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Posts Tagged ‘romanticismo’

barbie-boa-rossoIeri sera bel, belle io e Eppi-dog ci prepariamo, acconciamo, sistemiamo, rassettiamo per andare a raccattare il “nostro” all’areoporto.

Dopo 3 giorni di assenza (sua) e di impacchettamenti (nostri) il mio sex appeal, in una scala da uno a dieci, poteva equivalere a due e tre quarti scarsino. Grazie.

Quindi potrete capire i lavori di restauro che ho dovuto metter su prima di uscire.

Robba che manco la Cappella Sistina!

Oltre tutto, ovviamente, quasi tutti i necessari strumenti di bellezza si trovano ormai sepolti e sigillati sotto montagne di scatoloni, irraggiungibili se non con una gru modello cantieri per grandi opere nazionali.

Dopo tutta ‘sta fatica, è ora di uscire.

Da fuori si sentono lampi fragorosi.

Eh già! Dimenticavo che ormai Roma si è praticamente trasferita ai Caraibi e non passa pomeriggio senza un signor nubifragio.

L’umidità è al 300% e i miei capelli, manco salgo in macchina, che si trasformano in un covone di paglia.

Nel viaggio scoppia l’Uragano Katrina. Viene giù di tutto: grandine, pioggia, imprecazioni.

Ovviamente sono in ritardo e il traffico da ponte estivo che si materializza lungo la strada, non aiuta. La situazione è sotto controllo.

Senzaltro.

Arriviamo finalmente.

Homo è lì da un’ora che aspetta.

Esco dalla macchina, madida di sudore, appiccicaticcia, col mascara colato e i capelli arruffati tipo barboncino Billy.

Lui mi guarda, mi bacia e mi fa: “Come sei bella”.

Devo proprio essergli mancata.

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are-scooters-marnlyBeh! Oggi ero lì che gironzolavo per commissioni con il mio fido destriero bianco: Fiorello.

Giorni fa avevo accennato a lui: motorino Honda SH classe ’91, con il quale ho condiviso gli anni più importanti della mia vita fino ad oggi.

Ho pensato: cazzo, lui c’era sempre.

Quando eravamo…

Lui c’era.

E quella volta che…

Lui c’era.

Insomma, ho deciso che ve tocca pure il post sul motorino catorcio.

Zitti e mosca!

Devo riconoscerlo sono una sentimentale.
Adoro zigzagare nel traffico flirtando con gli specchietti retrovisori delle auto in movimento; adoro sentirmi il venticello  sulla faccia quando d’estate non c’è altro refrigerio che montare in sella e andaredovenonsisa;

adoro sapere di non dover fare a cazzotti per un parcheggio e lasciare lui, Fiorello, proprio davanti alla mia destinazione (il che ha il vantaggio non trascurabile che mi consente di andare sempre in giro con tacchi astronomici – tantomicadevocamminare)

Lui, Fiorello, c’era quando ho dato i miei primi esami all’università;

c’era quando ho inseguito il mio primo grande amore con il mio migliore amico fin sotto casa sua in quella notte d’estate.

C’era pure quando, saliti in tre, ci ha portato in giro per Roma, affaticato ma caparbio, mentre realizzavamo il documentario (tutto sfocato) di vacanze romane.

C’era quando, tornata dall’Erasmus, dopo un anno di inattività, è partito al volo senza manco fiatare (mitico!).

Quante ne abbiamo passate io e lui!

E poi mi sento dire…

Ao! Butta ‘sto catorcio! Nun sei credibile su quer catafalco!

Ma come posso???! Come?!

Certo, non è una Vespa Special faro tondo del ’72, ma è stato mio fedele amico per più di mezza vita!

Io che (giuro lo faccio davvero) gli metto ancora la catena con il lucchetto – anche se so che mai a nessuno balenerebbe in mente l’idea di rubarselo – solo in segno di rispetto per restituirgli la dignità di motorino.

Insomma, se è vero che anche gli oggetti hanno un’anima, lui è la mia anima gemella.

E come faccio allora, vi chiedo, a rottamarlo?!?

Noncelapossofà.

Se esistesse il cimitero dei motorini, io Fiorello ce lo porterei.

Sempre il più tardi possibile, ovviamont.

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Fields_of_gold_UmbriaAl di là della collina, dall’altra parte della vallata, una falciatrice piccola e lontana si muove disegnando una spirale tutto intorno ad un campo di erba verdissima.

L’erba, tagliata e accasciata a terra, modifica il suo colore diventando di un pacifico giallo chiaro.

