attacca la filippica sulle discussioni appena avute con la sua ex, intrattenendoci per una buona trequartidora.

Homo, il nottambulo, decide di modificare il programma della maratona (vorrei vedere! sono già le 11:30 !!) e di vedere comunque un film.

Decidiamo per Le Iene. E basta.

L’ultima cosa che ho sentito, mentre ero accasciata sul divano, è stata la sigla del film.

Quella iniziale.

Read Full Post »

are-scooters-marnlyBeh! Oggi ero lì che gironzolavo per commissioni con il mio fido destriero bianco: Fiorello.

Giorni fa avevo accennato a lui: motorino Honda SH classe ’91, con il quale ho condiviso gli anni più importanti della mia vita fino ad oggi.

Ho pensato: cazzo, lui c’era sempre.

Quando eravamo…

Lui c’era.

E quella volta che…

Lui c’era.

Insomma, ho deciso che ve tocca pure il post sul motorino catorcio.

Zitti e mosca!

Devo riconoscerlo sono una sentimentale.
Adoro zigzagare nel traffico flirtando con gli specchietti retrovisori delle auto in movimento; adoro sentirmi il venticello  sulla faccia quando d’estate non c’è altro refrigerio che montare in sella e andaredovenonsisa;

adoro sapere di non dover fare a cazzotti per un parcheggio e lasciare lui, Fiorello, proprio davanti alla mia destinazione (il che ha il vantaggio non trascurabile che mi consente di andare sempre in giro con tacchi astronomici – tantomicadevocamminare)

Lui, Fiorello, c’era quando ho dato i miei primi esami all’università;

c’era quando ho inseguito il mio primo grande amore con il mio migliore amico fin sotto casa sua in quella notte d’estate.

C’era pure quando, saliti in tre, ci ha portato in giro per Roma, affaticato ma caparbio, mentre realizzavamo il documentario (tutto sfocato) di vacanze romane.

C’era quando, tornata dall’Erasmus, dopo un anno di inattività, è partito al volo senza manco fiatare (mitico!).

Quante ne abbiamo passate io e lui!

E poi mi sento dire…

Ao! Butta ‘sto catorcio! Nun sei credibile su quer catafalco!

Ma come posso???! Come?!

Certo, non è una Vespa Special faro tondo del ’72, ma è stato mio fedele amico per più di mezza vita!

Io che (giuro lo faccio davvero) gli metto ancora la catena con il lucchetto – anche se so che mai a nessuno balenerebbe in mente l’idea di rubarselo – solo in segno di rispetto per restituirgli la dignità di motorino.

Insomma, se è vero che anche gli oggetti hanno un’anima, lui è la mia anima gemella.

E come faccio allora, vi chiedo, a rottamarlo?!?

Noncelapossofà.

Se esistesse il cimitero dei motorini, io Fiorello ce lo porterei.

Sempre il più tardi possibile, ovviamont.

Read Full Post »

Fields_of_gold_UmbriaAl di là della collina, dall’altra parte della vallata, una falciatrice piccola e lontana si muove disegnando una spirale tutto intorno ad un campo di erba verdissima.

L’erba, tagliata e accasciata a terra, modifica il suo colore diventando di un pacifico giallo chiaro.

Viste da lontano, le impronte della falciatrice, al ritmo di un rumore lontano, disegnano cerchi concentrici che fanno lentamente cambiare le sfumature cromatiche del campo.

Io, a bordo piscina, sonnecchio sul lettino facendo attenzione al bisbiglio del vento che increspa l’acqua azzurra.

Caldo sulla pelle smorzato da nuvole vagabonde.

Chiudo gli occhi assopita.
Riaprendoli, vedo il piccolo laborioso puntino che, come una formichina all’orizzonte, continua i suoi giri “trasforma-colori“.

Il verde dell’erba ancora intonsa, diventa un quadratino sempre più piccolo al centro del campo.

Mi giro pigra dall’altro lato in cerca di qualcosa. Mi addormento.

Quando riapro gli occhi è quasi il tramonto.

Le ombre si sono allungate sulla vallata. La falciatrice  girella ormai su se stessa, mangiando, come in un antico vidoegioco, gli ultimi pixel di erba verde.

E sorrido.

Penso che passare la giornata in questo modo sia davvero delizioso.

Read Full Post »

Adios Amigos!

piscina-1

Ragazzi con ciò vi saluto e vi do appuntamento a dopo il Weekendone.

Mi mancherete.

(non è vero).

😉

Come dicevo ieri, considerando che mi sono sorbita sotto la pioggia nell’ordine:

a- il recente matrimonio

b- la festa del suddetto

se poco poco dovesse essere brutto tempo,

… mi butto in piscina.

MA PRIMA LA SVUOTO.

Read Full Post »

closed-for-holidayCe l’abbiamo fatta!

Pfui!

Dopo tre dico tre giorni di tentativi.

380 email dopo, abbiamo finalmente una destinazione!

Da Roma al Polo Nord tutto esaurito, prenotato, occupato.

E io, che sognavo una bella pausa romantico-rilassante a compensazione del rimandato fatidico viaggio di nozze, stavo quasi per rimettere il sogno nel cassetto e dare in pasto la chiave a Eppi-dog.

Ma non potevo credere che la mia celeberrima fortuna (anche detta “culospudorato“) in fatto di prenotazioni, mi avesse abbandonato così miseramente e senza pietà.

Mi sono data un’ultima possibilità.

Con la fronte imperlata di sudore ho rilanciato.

Ho gettato nell’etere altre 250 email di richiesta di prenotazione.