Viste da lontano, le impronte della falciatrice, al ritmo di un rumore lontano, disegnano cerchi concentrici che fanno lentamente cambiare le sfumature cromatiche del campo.

Io, a bordo piscina, sonnecchio sul lettino facendo attenzione al bisbiglio del vento che increspa l’acqua azzurra.

Caldo sulla pelle smorzato da nuvole vagabonde.

Chiudo gli occhi assopita.
Riaprendoli, vedo il piccolo laborioso puntino che, come una formichina all’orizzonte, continua i suoi giri “trasforma-colori“.

Il verde dell’erba ancora intonsa, diventa un quadratino sempre più piccolo al centro del campo.

Mi giro pigra dall’altro lato in cerca di qualcosa. Mi addormento.

Quando riapro gli occhi è quasi il tramonto.

Le ombre si sono allungate sulla vallata. La falciatrice  girella ormai su se stessa, mangiando, come in un antico vidoegioco, gli ultimi pixel di erba verde.

E sorrido.

Penso che passare la giornata in questo modo sia davvero delizioso.

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closed-for-holidayCe l’abbiamo fatta!

Pfui!

Dopo tre dico tre giorni di tentativi.

380 email dopo, abbiamo finalmente una destinazione!

Da Roma al Polo Nord tutto esaurito, prenotato, occupato.

E io, che sognavo una bella pausa romantico-rilassante a compensazione del rimandato fatidico viaggio di nozze, stavo quasi per rimettere il sogno nel cassetto e dare in pasto la chiave a Eppi-dog.

Ma non potevo credere che la mia celeberrima fortuna (anche detta “culospudorato“) in fatto di prenotazioni, mi avesse abbandonato così miseramente e senza pietà.

Mi sono data un’ultima possibilità.

Con la fronte imperlata di sudore ho rilanciato.

Ho gettato nell’etere altre 250 email di richiesta di prenotazione.

Più o meno verso ogni struttura ricettiva del centro Italia.

Dopo un’oretta decido di tornare su gmail.

Palpitazioni e sudore freddo.

Faccio “check mail”.

Ci sono, fra le altre cose lavorative (che ovviamente ignorerei anche se si trattasse della commissione di un progetto di un nuovo grattacielo a New York) alcune risposte.

Eccola. La vedo. E’ lei.

Lo sento.

La apro.

“Gentile signora siamo lieti di comunicarle che abbiamo disponibilità di posti per lei e suo marito per le date da lei richieste. Anche il cane sarà il benvenuto”.

Siano lodate tutte le divinità Shintoiste messe insieme!

Tiro un sospiro di sollievo e faccio mente locale  realizzando che non mi pare il caso di andare con maglioni di lana e felpe;  mi punge vaghezza che dovrei effettivamente tirar giù dal reparto estivo un paio di infradito e due costumini. Per la primissima volta in vita mia (ha del miracoloso) affronto il cambio di stagione col sorriso.

Ma poi ripensandoci: e meno male che c’è la crisi!!

Sennò che dovevo fare per trovare un agriturismo libero??! Andare in Nepal?!?

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habilis_op_800x776In seguito a risentiti giudizi (da parte del suddetto protagonista del post il quale si lamenta dell’effettochefa letto dal di fuori) e anche in seguito ad un mea culpa dovuto forse ad alcune battute salaci impreviste e a una  mia visione della realtà senza mezze misure, mi vedo costretta in un tunnel senza uscita: devo dare dettagli su di lui, l’onnipresente Homo.

Come ho letto da qualche parte, se non riesci ad uscire dal tunnel…arredalo.

E io lo arredo. Per me poi, niente di più facile!

Homo, prima di tutto, è quello che ho ancora difficoltà a presentare…

“Salve. Lui è…..

lui è il mio fid…

No. Riproviamo.

Ehm! Lui è il mio…rag…no.

Cazzo! mi fa ancora così strano ….ma si!

Lui è mio M-A-R-I-T-O ! Quasi quasi, ogni volta, mi scappa da ridere.

Homo, è in realtà l’esatto contrario di un Homo Sapiens; cioè, si, è vero che la storia delle bombe a mano e della narcolessia non è mica tanto esagerata, però in realtà, qui trattasi di persona sensibile e molto attenta…sennò mica me lo sposavo! Mica so’ scema io. Grazie.

Homo, magari è pure vero che non sa cucinare (anche se lui dice di si, ma in realtà nessuno lo sa, perchè non ha mai cucinato nulla al di fuori di una leggendaria – si mormora – pasta con filadelfia (!) che il “nostro” si vanta di aver persino inventato – gulp!); però è altrettanto vero che è super fantastico quando si prende cura degli innumerevoli amici che ci calano in casa in ogni quando.