Più o meno verso ogni struttura ricettiva del centro Italia.

Dopo un’oretta decido di tornare su gmail.

Palpitazioni e sudore freddo.

Faccio “check mail”.

Ci sono, fra le altre cose lavorative (che ovviamente ignorerei anche se si trattasse della commissione di un progetto di un nuovo grattacielo a New York) alcune risposte.

Eccola. La vedo. E’ lei.

Lo sento.

La apro.

“Gentile signora siamo lieti di comunicarle che abbiamo disponibilità di posti per lei e suo marito per le date da lei richieste. Anche il cane sarà il benvenuto”.

Siano lodate tutte le divinità Shintoiste messe insieme!

Tiro un sospiro di sollievo e faccio mente locale  realizzando che non mi pare il caso di andare con maglioni di lana e felpe;  mi punge vaghezza che dovrei effettivamente tirar giù dal reparto estivo un paio di infradito e due costumini. Per la primissima volta in vita mia (ha del miracoloso) affronto il cambio di stagione col sorriso.

Ma poi ripensandoci: e meno male che c’è la crisi!!

Sennò che dovevo fare per trovare un agriturismo libero??! Andare in Nepal?!?

Read Full Post »

habilis_op_800x776In seguito a risentiti giudizi (da parte del suddetto protagonista del post il quale si lamenta dell’effettochefa letto dal di fuori) e anche in seguito ad un mea culpa dovuto forse ad alcune battute salaci impreviste e a una  mia visione della realtà senza mezze misure, mi vedo costretta in un tunnel senza uscita: devo dare dettagli su di lui, l’onnipresente Homo.

Come ho letto da qualche parte, se non riesci ad uscire dal tunnel…arredalo.

E io lo arredo. Per me poi, niente di più facile!

Homo, prima di tutto, è quello che ho ancora difficoltà a presentare…

“Salve. Lui è…..

lui è il mio fid…

No. Riproviamo.

Ehm! Lui è il mio…rag…no.

Cazzo! mi fa ancora così strano ….ma si!

Lui è mio M-A-R-I-T-O ! Quasi quasi, ogni volta, mi scappa da ridere.

Homo, è in realtà l’esatto contrario di un Homo Sapiens; cioè, si, è vero che la storia delle bombe a mano e della narcolessia non è mica tanto esagerata, però in realtà, qui trattasi di persona sensibile e molto attenta…sennò mica me lo sposavo! Mica so’ scema io. Grazie.

Homo, magari è pure vero che non sa cucinare (anche se lui dice di si, ma in realtà nessuno lo sa, perchè non ha mai cucinato nulla al di fuori di una leggendaria – si mormora – pasta con filadelfia (!) che il “nostro” si vanta di aver persino inventato – gulp!); però è altrettanto vero che è super fantastico quando si prende cura degli innumerevoli amici che ci calano in casa in ogni quando.

Homo, è vero che non è il campione mondiale di ordine (potremmo chiamarlo l’anti-Furio …non so se mi spiego);

come dice Aldonsa (vedi barra laterale dei personaggi) è un dessastro esto ragasso, che desastro! Però lui è anche un super cervello creativo, che mi bombarda di stimoli professionali e non, che mi riempiono i giorni e i pensieri.

Homo, sarà pure vero che, come tutto il genere maschile cui appartiene, due coseinsiemenunlesaffàmancodipinto. Però quella che fa, in ogni ambito e contesto (capisciammè aumm, aummm), la fa da dio!

Insomma Homo come me e come tutto il resto del mondo, ha i suoi difetti, ma me lo sono sposato anche per quelli, e me lo tengo con gioia e con amore proprio così com’è.

….

….

BLEAH!  mi si sono cariati i denti da soli….

Sarò mica diventata troppo sdolcinata?!

Chiedo Venia. Domani recupero e sarò cattivissima.

Read Full Post »

115461664_e7a33bb208 Sabato nuova emergenza Master (vedi legendalateralepersonaggi come sempre). I nuovi, inaspettati sviluppi della sua situazione tragico-sentimentale hanno imposto un incontro d’urgenza.

Appuntamento ore 13 al Bar San Calisto, storico covo dei Trasteverini pentiti (come me) e non.

Mi preparo, lascio Homo a casa che traffica con il computer e che a sua volta ha un appuntamento sentimental-consolatorio con amica in crisi (si, effettivamente dovremmo aprire un’agenzia recupero cuori infranti), e arranco sotto un sole cocente verso il mio fido bolide.

Il bolide consisterebbe nel mio SH anteguerra, risalente ai primissimi anni ’90 e che io, per rispetto del suddetto nonchè per affezione sentimentale, mantengo in vita grazie a cure a base di flebo alla benzina, massaggi al pneumatico e paroline dolci ai freni (tipregofunzionatipregostavoltafunziona).

Ne vado fiera. Fatto sta che da quando siamo insediati in questo nuovo quartiere, il “nostro” , che mai mi abbandonò a piedi in 20 anni di onorato servizio, ha subito svariati sabotaggi. Ieri l’ultimo.

Risulato: io sotto il sole cocente dell’una, che mi avvento sulla pedalina cercando invano di farlo rinvenire.

Responso: tagliati i fili del ….

i fili di…

beh! …dei fili.

Quindi non partirà mai.

Il mio appuntamento è tra 10 minuti e io sono un bagno di sudore che pare che m’hanno preso a secchiate.

Chiamo Master affranta, dicendo che o sono in ritardo o sono morta e non ne ho coscienza.

“Non ti preoccuare! Ti vengo a prendere”.

“Bene Allora rientro in casa. Mi faccio la decima doccia e ti aspetto”.

Eseguo e dopo 15 minuti mi preleva con il suo mitico vespone anni ’70 (si. amiamo i catorci da queste parti) che un mese fà mi caricò con tanto di vestito da sposa e tacco 13 fino alla porta del Campidoglio in occasione del mio matrimonio (ahahaha!).

Arriviamo al Bar San Calisto e i miei occhi si illuminano. Fino a un anno fa abitavo a Trastevere ed era praticamente la mia seconda amata casa. Il posto dove, nonostante i camerieri ti sbattano le tazzine sul tavolo (e se non ti danno un calcioinculo si aspettano pure un grazie), io amavo trascorrere il mio tempo libero.

Posto frequentato da artisti, barboni, aspiranti scrittori, vecchiette di quartiere, attori sconosciuti, radical chic e turisti di passaggio. Tutti magicamente in equilibrio. Luogo dalle mille vite che cambiano ad ogni orario della giornata e che conserva il fascino ormai raro dei luoghi autentici di Roma. Quello del sanpietrino.

Comunque, avete presente la PSP (ovvero la Principessa Sul Pisello)?!? Beh! Quella sono io al Sanca.

Se il bar è pieno, si materializzano all’istante tavoli e sedie per me; quando incrocio lo sguardo dei camerieri o  del proprietario, piovono immancabili complimenti; insomma sono la classica raccomandata del cavolo però solo per motivi di simpatia e, oserei dire, quasi amore reciproco fra me e tutti indistintamente quelli che lavorano lì.

Valli a capire i misteri della vita…

Ci sediamo.

Inizia la seduta psicoanalitica.

“Ieri mi manda questo messaggio. Leggi.”

“Master, qui la situazione si fa seria. O questa si decide a perdonarti per la cazzata che hai fatto, o si decide a darti il benservito definitivo. O io vado e le rigo la macchina con l’unghietta di Eppidog”.

“Eh! No! Lei No! Lei mi vuole far soffrire! Il più a lungo possibile! Ora lo so, si deve vendicare”. Dice affranto.

Nel frattempo arriva il cameriere che mi mette l’ombrellone e me lo apre perchè il mio faccino stava pericolosamente arrossandosi sotto il sole.

“Guarda, secondo me qui rasentiamo il masochismo. Devi assolutmente distaccarti dai singoli eventi ed avere una visione generale del tutto. Sennò esci pazzo!” – dico! Ma come mi vengono?! –

Arriva un altro camerire e mi porta un simpatico gelatino al cioccolato con la cialdina…tanto lo sa che prendo sempre quello quando fa caldo.

“Te che voj?” Fa a Master.

“Un succo d’ananas grazie”.

“Aoooo! – rivolto verso l’interno del bar – A questo portaje un succoooo d’anannasse!”

Circa un’ora e un’insolazione dopo, ne usciamo con una strategia sentimental-amorosa e, soddisfatti, decidiamo di alzare i tacchi.

Ci alziamo.

“Arrivederci signorina! Era da molto che non veniva a trovarci! A quando la prossima visita?”

Io con gli occhi a cuoricino: “Spero presto”.

“Quanto devo?”. Fa Master.

“Aooo! Faje er conto a questo! Er succo d’ananasse e er caffé. Er gelato pe’ la signorina lo offrimo noi”.

Che bello tornare a casa.

Ps: e voi? Ce li avete dei posti in cui vi sentite perfettamente a vostro agio, come foste a casa vostra? Sparate a raffica!

Read Full Post »

SCOOP!

Beh! Non potevo non mettervi al corrente della rivelazione avuta oggi da Homo il quale, leggendo gli sproloqui relativi al post Piovono Gelsi (sia miei che vostri eh??!! Mica solo miei!), mi comunica che la scena delle rane che piovono dal cielo è una cosa realmente accaduta.

Maccheccazz…?!?!

Si. Si. Avete capito bene.

Copio e incollo da Wikipedia:

La pioggia di animali è un fenomeno meteorologico relativamente raro, in cui animali quali pescirane o uccelli piovono dal cielo insieme alle precipitazioni regolari (solitamente pioggia). Secondo una delle ipotesi, la causa sarebbero dei forti venti o tornadi i quali, passando sopra le acque, raccoglierebbero assieme ad altri materiali anche gli animali”. 

Poi dice che il mondo non è strano….

Ma io mi domando sempre: come cazzo farà st’Homo a sape’ tutte ‘ste minchiate?!?!?

Read Full Post »

tango2Era un po’ che non vi aggiornavo sulla mia nuova identità del giovedi sera.

Eh si!

Per chi non lo sapesse, io assieme ad Uby ( amico gay – ex drag queen ), il giovedi ci trasformiamo manco fossimo Superman e Supergirl (anche se mi si confà di più Eva kant e Diabolik) e indossiamo le vesti io della tanghera  e lui di UPNS (uomo per una notte a settimana).

A distanza di quasi un mese, devo dire che le nostre qualità danzerecce si sono affinate notevolmente ed abbiamo cominciato a sfrecciare sulla pista al ritmo di fantastiche musiche dai sapori lontani che invadono le stradine di Trastevere.

Ora che l’afa si fa sentire e i finestroni sono aperti, si sente echeggiare questa musica antica per il quartiere; e noi dentro, sul parquet dell’enorme sala, piroettiamo in una serie di ochos e figure scenografiche.

E fin qui tuttapposto. Pausa primo tempo.