Homo, è vero che non è il campione mondiale di ordine (potremmo chiamarlo l’anti-Furio …non so se mi spiego);

come dice Aldonsa (vedi barra laterale dei personaggi) è un dessastro esto ragasso, che desastro! Però lui è anche un super cervello creativo, che mi bombarda di stimoli professionali e non, che mi riempiono i giorni e i pensieri.

Homo, sarà pure vero che, come tutto il genere maschile cui appartiene, due coseinsiemenunlesaffàmancodipinto. Però quella che fa, in ogni ambito e contesto (capisciammè aumm, aummm), la fa da dio!

Insomma Homo come me e come tutto il resto del mondo, ha i suoi difetti, ma me lo sono sposato anche per quelli, e me lo tengo con gioia e con amore proprio così com’è.

….

….

BLEAH!  mi si sono cariati i denti da soli….

Sarò mica diventata troppo sdolcinata?!

Chiedo Venia. Domani recupero e sarò cattivissima.

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bride-in-rain-boots

Esattamente un mese fa si celebrava il nostro matrimonio.

Per chi non avesse seguito il blog dall’inizio, matrimonio secretissimo e privatissimo fu, ah!…

Ora, non posso proprio ritenermi una moglie veterana (e a pensarci bene manco tanto moglie a dirla tutta), però qualche conlusione da principiante l’ho tratta pure io.

Eccovi una bella listarella:

– non mi sento più saggia di prima (faccio esattamente le stesse cazzate).

– non mi sento più seria (anzi su questo posso dire con serenità che sono addirittura peggiorata, in quanto il matrimonio è coinciso con l’inizio del blog – e su queste pagine di cavolate ne ho sparate già abbastanza chelametàbastano).

– non ho voglia di andare a pranzo con i parenti né partecipare a eventi formali più di quanto non facessi prima, cioè zero. Grazie.

– non ho acquisito un diverso senso del futuro (perchè la vita mi ha insegnato che non si deve mai dare niente per scontato….e che è meglio affrontare le cose giorno per giorno, che tanto poi succede sempre qualcosa che manda tutto a puttane). Puntoeaccapo.

– non sono più felice né più triste di prima: sono come sempre in balia degli eventi della vita; il matrimonio non mi ha reso invulnerabile come pare succeda a molte (non che io lo avessi mai sperato questo – però hai visto mai…).

– Sono sempre convinta che l’aver fatto un matrimonio semplice con poche persone (ma buone) senza niente di pomposo e SOPRATTUTTO senza assomigliare pericolosamente a una meringa coi tacchi, nonchè un viaggio di nozze consistito in un pranzo a fregene* come il giorno in cui la nostra storia è iniziata, sia stata la miglior cosa o almeno quella che assomigliava di più a noi.

Insomma in conclusione posso dire che io mi sento proprio ESATTAMENTE COME PRIMA.

Anzi, un po’ di più!

ps: a tutti quelli che mi dicevano macchittelofaffare ora rispondo: lucidalabbra (tendallegra questa la capirai solo tu ma amen)

*Fregene: località balneare a 30km da Roma. Per la cronaca l’anniversario (o complemese) oggi consisterà in aperitivo con  bottiglia di vino bianco seduti sul muretto del parco sotto casa – vista mozzafiato sul colosseo…ecchistamegliodinoi.

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imgNon è notorio il fatto che sono le donne quelle che bramano coccole e tenerezze che più ce n’è e meglio è?

E non è forse notorio che quando Lei si sente un po’ giù e ha bisogno di coccole, Lui sbuffonchia dietro le sue spalle mentre la abbraccia, facendo roteare gli occhi e contando fra sé e sé fino a 99?

Beh! Facciamo a 35.

Non mi aveva forse detto qualcuno che prima di addormentarsi (e magari dopo aver fatto l’amore) Lei vuole carezze e baci per abbandonarsi placidamente al suono del respiro di Lui, mentre Lui vorrebbe soltanto girarsi dall’altro lato e comminciare imediatamente a russare all’unisono col cane e stigrancazzi?

Non mi pareva di aver sentito dire che a Lei piace la colazione a letto accompagnata magari da una rosa e/o da un bigliettino tenero tutte le mattine, mentre Lui vorrebbe alzarsi velocemente dal letto e buttarsi sotto una scrosciante doccia bollente?

E allora, spiegatemi.

Per quale strana congiunzione astrale qui da noi di Eppifemili (cazzo!) SUCCEDE TUTTO IL CONTRARIO ??!!

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