Il problema sorge quando el sempattico estruttore de eltango ce consiglia de cambiar el partner para provar un dansatore differente.

Panico.

Ormai io e Uby siamo due anime e un corpo solo. All’unisono come due Ester Williams sbattute in una piscina, leggiadri come due Carla Fracci ottantenni alla prima della Scala. Insomma ci siamo abituati, assestati, aggiustati.

Quando esse debono ecambiar elle coppie…è tipo una roulette russa.

Se ti capita il RMS (Rammollito con Mano Sudaticcia) e magari che cià pure il carattere di una lumaca invertebrata, beh! Li so’ cazzi.

In pratica è come ballare con una medusa.

Già è brutto di suo. Nel tango poi è una bestemmia.

Oppure c’è quello che si conta i passi e lo vedi che ti guarda concentratissimo (al limite dello sforzo fisico) perchè in realtà la sua testa fa: un, du, ttrè, un du’ ttre. E ti verrebbe voglia di dire: hey man! Relax. We are just having fun. Ma poi non lo fai perchè un po’ conti pure tu e allora succede che con quello lì viene fuori proprio una schifezza. Chelametàbasta.

Ho imparato questo. Come uccidere un ballo: ballare col rammollito RMS.

Poi ti prende lui, Estefan: el insegnante de tango arhentino che te enfila due dita enel naso e te porta en jiro ecome una jacchetta.

Lui, ti fa scoprire che sapevi fare cose che, in realtà, non sapevi fare; ma con lui le fai e ti vengono pure bene tanto da gridare: el miracolo! El  miracolo!

Tuttavia, alla fine di ogni lezione, un pensiero si insinua losco….

Ma se facendo una rapida statistica lì in sala, (con l’unica eccezione del deus ex machina argentino) quello più virile di tutto il corso, quello più elegante e maschio nei movimenti, quello più dominatore nel ritmo è proprio lui, il mio amico Uby, beh! cari miei …secondo voi, macchè ce dobbiamo preoccupà???!!

Read Full Post »

magnolia_frogs

Avete presente la scena di Magnolia quando a un certo punto dal cielo piovono rane?!?!

Beh, sarò scema, ma io quella scena non l’ho mai capita.

Fino a ieri.

Si perchè ieri mi sono messa in giardino tutta bella apparecchiata con il computer, i telefoni, l’agenda e altre cosette varie, decisa a godermi un’oretta di sana natura.

Stunc!

Mi guardo intorno: stunc!

Stinc!

Stunc, stunc!  Statatank!

Guardo in su.

Dall’unico albero sfigato del giardino piovevano gelsi*.

Si, si. Piovevano gelsi che Dio li mandava.

Pensavo.

Simbolo di una nemesi vendicativa e riparatrice?

Giustizia divina che vuole riportare l’equilibrio fra il male e il bene che sono in me?

Boh! Io, molto più semplicemente ne avrei tratto una mia morale personalissima.

Morale del cazzo: non si sa mai cosa ti può piovere in testa quando sei in giardino.

ps: Oh! Ci credete che a un certo punto è arrivata anche una cacca di uccello??!! Mi son detta: sticazzi della natura. E sono rientrata in casa.

Se per caso anche a voi si sono palesate verità di rilevanza cosmica come alla sottoscritta, prego, condividetele con le mie orecchie assetate.

*per chi, come me fino ad un’ora fa, non sapesse cosa diavolo sono i gelsi…beh! sono questi qui , e poi sono anche questi qui ; e poi c’è anche la confettura di gelsi ; insomma come cavolo avete fatto a vivere senza gelsi finora!!??….che vita infelice avete avuto…

Read Full Post »

In concomitanza con il mitico blog di TENDALLEGRA diamo ufficialmente inizio al seguente, importantissimo sondaggio socio-culturale:

LEGENDA

Iron man: quello che ti risolve tutte le questioni, l’uomo intraprendente, quello che non deve chiedere mai, quello che ti dice “Tranquilla baby, penso a tutto io”, il supereroe, insomma (ma esiste?).

Culodipiombo man: come da definizione, quello apatico e pigro, che non si alza mai a causa dell’eccessivo peso (piombo appunto) delle sue terga (culo), che stravaccato sul divano è sempre stanco, quello che rimanda al dopodomani ciò che andrebbe fatto subito, quello che ha un entusiasmo pari a quello che potrebbe scaturire dalla lettura dell’autobiografia di un tronista di “Uomini e donne”.

Ecchedupalle man: noiosooooooooooo, noiosoooooooooooo….tutto pieno di sè tanto da scoppiare, ‘nà pentola de fascioli in perpetua ebollizione. Si può tranquillamente collegare direttamente alla categoria de “IL PESANTE”.

Furio men: ve lo ricordate Carlo Verdone vero? Quella dei Furio men è una specie in continua evoluzione che credevasi estinta ma che tuttavia si riproduce ed insinua trasversalmente nel moderno contesto sociale. Non devo aggiungere altro.

Per questo giro gli uomini non sono chiamati a dire la loro (fatevene una ragione) ma si accettano proposte per eventuali altre “questioni scabrose” che volessero essere approfondite in queste illustrissime sedi.

Votate, signore votate!

Read Full Post »

0_relax-1Ieri, inaspettatamente, decido di prendermi il pomeriggio libero.

Ma libero, libero eh?!

Ne ho bisogno. Sarà il poco sonno, o i vari rodimenti degli ultimi giorni…ma, ho deciso: prima di iniziare la settimana, per un po’ stacco la spina.

Ecchissevvistosevvisto.

Homo è fuori.

Eppidog è tranquilla (una santa lei!)

Telefoni: spenti.

Siamo noi: io e me stessa. Concentrate sul nulla.

Indugio fra un pisolino e una sana ora di relax a letto davanti a un libro.

Opto per il pisolino..emmanco adirlo!

Mi trastullo nella penombra pomeridiana….con il sole che filtra fra le foglie dell’unico albero sfigato del giardino…cheffatanto relax.

Mi appisolo, mi giro e mi rigiro.

Gongolo, avvolta in una temperatura lieve che accarezza la pelle.

Me la godo! Si, si .Me la godo proprio.

Penso che la vita sia fatta di attimi, alcuni rilevanti e altri meno.

Capita che a volte quelli irrilevanti siano più importanti degli altri, come adesso nel mio sonnecchiare placido.

Insomma, una volta svegliata, scesa dal letto e rassettata (si fa per dire dato che avevo gli occhi appalla tipo NEMO per quanto mi ero rilassata) mi sono guardata allo specchio e mi sono detta:

certo che a volte non fare un cazzo fa davvero bene all’anima.

Ooops! Scusate mi è cascata la corona….e stavolta me sa pure lo scettro.

Read Full Post »

sleeping-dogIeri.

Torniamo da una scampagnata di piacere/lavorativa in Umbria.

Partiamo io e Homo la mattina.

Presto.

E già di per sè questo è quasi un miracolo.

Eppidog è in trasferta dalla nonna la quale ha portato la “povera creatura” in montagna all’inno di “anche lei, poverina, ha bisogno di una vacanza“.

Quando avremo degli eredi,  il delfino di francia rispetto a noi… tzè! ….sembrerà un pezzente. Tuttapposto.

Devo fare un sopralluogo in un cantiere per verificare l’andamento dei lavori.

Ovviamont, che ci facciamo scappare l’occasione di unire l’utile al dilettevole??!! Naaaaaaaaaaaaaaa!

Quindi, dopo un sopralluogo durato circa 5 minuti (e pure troppi dato che è un mese che ‘sti deficienti non fanno una mazza – domani mi sentono), come cani affamati, e sotto un caldo appiccicoso che ha trasformato la mia frangetta in una serie di strisce di bava di lumaca, decidiamo di fare una sosta in una simpatica tipica trattoria.

Ci avventiamo su affettati, carne alla griglia e vinello e ci sollazziamo soddisfatti per un po’ all’ombra dei frondosi alberi del giardino.

Torniamo sui nostri passi verso le 5, imboccando l’A1 che ci riporterà a Roma; invochiamo San Parcheggino che oggi si rivela clemente, e arranchiamo verso casa.

Ci buttiamo sul divano come otarie obese e ubriache.

Lui mi fa: “Eppi, credo  che ora mi farò un pisolin…………..zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz!

Oh! Giuro.

Non ha nemmeno finito di pronunciare quella parola che, rombante dall’altro lato del divano, sento il suo russare…..

Roba da far impallidire i tromboni dell’orchestra di Santa Cecilia.

Ma, mi chiedo: come cavolo fanno gli uomini a cadere in catalessi così velocemente??

C’è un corso speciale che frequentano da piccoli ad insaputa delle bambine femmine?

Se qualcuno sa darmi delucidazioni e farmi sapere se ci sono lezioni  di recupero che io possa frequentare, prego, abbia pietà di me e batta un colpo!

Read Full Post »

wonderwomanLa mia giornata di ieri si è tranquillamente e serenamente svolta così.

Comincio dall’inizio:

Ore 1:45 am: sono a letto e penso che devo dormire.

Ore 2:10 am: sono a letto e penso che devo dormire.

Ore 3:45 am: penso che ora mi alzo e vado a suicidarmi buttandomi di sotto. Poi ci ripenso perchè sono al piano terra.

Ore 4:00 am: zzzzzz…

Ore 5:30 am: quella stronza di zanzara non aveva assolutamente niente da fare che banchettare sulla mia guancia….riprendo sonno finalmente.

Ore 8:00 am: Driiiiin ! Sveglia. Mi alzo. Bagno. Doccia. Caffè.

Ore 8:30 am: Solita prima bomba a mano in camera per svegliare Homo. Nessuna reazione.

Mi specchio e decido che ho bisogno di una restaurata a forza di botte di stucco  in faccia date con la cazzuola (ma le occhiaie, loro, imperterrite, non desistono). Passo decisamente al piano B e aggiungo una spalmata di fard eppassalapaura. A quel punto sembro Maria Antonietta a Corte di Francia.

Ore 9:00 am: seconda bomba a mano. Sento dei mugugnii e spero in bene.

Ore 9:30 am: inizia la perlustrazione della casa in cerca di Eppi-dog la quale è l’unico esemplare al mondo di cane che NON VUOLE ASSOLUTAMENTE MAI USCIRE DI CASA (e sottolineo MAI: abbiamo seriamente pensato di comprarle un catetere a Natale).

Ore 10:00 am: approdo finalmente, arrancando, nello studio. Pensate che mi sarà possibile cominciare finalmente a lavorare? Naaaaaaaaaaa!

Salve ho un problema con la linea telefonica.

Buongiorno signora (sarà buono per lei. A me è cominciato malissimo). Ora controlliamo subito.

Grazie.

Si signora, effettivamente c’è un guasto in zona.

Si grazie, e per quanto ci sarà il guasto in zona? Sa, io avrei del lavoro da mandare avanti e senza internet né telefono mi risulta alquanto complicato.

Beh! Oggi verrà sicuramente riparato. Al massimo domani.

E lì volevo davvero tentare il suicidio ma ho ingoiato il rospo con grande signorilità.

Ore 12:00 pm: dopo aver sbrigato lo sbrigabile, rassegnata, esco e faccio delle commissioni che rimandavo da tempo, fra le quali annovero un’oretta di fila alla posta per irtirare una raccomandata che altro non si è rivelata che un cazzosissimo avviso di riunione di condominio.

Potevo anche lasciarla alla posta.

Ore 13:00 pm: pasto frugale e appuntamento con cliente rompipalle.

Scusi, ma le mattonelle in bagno come le scegliamo?

Ma signora, veramente mi pareva che avessimo escluso le mattonelle; potremmo usare dei materiali alternativi più moderni e dal look molto più interessante.

Ah! Davvero? Quali per esempio?

Non so, le resine oppure il corian. Hanno una resa estetica fantastica (parlo per un’ora spiegando per filo e per segno i pro e i contro, sembra convinta, meno male).

Si certo, interessante. Ma le mattonelle come le scegliamo?

Basta. Adesso mi suicido davvero.

Ore 16:30 pm: esco mezza morta dall’appuntamento e decido di andare direttamente in palestra….Cerbero mi aspetta.

Si. Sono masochista.

Indi, smadonno nel traffico per un’ora e arrivo.

Ore 18:30 pm: giungo stremata a casa.

Apro la porta e grazieatuttiisantiinparadiso trovo Homo sorridente e Eppidog che mi mettono finalmente in pace con il mondo.

Stappo una bottiglia di vino bianco decisa a scolarmela lentamente in giardino nelle successive due o tre ore….

Finalmente un momento per me.

Manco mi sono distesa un attimo che….

“Ma Eppi, ci dobbiamo sbrigare. Dobbiamo preparare la cena! Non ti ricordi che vengono Luigi, Laura, Domenico e gli altri?”

No. Evidentemente no. Non me lo ricordavo.

Se vabbè…e chi cazzo sono io??!! Wonder Woman???!!!

Anche se, effettivamente, con quel bustino d’acciaio che sfida ogni possibile legge di gravità, farei la mia porca figura…no?

Read Full Post »

prigioneTRAMA: Roma, 18 aprile 1978, ore 22:45. Anni di piombo.

Una Uaz verde militare si aggira a velocità moderata nel centro di Roma. A bordo una giovane donna ed un uomo. Una stradale con a bordo due poliziotti li ferma per un controllo. Improvvisamente, appena fuori dall’auto, la donna viene scarventata contro lo sportello e uno dei due poliziotti comincia a perquisirla tastandola ovunque in modo volgare.

“Lei la deve smettere!”

“Zitta stronza!”

“Non solo non si deve permettere di darmi della stronza, ma deve darmi del Lei. Ha capito??! Altrimenti io la denuncio!”

L’uomo che la accompagna la invita a calmarsi e cerca di tranquillizzarla. Non si scherza con quei ceffi.

Lei continua: “Portatemi in centrale! Voglio sporgere denuncia contro di voi! Questo è abuso di potere!”

Tempo mezz’ora e sono tutti in centrale. Li portano in una stanza dove attendono due ore buone. Attendono che qualcuno arrivi per sporgere formale denuncia contro i poliziotti.

Pensano loro.

La verità è che nella stanza accanto i poliziotti stanno inoltrando l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

FINALE: Vengono portati a Regina Coeli (noto carcere romano) dove lui resta 4 giorni e lei 2 (manco Paris Hilton e Lindsay Loan…!).

La successiva causa farà cadere ogni ingiusta accusa e dichiarerà i poliziotti colpevoli di abuso di potere.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

L’uomo era mio padre. La donna la sua  attuale moglie.

Io sono venuta a conoscenza della vicenda dieci ore fa.

MORALE: la vita ti riserva davvero sempre delle incredibili sorprese se arrivi a 36 anni senza sapere che tuo padre è andato in prigione direttamente e senza passare dal via!

….vado a meditare, gente.

Voi rivelazioni taumaturgiche e ancestrali no?

Read Full Post »

beautybrains2Giuro che prima o poi smetterò di impelacarmi in gineprai familiari dai quali non se ne esce vivi se non con un chilo di corni rossi, due rughe in più e lo stomaco gonfio.

Giuro che prima o poi smetterò di lamentarmi, che tanto non serve a niente (anche se io mi sento comunque e sempre un po’ meglio di prima).

Giuro che prima o poi smetterò di mangiare la nutella col cucchiaino, che tanto solo una puntina perchè sto a dieta.

Giuro anche che prima o poi imparerò a stare zitta nelle situazioni del cavolo, ripetendo dentro di me il mantra “strigrancazzi – stigrancazzi – stigrancazzi per almeno trentavoltefacciamoquaranta.

Giuro che riordinerò prima o poi la rubrica del telefonino.

Giuro che prima o poi smetterò di essere l’eterna indecisa, per la serie civadoononcivadolofaccioononlofaccio che tanto poi ci vado sempre e lo faccio sempre.

Giuro che prima o poi smetterò di comprare splendide scarpe scomodissime che tanto poi me le metto cinque minuti e mi riempiono i piedi di vesciche.

Giuro che prima o poi, dopo aver fatto tutte queste cose, mi deciderò pure a diventare intelligente.

Adesso tocca a voi però.

Oppure sono l’unica scema che ha un’infinità di buoni propositi  (non solo a capodanno) che puntualmente non porta a compimento?

Read Full Post »

pongo+lumacaSe mi aveste visto nel simpatico pomeriggio di ieri, probabilmente la mia credibilità (e quella del mio amico/collega che era con me in faccende affacendato) sarebbe praticamente scesa a livelli di molto inferiori allo zero.

Ma molto, molto eh?!

Io e lui ci fronteggiavamo. Fra noi un tavolo enorme e una gigantesca, morbida ed invitante palla di pongo.

Si, si! Il pongo. Ve lo ricordate quel coso morbido con cui giocavamo quando eravamo piccoli? Amico dei nostri pomeriggi e nemico delle mamme perchè si frammentava in migliaia di piccole palline che si incrostavano sotto le scarpe e quindi sul pavimento di tutta la casa?

Proprio quello lì. Il pongo.

Solo che io e lui stavamo facendo finta di lavorare. Cioè, l’alibi era quello.

Obiettivo: disegnare una collezione di arredi per esterni.

Metodologia: regressione infantile allo stato puro.

Due over thirty che ne dimostravano 4 in totale!

“Allora! Questa forma la   prendiamo come base”.

“Io direi, la stondiamo un po’ qui e anche un po’ lì”.

“Ecco! Geniale! Abbiamo fatto il tavolo! E se poi ci mettiamo questo coso così…allora si che diventa una figata e lo trasformiamo in una chaise longue che fa tanto chic”.

“Grande idea! Ma allora esageriamo e modelliamo questo elemento, lo appiccichiamo qui…e …e…che GRANDE FIGATA!”

“Ok. Perfetto. Colore?”

“Bianco e rosa ovviamente!” Che domande?!”

“Bene basta! Ora sono stanca. Per oggi abbiamo lavorato abbastanza. Mi serve assolutamente una pausa caffè.”

Morale: quando comprate un costosissimo oggetto di design accendendo un mutuo trentennale, siate coscienti del fatto che dietro quelle superfici lucide e quelle fantastiche forme ardite, ci sono con ogni probabilità dei deficienti che giocano col pongo.

Read Full Post »

surprise2-copyIeri sono uscita a cena con un amico che non vedevo da un po’. Chiacchieravamo in vena di confidenze e gli faccio:

“Hai saputo che mi sono sposata?”

Silenzio.

“Ma dai, non dire cazzate”.

Imbarazzo.

“Ti giuro mi sono sposata, è vero”.

“Ma che cazzo dici?!” Ribadisce il concetto anche se  l’avevo vagamente già afferrato.

E io convinta: “Perchè no? La vera rivoluzione è nella normalità“. Me ne sono uscita tronfia con la stessa perla di saggezza appioppata giorni prima a Master durante un critico momento consolatorio (me l’ero ripassata poco prima).

Lui  laconico: ” Eppi, TU NON SEI MAI STATA NORMALE“.

“–“.

Silenzio.


Read Full Post »

cambio d’aria

surprise1Ieri guardo Homo e improvvisamente gliela butto lì: “Come te lo senti il matrimonio a due settimane di distanza?”

Non nascondo che ero in femminilissima ricerca  di paroline dolci e smielate, roba di amoruccio mio e picci picci su, picci picci giu.

Lui pontifica: “Il matrimonio è come quando passi dal Lazio alla Toscana: cambia l’aria”.

Io non l’ho mica capita.

Voi?

Read Full Post »

violetteEro in motorino, ferma ad un semaforo. Aspettavo il verde. Mi guardavo un po’ intorno con aria distratta. Ho abbassato lo sguardo verso il marciapiede. C’era una micro aiuola (odddio quante vocali cià ‘sta parola) di quelle incastonate nel cemento con dentro un albero, dell’erba secca e una manciata di rifiuti vari. Tutto intorno alla micro-aiuola c’era una graziosa bassissima inferriata a motivi arabescati divelta. Un lato giaceva lì, abbandonato fra la paglia e i rifiuti. Gli altri lati erano ancora aggrappati alla struttura ormai arrugginita. Continuavo ad analizzare la scena….(ovviamente nel frattempo il semaforo era diventato verde e poi giallo e poi di nuovo rosso). Ho guardato meglio (è ufficiale: mi ero accanita) e sono riuscita a scorgere fra la sporcizia e i rifiuti ammassati chissà da quanto tempo, tre piccolissime neonate piantine di violette: due gialle e una viola. Con dei fiorellini timidissimi, delicati e stupendi. Secondo me profumavano pure nonostante avessero tutto intorno solo immondizia e decadenza.

Loro ce l’avevano fatta. Loro avevano vinto.

Ho sorriso di gusto.

Embè?! E ‘sticazzi. Direte voi.

CONCLUSIONE METAFORICA (nonchè altra eppi-perla-di-saggezza buttata lì…anzi quasi quasi ci faccio una categoria…anzi ho deciso ce la faccio proprio): anche nelle situazioni più infime, a guardare bene, può nascere un piccolo, inaspettato miracolo di bellezza.

Prendetela così come viene. Fatene quel che volete e …soprattutto…non mi mandate a cagare (che già mi ci sono mandata da sola). Grazie.

Read Full Post »

Spolverare…

amoreOggi, per caso ritrovo un vecchio cd dei Negrita che non sentivo da anni. Lo spolvero e lo metto su. A un certo punto arriva una canzone che parla di un aquilone . Ho un fulmineo flashback. E allora di colpo mi trovo catapultata nel 2002, quando io e Homo ci siamo conosciuti. Sono improvvisamente all’inizio della nostra storia che nasce. Sono in macchina durante la prima alba. Sono al bar dove abbiamo preso un caffè lungo 6 ore. Sono a pranzo su una spiaggia primaverile. Sono lì. E sono qui oggi. Siamo sposati. Da 2 settimane. Mi sono commossa.

Ok, avete ragione. Mi devono venire e sono schifosamente ipersensibile.

Read Full Post »

Feet

Dopo tanto scrivere, ieri sbircio per curiosità fra le statistiche del mio blog…(non fate i superiori che tanto lo so che lo fate anche voi blogghettari incalliti!) …e che ti scopro?

Nella scheda che dice:

Questi sono i termini usati nei motori di ricerca dai visitatori per trovare il vostro blog”

vado a leggere:

UNGHIA INCARNITA“.

Eehhh??!! Ma come unghia incarnita? Io che faccio tanto la figa sproloquiando di eventi di rilevanza cosmica (appunto, vorrei ben vedere), e snocciolo perle di saggezza a raffica, vengo pescata nel marasma infinito della rete, digitando nientepopodimenoche “UNGHIA INCARNITA“.

Che umiliazione. Credo che chiuderò il blog.

O forse no. Andrò a farmi la pedicure.

Read Full Post »

91547_912376045_n1354001246-30117464-3063_h025528_lE’ tipico: sapete quelli che “Mah! Non so se posso venire, ho delle cose da fare; devo vedere gente…”. Che poi li vorrei proprio vedere. Anzi, apro ufficialmente una raccolta fondi (manda un sms al numero 054679**##*@ scrivendo “CAZZARI TUTTA LA VITA”) per finanziare un centro di recupero per questa strana specie in lenta ma progressiva crescita.

Inoltre vorrei fare una ricerca sociologica per appurare un paio di cosette su un campione a caso dei suddetti elementi:

UNO: che cazzo di cose cianno effettivamente da fare (no perchè io ho il sospetto che, nonostante la mia ormai cronica – vedi post precedente archiviato sotto “quellegiornatineunpocosì” –  semi infermità cerebrale dovuta alla…io do la colpa alla primavera, in ogni caso è una buona scusa): forse sono in missione segreta per conto degli alieni per salvare il mondo o almeno salvare la Marini dall’ascesa verso la mesosfera attaccata alle sue labbra.

DUE: quale gente devono vedere. MAQUALE??!?!! Ma non sarà che per fare tanto i fighi, alla fine stanno da soli come cani dentro alle proprie camerette?!! Mi punge vaghezza: ma non sarà che poi tutta sta gente che vede gente, appunto, invece non fa che passare il tempo compiaciuta davanti a uno specchio?

Giorni fa snocciolai la seguente perla di saggezza di fronte a Master sconsolato: “La vera rivoluzione è nella normalità”. Una cazzata? Ancora non lo so. Ci devo pensare. In quel momento era venuta spontanea…e comunque ora mi vado a fare l’ennesimo caffè.

Read Full Post »

weeds1Come si fa a non aver voglia di fare assolutamente nulla? Mi devo preoccupare di questo stato ormai cronico di semi infermità cerebrale? Sarà la primavera oppure quella demotivazione proveniente da seccature lavorative cheanchelametàbastano?…Ma secondo voi, le persone lo fanno apposta ad essere incessantemente petulanti come martelli pneumatici dentro ai timpani?!! Oppure sono io quella irrimediabilmente, disperatamente, incessantemente intollerante?! Allora mi dico: non sarà il caso di cambiare mestiere e, non so, dedicarsi all’uncinetto oppure all’allevamento di bachi da seta fermentati, piuttosto che abbozzare ad ogni richiesta (anche a quelle più assurde che prevedono la progettazione tridimensionale del porta rotolo di carta igienica e – vi giuro –  non sto assolutamente esagerando)? Mi è venuta in mente la strafighissima protagonista di WEEDS – che su Wikipedia è dato come:” una serie televisiva americana del genere commedia nera ambientata in una immaginaria periferia della California, in cui la maggior parte dei residenti sono coinvolti nello spaccio e nel consumo di cannabis (da ciò deriva il titolo) – che, con un lampo di genio che manko Etabeta, si mette dopo vicissitudini  avverse, a coltivare e vendere marjuana….beh! Non so esattamente se mi ci vedrei in un ruolo tanto borderline…però…se continuo così le possibilità sono tre: o comincio a piantare dei semini in giardino, o mi dedico al decoupage, oppure attacco a mangiare bulimicamente anche le croste rinsecchite del parmigiano che giacciono incrostate nel frigo (l’ultima la escluderei….sennò CERBERO chisselasente! ). Chiedo conforto!

Read Full Post »

Appetite For Destruction

b394228348a0e7cd1098e010l Ora io mi chiedo: dopo aver trascorso la mattinata ad imbustare, incollare, impilare e centrare etichette sull’ Eppi-bomboniera (che consiste in un cd con due lati virtuali in cui sia io che Homo Sapiens abbiamo inserito le nostre songs preferite di sempre) mi sono bloccata per un istante in un vuoto temporale pneumatico.

Ma vi pare possibile che la mia prima canzone si intitoli Lie in Our Graves e quella di Homo Used to love her (continua con “But I had to kill her”)??

Credo che il vuoto pneumatico sarebbe venuto a chiunque….è un segno? Un monito? Una predizione? Possibile che non ce ne siamo resi conto? Cosa direbbe il caro vecchio Sigmund di fronte a cotanta ostinazione autodistruttiva?! Beh! Io continuo ad imbustare che ho quasi finito, ma il tarlo in testa rimane…Axel, ti prego, salvaci tu!

Read Full Post »